come sono riuscita a sopravvivere ancora una volta a novembre (e non è neanche finito)

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lo odio.

mese infinito. arriva e non riesce a finire. ogni anno. non c’è sweet november che tenga. anche quest’anno sono sopravvissuta (ma mancano tre giorni e non posso ancora garantire.)

1. tagliatelo a metà. il 16 ho aspettato la mezza maratona con tutte le mie energie focalizzate sui piedi e le gambe. vi evito l’ennesimo pistolotto pro-running.il resto sembrava più facile. sembrava.
2. calze colorate. una volta scritto a lettere cubitali che il total black va sempre bene ma in alcun giorni (più di altri) il colore serve come terapia e che le calze color carne sono il male assoluto: sfogatevi. le ho di tutti i colori e come al solito, quelle che mi guardavano come fossi vestita in maschera fuori stagione, poi le hanno prese ma le mescolano come fossero vestite in maschera fuori stagione.
3. darsi obiettivi e tempi fissi e non estendibili per raggiungerli. io so che rendo di più sotto pressione e quando ho una meta da raggiungere. sono un esecutore. tu mi dici dove devo arrivare io faccio vado sbrigo e sistemo. automatismi che su di me funzionano.
4. avere un gatto di casa, per casa, che ci mette tre giorni ad imparare ad usare la gattaiola, con due perfetti imbecilli umani a far da personal trainer distesi uno dentro casa e uno fuori con crocchette e scatolette all’aragosta del maine; mentre il suo miglior amichetto di giochi in due minuti aveva già capito: dentro fuori divano copertina ok capito. tornare a casa e trovar in poltrona il tuo e sul divano disteso a profondamente addormentato il suo amico. si suppone ci siano party felini dalle 9 alle 5. li adoro.
5. mettersela via se non si riesce a leggere. per non tempo, non voglia o non entusiasmo. leggere non è un lavoro, non è neanche obbligatorio. son anni che non mi capitava di leggere così poco in un mese (di merda). verranno altri giorni (diceva il poeta, il mio poeta).
6. se già è un mese infame non serve prendersi zavorre ulteriori. c’è gente che se non ti tira per i piedi nella sua merda non è contenta. ma hanno paura di non trovare compagnia dove son loro? diteglielo che è pieno giù di là.
7. fare una cosa che non vuoi fare e che poi ti piace (ne avevi il sospetto). una ho detto. e si rischia, può anche andarti male.
8. non prendere ancora la cioccolata per i pacchetti di natale. perché poi a casa da sola, in piena PMS e crisi bulimica riscopri che un kinder è buonissimo, due son buoni, una scatola fa vomitare ed era meglio attaccarsi alla bottiglia della vodka, meno calorie.
9. prendersi un vestito nuovo, bellissimo a balette (si dice polka dots, eh). quello che quando arriva (già sei pronta a rimandarlo indietro per prenderlo di una taglia di più), lo provi e ti sta una meraviglia e quando lo vede chéri dice “ma non ne avevi già due a pallini?” segno dimostrazione e proclama evidente, inconfutabile di appartenenza all’universo cromosoma xy per cui diametro e circonferenza delle balette non sono tratto distintivo dell’abito.
10. occhiali neri e rossetto rosso anche se piove, se nuvolo e nonostante il colore verde della faccia che ti ritrovi davanti allo specchio certe mattine (sull’espressione da bulldog soprassiedo). quando ti fermi al semaforo e tiri fuori il rossetto e te lo metti in due mosse che neanche un samurai con la katana assassina, quello in fila a fianco non smetterà di fissarti e mancherà il verde che è già scattato, con tutto il casino di clacson a seguire. in altri mesi mandare baci, a novembre quel ghigno di perfidia che ci vien tanto bene.

e comunque finisce tutto. sempre. e finirà anche questo novembre.

immagine da tumblr

l’evoluzione di calpurnia di jacqueline kelly

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167187_1263178355653_1715572539_461155_8243677_ndedicato alle mie calpurnie dello scorso anno, a quelle che l’ultimo giorno di scuola hanno compilato il questionario di proust per piccoli.

son un po’ piccole per leggerlo adesso, ma magari qualche mamma se lo segnerà e se qualcuna sognerà di far la scienziata, glielo rifilerà al volo. 1899. calpurnia ha 12 anni, è la figlia più piccola di una ricca famiglia del sud degli stati uniti. famiglia illuminata anti schiavista. unica femmina nel mezzo di una numerosa nidiata di figli maschi, destinata ad imparare a far merletti, cucinare torte al limone e noci di pecan e ricevere come si deve i vicini di proprietà: armi per entrare in società e trovare marito. un buon marito. solo che il destino già scritto a lei non va bene. una madre depressa e affettivamente sterile (con beveroni al seguito), un padre che non ha abbastanza coraggio per imporsi sulla moglie farebbero di lei l’ennesima vittima sacrificata sull’altare delle convenzioni sociali se non fosse per un fratello maggiore che timidamente la sorregge e un grandioso nonno naturalista che la spinge e le fa spiccare il volo. un nonno che partecipa alle cerimonie quotidiane della famiglia (pranzi e cene) ma è esonerato dai rituali perché ritenuto (quantomeno) strano, quando in realtà si nasconde dietro questa scusa (sempre stata ottima e ancora lo sarà per secoli) per gestire i propri diletti e passioni in solitaria tranquillità. solo calpurnia è ammessa alla sua corte: curiosa, empirica ed entusiasta diventerà sua discepola iniziando con la lettura di darwin. mica robetta. poi c’è il sud dell’america, il cotone, le baracche che erano degli schiavi, il primo bicchiere di una bibita nuova che si chiama coca-cola e mi son presto immaginata calpurnia seduta sui gradini di un portico in ville alla via col vento e camminare su viali fiancheggiati da alberi secolari, per andare a scuola.

ringrazio sempre mia sorella illuminata e il signor salani perché questi son libri stregati che mi fanno piangere e commuovere, perché in calpurnia non ho fatto nessuna fatica a riconoscere le mie fanciulle in espressioni, considerazioni, emozioni, domande e … stile! che non svanisca mai la parte di calpurnia che ognuna ha!

la mia prima mezza maratona -16 novembre 2014 palmanova UD-

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nonostante le previsioni meteo che puntavano alla catastrofe, l’ottimismo di alcuni messaggi “buona corsa sotto la pioggia” e i nostri chissenefregasepiovesicorrelostesso, alle 9 ieri mattina a palmanova -ud- c’era un sole talmente caldo che anche da ferma mi son tolta il giacchino antipioggia termico tecnico fuschia ficherrimo (brooks addicted). rossetto, smalto e tubino hanno fatto la loro porca figura. sempre fanciulle, sempre il rossetto. sempre. a palmanova si parte con un colpo di cannone, solo che io non lo sapevo (non solo io!), ho cacciato un urlo che non è stato unico. partita tranquilla, fiato a posto. prima degli 8 emergenza pipì: stradinetta dove mi son impantanata a risolvere la necessità in un boschetto. mi son anche accorta che il santo programmino runtastic non era partito, proprio IL giorno, mi son messa a ridere! fra gli 8 e i 10 km due signori se la son raccontata sul disgraziato pancreas di un amico comune. verso i 14 km mi son ciucciata un multicarbo gel gusto cherry-banana vomitevole che ti scivola giù per la gola come una lumaca che deve raggiungere le tue viscere. in realtà non volevo prenderlo ma quando son passata io, i banchetti del ristoro eran già stati completamente saccheggiati, neanche mezzo biscottino -avendo fatto colazione alle 7 e mezza- mi serviva energia. ciucciandomi l’orrenda mendusia mi son sporcata le mani che mi son rimaste appiccicose finché non ho passato altri due punti ristoro dove mi son fatta buttare acqua addosso per evitarmi una crisi di nervi che lì era gratis! dai 14 ai 18 dura. mi ricordo solo di aver passato un po’ di gente e visto un’infinità di vermi sulla strada, ho schivato tutti quelli ancora vivi, ma credo che la specie si sia estinta ieri in due ore. arrivata ai 18 (quelli li avevo già fatti in meno di due ore) ho pensato che da lì in poi era tutto nuovo. dai 18 ai 21,0975 spinta finale, sorriso quando ho passato la porta per entrare a palmanova che si è trasformato in risata quando son arrivata al traguardo ed è esplosa quando ho visto il cartellone del mio incredibile, insostituibile fan club!

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non sono capace di mettere a parole l’entusiasmo, l’emozione e la tonnellata di endorfine che mi hanno accompagnata anche nel pomeriggio quando son pure andata a milonga con un altro tubino nero!

risultato e tempo meglio del previsto: son arrivata con una faccia ancora presentabile e senza nemmeno l’ascella pezzata in 2 h 16 ad un anno dal primo minuto di corsa (21 ottobre 2013). mi porto a casa: 2 etti di pasta con il ragù degli alpini (tanta compassione per la mia vicina di coda “a me in bianco: son vegetariana”), la medaglia (“ma come? la date anche a me?”), il pettorale che metterò in cornice (2110), una ferita a carne dovuta alla mia armatura medievale blocca tette, l’aver capito che ognuno corre con i suoi demoni e per i suoi demoni e una gran voglia di correre ancora. bello, bello, bello!

photo credits by chéri3be6ef959e8962f140708866f170d961

GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE HANNO PARTECIPATO ALLA MIA ATTESA, AL MIO ENTUSIASMO E ALLA MIA GIOIA DAL VIVO, QUI, E SU FACEBOOK! GRAZIE GRAZIE GRAZIE: SIETE MITICI! 

il mio autunno di corsa

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giovedì prima del d-day: domenica la mia prima mezza maratona. sono autorizzata (dopo due anni di regime alimentare FELICEMENTE a zona) a farmi tre giorni tre di carboidrati in vista dei 21,097 km di domenica: grande guru dice che è glicogeno di riserva che userò domenica. più di 100 gr di pasta a pranzo e altrettanta a cena: roba che mi piglia un infarto per meno. fatta ultima sessione di allenamento secondo ottima tabellina di runlovers.com di soli 4 km. gambe pesantissime, mi son impantanata di nuovo, avevo lavato le scarpe, bianco neve. erano.
la mia compagna d’avventura, e grande motivatrice, dice che le prove generali devono andare sempre di merda, quindi bene. son uscita con il sole, con 20° il 13 novembre, con pantaloncini e maglietta sponsored by norina pez wines. ho corso in un autunno feroce, caldo e intenso. non avevo mai vissuto un autunno così sulla mia pelle. almeno non me lo ricordo: gli alberi che cambiano ogni giorno, le mie rose che continuano a sbocciare, il rumore delle foglie, l’odore di quello che cade e si scioglie, i colori e tutto il pantano dei campi: bello.

10805007_10152614328423821_1111586942_nla felicità è un etto di penne al pesto dopo una corsa impantanata.

foto di dida

regala un libro a dida per natale!

LIBRI CHE ASPETTO PER NATALE!
vi avviso per tempo: lista di 50 titoli SICURI che mi faranno passare un meraviglioso natale!
gramellini, volo o coelho non sono invitati sotto il mio albero.
se li avete in casa di seconda, terza o quarta mano, pieni di polvere a tener ferma una porta, se volete liberarvene, se non li avete mai letti, se volevate rifilarli alla vicina puzzona che si presenta con il panettone riciclato: va benissimo. anche se hanno dediche di un ex-fidanzato logorroico insostenibilmente proustiano che voleva convertirvi (in tal caso mettetemi anche il suo num di telefono) va benissimo.
cercate a casa e fatemi sapere che aggiorniamo la lista!

1. parigi insolita e segreta di garance/ratton/rivoi
2. perché non lo portate a lourdes? di lorenzo amurri
3. olivia a venezia di ian falconer
4. storia delle altre. concubine, amanti, mantenute, amiche di elizabeth abbott
5. fisica quantistica per poeti di l.m. lederman
6. tutto quel che è vita di j.salter
7. conosci parigi? di r. queneau
8. metronomo. la storia di parigi al ritmo del metrò di l. deutsch
9. la mia vita segreta di s. dalì
10. andare per ghetti e giudecche di anna foa
11. io, dora maar. la mia passione per picasso di nicole avril, m. cavalli
12. dora maar. nonostante picasso v. combalía
13. dora maar senza picasso di mary a. caws, l. rosaschino
14. henry matisse. una seconda vita di sooke alastair
15. c’eravamo tanto amati. le coppie dell’arte nel novecento di elena del drago electa
16. alice o kiki? kiki de montparnasse modella e pittrice di cristina contilli
17. kiki de montparnasse. testo francese a fronte. di marco ongaro e m. susana
18. autoritratto. di man ray m. pizzorno
19. lasciami l’ultimo valzer di zelda fitzgerald. flavia abbinante
20. fondamenta degli incurabili di iosif brodskij; g. forti
21. oscar wilde di philippe jullian
23. guida ai giardini di venezia di mariagrazia dammicco
25. la tentazione dell’occidente di andré malraux
26. i nostri 20 anni di clara malraux
27. quell’estate a parigi di morley callaghan
28. l’arte di essere povero di boniface de catellane
29. kiki de montparnasse di jose-luis bocquet, catel miller
30. vestendo la belle époque di paul poiret (introvabile)
31. proust e i suoi amici di l. salvarani
33. tutto il ferro della torre eiffel di michele mari
34. alfred jarry. Una vita patafisica di alastair brotchie, n. cagnone
35. un uomo di passaggio di ben lerner, l. prandino
36. in principio era la tavola di adam gopnik, b.amato
37. trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria di michael dahile
38. e così tutto vacilla. diario del 1945 di victor klemperer
39. proust di giacomo debenedetti, m. lavagetto, v. pietrantonio
40. troviamo le parole. lettere 1948-1973 di ingeborg bachmann, paul delan
42. un diamante grezzo. vézelay-parigi 1938-1950 di yvette szczupak-thomas, f.bruno
43.creature ostinate di aimee bender
44. breviario proustiano di p.valduga, g.raboni
45. sovversivi del gusto. ottantasei storie di resistenza gastronomica di michele marziani e marco salzotto
46. l’irregolare. coco prima di chanel di edmonde charles-roux, l. chiattaro
47. coco chanel. genio, pasisone, solitudine di clude delay, f.giardini
48. visione binoculare di edith pearlman, a. cristofori
49. l’estate degli uomini di siri hustvedt, g. guerzoni
50. di cosa parliamo quando parliamo di anne frank di nathan englander, s. pareschi.

LIBRI CHE ASPETTO PER NATALE!<br /><br />
vi avviso per tempo: lista di 50 titoli SICURI che mi faranno passare un meraviglioso natale!<br /><br />
gramellini, volo o coelho non sono invitati sotto il mio albero.<br /><br />
se li avete in casa di seconda, terza o quarta mano, pieni di polvere a tener ferma una porta, se volete liberarvene, se non li avete mai letti, se volevate rifilarli alla vicina puzzolente: va benissimo. anche se hanno dediche di un ex-fidanzato logorroico insostenibilmente proustiano che voleva convertirvi (in tal caso mettetemi anche il suo num di telefono) va benissimo.<br /><br />
cercate a casa e fatemi sapere che aggiorniamo la lista! </p><br />
<p>1. parigi insolita e segreta di garance/ratton/rivoi<br /><br />
2. perché non lo portate a lourdes? di lorenzo amurri<br /><br />
3. olivia a venezia di ian falconer<br /><br />
4. storia delle altre. concubine, amanti, mantenute, amiche di elizabeth abbott<br /><br />
5. fisica quantistica per poeti di l.m. lederman<br /><br />
6. tutto quel che è vita di j.salter<br /><br />
7. conosci parigi? di r. queneau<br /><br />
8. metronomo. la storia di parigi al ritmo del metrò di l. deutsch<br /><br />
9. la mia vita segreta di s. dalì<br /><br />
10. andare per ghetti e giudecche di anna foa<br /><br />
11. io, dora maar. la mia passione per picasso di nicole avril, m. cavalli<br /><br />
12. dora maar. nonostante picasso v. combalía<br /><br />
13. dora maar senza picasso di mary a. caws, l. rosaschino<br /><br />
14. henry matisse. una seconda vita di sooke alastair<br /><br />
15. c’eravamo tanto amati. le coppie dell’arte nel novecento di elena del drago electa<br /><br />
16. alice o kiki? kiki de montparnasse modella e pittrice di cristina contilli<br /><br />
17. kiki de montparnasse. testo francese a fronte. di marco ongaro e m. susana<br /><br />
18. autoritratto. di man ray m. pizzorno<br /><br />
19. lasciami l’ultimo valzer di zelda fitzgerald. flavia abbinante<br /><br />
20. fondamenta degli incurabili di iosif brodskij; g. forti<br /><br />
21. oscar wilde di philippe jullian<br /><br />
23. guida ai giardini di venezia di mariagrazia dammicco<br /><br />
25. la tentazione dell’occidente di andré malraux<br /><br />
26. i nostri 20 anni di clara malraux<br /><br />
27. quell’estate a parigi di morley callaghan<br /><br />
28. l’arte di essere povero di boniface de catellane<br /><br />
29. kiki de montparnasse di jose-luis bocquet, catel miller<br /><br />
30. vestendo la belle époque di paul poiret (introvabile)<br /><br />
31. proust e i suoi amici di l. salvarani<br /><br />
33. tutto il ferro della torre eiffel di michele mari<br /><br />
34. alfred jarry. Una vita patafisica di alastair brotchie, n. cagnone<br /><br />
35. un uomo di passaggio di ben lerner, l. prandino<br /><br />
36. in principio era la tavola di adam gopnik, b.amato<br /><br />
37. trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria di michael dahile<br /><br />
38. e così tutto vacilla. diario del 1945 di victor klemperer<br /><br />
39. proust di giacomo debenedetti, m. lavagetto, v. pietrantonio<br /><br />
40. troviamo le parole. lettere 1948-1973 di ingeborg bachmann, paul delan<br /><br />
42. un diamante grezzo. vézelay-parigi 1938-1950 di yvette szczupak-thomas, f.bruno<br /><br />
43.creature ostinate di aimee bender<br /><br />
44. breviario proustiano di p.valduga, g.raboni<br /><br />
45. sovversivi del gusto. ottantasei storie di resistenza gastronomica di michele marziani e marco salzotto<br /><br />
46. l’irregolare. coco prima di chanel di edmonde charles-roux, l. chiattaro<br /><br />
47. coco chanel. genio, pasisone, solitudine di clude delay, f.giardini<br /><br />
48. visione binoculare di edith pearlman, a. cristofori<br /><br />
49. l’estate degli uomini di siri hustvedt, g. guerzoni<br /><br />
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immagini: tutte da pinterest.com

vacanze matte di richard powell

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w288-h288_3159_Autunno 2011_powell-vacanze_mattepioneer, go home! è un romanzo americano del 1959 ripubblicato da einaudi nel 2011. letto perché di mezzo c’è sempre mia sorella illuminata. libro divertentissimo e senza tempo, se aumentate i prezzi delle cose potrebbe esser ambientato ieri. francesco piccolo definisce i kwimper “gli antenati dei simpson” e il mix pensante marge e lisa è rinchiuso nella baby sitter. la famiglia kwimper padre, toby figlio maggiore e voce narrante, due gemelli sagaci e poco gestibili di circa 8 anni -eddy e teddy- e la loro babysitter restano senza benzina su una strada -panoramica- non ancora aperta al pubblico, loro non si sentono “pubblico” e quindi non badano al cartello di divieto d’acceso. per 5 giorni non passa nessuno e la famiglia deve arrangiarsi per sopravvivere: scava un pozzo per bere e pesca per mangiare, una trasformazione ante-litteram in macgyver. costretti ad occupare un terreno e a costruirsi una capanna per le notti, vengono “salvati” e duramente rimproverati da un ufficiale, rappresentante di quel governo cui i kwimper sentono di appartenere essendo beneficiari di sussidi e pensioni d’invalidità. da qui una carambola perfetta di logica ed incomprensioni per 300 pagine di risate e ottimismo. un inno alla libertà e all’anarchia  -inconsapevole- di chi vuole approfittarsi -inconsapevolmente- e far parte di uno stato che ama e crede leale a tutti i costi. la parte più divertente è l’incontro con un paio di gangster californiani in fuga e le -altre- fughe di toby dalle avances delle signorine attratte inevitabilmente dalla sua prestanza. la statalità viene equamente rappresentata da asini inflessibili e vendicativi (anche asine), e vecchi saggi bonari che smascherano i tentativi di far fuori i kwimper. sono gli anni di on the road, quelli di qualcuno volò sul nido del cuculo. preso a scatola chiusa, probabilmente solo per la copertina di norman rockwell (1947) che si adatta benissimo alla storia che c’è dentro.

un film è stato tratto dal romanzo: lo sceriffo scalzo con elvis presley nei panni di toby, non lo ricordo anche se probabilmente in una qualche estate caldissima sarà passato su qualche rete e mi avrà fatta dormire.

consigliato a chi ha anche le mutande a stelle e strisce, a quelle panterone con camicetta bianca sbottonata, occhiale tartaruga e capelli biondi raccolti che con un gesto solo li liberano dalla prigionia mietendo vittime, a quelli che un po’ anarchici lo sono ancora anche se timbrano il cartellino due volte al giorno.

come cucinare il lupo di m.f.k. fisher

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lupo2lupo

 

 

 

 

 

mia sorella illuminata, mio unico pusher letterario meritevole di totale fiducia mi ha rifilato questo. letto in una pigrissima domenica soleggiata, mangiando biscotti allo zenzero (a quintali): “ti piace sicuro”. ci ha preso ancora e neripozza non delude mai. la signora fisher ci aiuta a sopravvivere in tempi di crisi con questo ricettario, senza trascurare il desco e la felicità di poter cucinare con cura per se stessi e la famiglia. lei era in piena guerra (scritto nel 1942 e rimaneggiato nel 1951) ma si potrebbe prendere e metter da parte più di un’idea, la crisi e i tempi attuali ci dicono che il lupo è alla porta (to have the wolf at the door indica la condizione di chi è assillato dai creditori, e quindi in via di ristrettezza [n.d.t. massimo ortelio]) che abbia la faccia del gigante tedesco o della bolletta che arriva a fine mese.

la signora è americana, con periodi passati nel vecchio continente che non son stati sufficienti a render la sua cultura culinaria meno americana. se si potesse metter insieme tutto il burro che usa nelle sue ricette in 250 pagine, non basterebbe una bisarca per trasportarlo. è tremendamente ironica e, come piace a me, fa ridere con acume e intelligenza facendo finta di passar oltre a problemi gravissimi ma guardandoli invece con tutta la serietà che richiedono con una lente spessa cui non scappa nessun particolare. aspetto di leggere anche un altro suo libro con uno dei migliori titoli mai letti: biografia sentimentale dell’ostrica.

consigliato a cuoche sopraffine e intelligenti, che dopo un travaso di bile a colazione mangiano ironia a pranzo e sarcasmo a cena. a chi sa trasformare un frigo quasi vuoto in un sudoku gastronomico. a chi si fa cucinare a fuoco lento, senza fretta, per farsi mangiare in grossi bocconi. a chi leggendo una ricetta qualsiasi chiude gli occhi e si vede alessandro borghese vestito solo di un grembiulino che inizia a far le fusa con le mani in pasta. i doppi sensi li avete tutti pensati VOI.

credo che uno dei modi più elevati di cui disponiamo per affermare e ribadire la nostra dignità dinanzi alla miseria e alle paure della guerra consista nel nutrirsi con intelligenza, raffinatezza e crescente godimento. la nostra crescita gastronomica comporterà, inevitabilmente, un’accresciuta consapevolezza verso centinaia di altre cose, in primo luogo verso noi stessi. allora, il fato, per coinvolto che sia in guerre calde e fredde, non potrà più farci alcun male.

che poi è quello che dice un adorabile elegantissimo signore dagli occhi blu: “se uno mangia mortadella, alla fine, non può essere una cattiva persona.”

venice for kids di elisabetta pasqualin illustrato da lorenzo terranera

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veniceforkidsguida turistica per kids ma è più per teens che si annoieranno a morte a leggerla, troppe poche curiosità e troppa nozionistica. venezia è storia e cultura ANCHE PER KIDS e TEENS ma il taglio non mi è piaciuto. potrebbe andar bene invece per adulti che non abbiano tempo/voglia di sciropparsi una guida touring fin troppo dettagliata. se non sei uno storico dell’arte o un grande esperto/amante/appassionato intenditore leggerai la descrizione del primo capitello di palazzo ducale con immenso interesse ma gli altri 80? le illustrazioni invece super, mi piace sempre vedere disegnati e dipinti posti che conosco, anche i particolari di architetture caratterizzanti la città son affascinanti anche (di più) se disegnati. aspetto il momento in cui anche nella nostra bella italì tutti i musei attivino percorsi ad hoc per fanciulli, non solo quando ci son mostre temporanee ma anche (e SOPRATTUTTO) su capisaldi museali del nostro vivere quotidiano. intanto se volete andare a venezia con le vostre truppe, di quelle piccole, curiose, di quelle che alla fine della giornata vi ringrazieranno schiantandosi stanche morte in treno sulla via del ritorno, cercate olivia a venezia in biblioteche e librerie online, (non so quanto si possa ancora trovare in giro per librerie). inizieranno ad amare venezia e giureranno fedeltà assoluta ad olivia con un grandissimo (e non ultimo da considerare) vantaggio per tutti noi: l’eliminazione -sempre troppo tarda- dell’orrenda peppa pig.

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per bambini più grandi venezia con corto maltese, prendere corte sconta detta arcana, guida STUPENDA alla mia città, e lì sì che ci si perde su particolari di pozzi e capitelli istoriati, senza pace, senza tregua, senza stanchezza, fino al prossimo bacaro.

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