vestendo la belle epoque di paul poiret

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poiretil libro è uno spaccato (fa abbastanza ridere) di un borioso ciccione che è morto in miseria e nel 1930 ha scritto la sua versione dei fatti dandosi sempre ragione, scusandosi per finta e incensandosi fino a far quasi sentir odor di santità. in sostanza dice poco o niente di quello che avrebbe potuto dire uno che ha vissuto una vita COME LA SUA. fa in modo di trovarsi (COSì SCRIVE) sempre per caso al posto gusto al momento giusto e con la gente giusta. emblematico: durante un bombardamento in francia nella 1^ guerra mondiale guarda un po’ dove trova rifugio e gozzoviglie:

mi precipitai in un buco che portava ad una galleria che portava ad un corridoio che portava ad una volta: era la cantina della veuve cliquot

il borioso in questione è paul poiret: creatore della moda nella sua prima estensione moderna, colui che ha liberato le femmine dell’epoca (e pure noi, tranne qualche nostalgica romantica…) dal corsetto e drappeggiato tutto il drappeggiabile, morto in miseria e soppiantato da -una su tutte- coco chanel che non viene nominata nemmeno una volta.

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un dono per la maggior parte delle persone è più che abbastanza, poiret ha cambiato il mondo della moda, non poteva anche scrivere bene. gran peccato.. perché i racconti di prima mano hanno un potenziale infinito di magia.

tutta la luce che non vediamo di anthony doerr [PULITZER 2015]

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91vcEamDgML._SL1500_-e1429596063829-700x352PREMIO PULITZER 2015 ASSEGNATO IN APRILE.
premetto che sono una grande fan dei ROMANZI premio PULITZER, quelli letti non mi hanno mai delusa [1997 finalista il teatro di sabbath di philip roth; vincitore pastorale americana di philip roth e finalista underworld di don de lillo nel 19998; del 1999 le ore di michael cunningham; una favola per grandi le fantastiche avventure di kavalier e clay di michael chabon 2001; finalista 2002 le correzioni di jonathan franzen e scusate se è poco; mitico middlesex di jeffrey eugenides 2003 ;agghiacciante, perfetto e indimenticabile la strada corman mccarthy 2007; la breve favolosa vita di oscar wao 2008; olive kitteridge 2009; il tempo è un bastardo 2011; il cardellino 2014]. e non perché si tratti -sempre- di altissima letteratura ma perché tutti mi hanno trascinata irrimediabilmente fino alla fine delle loro pagine in tempi rapidissimi mettendo al primo posto fra le cose da fare in giornata l’andar dietro a personaggi e storie. tutta la luce che non vediamo è della stessa razza, non si molla fino all’ultima pagina che comunque arriva troppo presto. 1934 parigi: marie-laure a 6 anni diventa cieca e il papà, impegnatissimo fabbro in un grande museo fa di tutto per render il suo buio luminoso. 1934 germania: werner cresce con la sorella in un orfanotrofio nella germania nazista, presto -grazie ai suoi talenti- entra in un’accademia della gioventù hitleriana. le storie dei due ragazzi si sviluppano parallele fra la fuga da parigi e la guerra che li coinvolge entrambi. è un romanzo di rumori la cui segreta carta vincente è un caleidoscopio di capitoli brevissimi. tanto è luminosità e sicura marie-laure quanto triste e combattuto è werner in perenne bilico fra senso del dovere e una pavida impotenza che lo lascia inerme di fronte alle ingiustizie. tutti i personaggi minori che entrano ed escono dalle pagine sono incastrati alla perfezione: nazisti che inseguono diamanti come un nuovo santo graal, governanti che invasano pesche, amici che pagano a caro prezzo ideali e coraggio. finito in due giorni, bello. pulitzer, non alta letteratura ma bello bello.

[soldati tedeschi in trincea] neumann uno dice: “il vero ariano è biondo come hitler, snello come göring e alto come goebbels…”

#bavisela15 Green Europe Halfmarathon 3 maggio 2015

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2015_05_03 dida_simo_piccolo

son due giorni che guardo lo schermo e non mi viene una parola, sento solo tonnellate di endorfine che mi sbattono e travolgono come dentro un frullatore.
domenica mezza maratona a trieste dopo aver disintegrato un’ansia che mi portavo dietro da settimane e con la testa che mi diceva che mi sarei fatta male. parto da casa con steve e ale. agitazione a livelli preoccupanti con il patto che ognuno va per la sua seguendo proprie gambe e propri demoni. per caso incontro simo, mai vista prima, mai sentita prima, entrata in contatto per caso su un gruppo di runner solo femmine su facebook, che i maschi hanno la fissa dei numeri in tempi e lunghezze, in tutto e per tutto. partiamo insieme e arriviamo insieme dopo 21,0975 km su cui ho spinto più che potevo, che non son stati facili, con qualche urlo tirato per continuare su una strada che conosco da sempre, con poca fiducia nelle mie gambe e un’atmosfera PAZZESCA di CONDIVISIONE e UGUAGLIANZA. facce non nuove che si son già viste su altre strade, che non hanno un nome ma che si salutano sorridendo, i salti sulla musica a palla prima della partenza, i selfie prima e dopo, la voglia di dare spinte e far fracassare per terra quelli che con la bicicletta (nonostante il divieto) hanno fatto slalom fra noi, l’acqua condivisa e scambiata, chi ti aspetta per strada e al traguardo ti chiama, le dita dei piedini che ad un certo punto mi pareva se ne fossero andate, il pensiero al 17esimo chilometro che mai riuscirò a far una maratona intera. tutto, e poi tagliato il traguardo in piazza unità è uscito questo abbraccio vero, intenso, affettuoso di chi dopo 1h 57’37” e pochissime parole si conosce da una vita. grazie grandissima simo! 

MAI e dico MAI avrei pensato di emozionarmi così correndo. e il prossimo che mi dice che faccio jogging .. gli spacco il naso.

piccolo 2015_05_04

image credit  Massimo Silvano e il piccolo 

i miei 15 minuti di celebrità li ho avuti! :)

il racconto della mezza di palmanova novembre 2014 qui

running

vacche amiche -un’autobiografia non autorizzata- di aldo busi

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e5df22ee1a46463d6fd17ec4a3ead0ca596devo ringraziare un gruppo di lettura particolarmente acuto per questo. di aldo busi non avevo mai letto niente e mi devo esser persa parecchio a giudicare da questo libro che è straordinario nella sua scrittura e nella sua intensità. pagine tristi e immense, la parte in cui parla delle sue tre amiche è cosa rara da trovare in termini di franchezza e onestà. posso solo, in modo supponente, credere che la stesura del libro sia stata accompagnata da sofferenza e rabbia; epifania forse. non sono una di quelle che si sottolineano i libri, qui invece si.

aldo busi è un signore.

tamara de lempicka -icona dell’art déco- di vanna vinci

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tamaracquesta è la vanna vinci che preferisco: quella che mescola il suo tratto unico e distintivo a tutte le mie passioni più o meno segrete. da annoni ho un catalogo bellissimo di opere di tamara a casa, mi ricordo di aver tormentato abbastanza per averlo. poi mi son letta come d’abitudine tutto quello che son riuscita a trovare su di lei tra cui, per caso un libretto scritto da una pseudo governante di d’annunzio sulle loro frequentazioni . la graphic novel di vanna vinci punta i riflettori anche su questo flirt confermando – qualora qualcuno ne richieda- prove provate dello studio di biografie nei dettagli. come di solito capita (molto di più nella cinematografia e nei fumetti che in letteratura) i livelli di lettura sono diversi e lontanissimi fra loro: dalla lettura base ad altissimi riferimenti, che non ho la presunzione di aver nemmeno sfiorato. a me piace pensare che siano stati messi lì indizi di proposito per quelle della mia razza, quelle parigine mancate che si dannano l’anima per ogni giorno passato non a parigi e per non esser nate ai primi del ‘900 così da beccare in ricchezza o in povertà, in salute o in malattia quei 20 anni che mi stregano mi legano mi chiamano, sempre, tutti i giorni.
poi tamara l’ho incontrata proprio a parigi ed è stato un altro incontro complice, perché parigi è femmina.

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dopo la divina marchesa casati che è stupefacente nella penna e nei colori, vanna vinci
mi ha fatto un altro grande regalo. la bambina filosofica aveva avvisato dell’uscita di un “libro non è umoristico, ma non manca il sense of humour.” e la bambina filosofica dice sempre la verità, SEMPRE.

33245014_il-fascino-della-pittura-di-tamara-torino-0 Salvador Dali and Tamara de Lempickaindispensabile tornare a torino, dopo millemila anni, attirata dalla grande mostra dedicata a tamara a palazzo chiablese, fino al 30 agosto 2015.

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