TEMPI GLACIALI di fred vargas

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tempi glacialidopo qualche anno di allontanamento, l’ultimo letto forse era quello dei cerchi che non mi aveva granché entusiasmato (mi pare…) son tornata da fred vargas. me l’ha piazzato al solito mia sorella illuminata. mi è piaciuto moltissimo adamsberg è uno dei miei commissari seriali preferiti: surreale, umano e visionario coordina una sezione anticrimine nel cuore di parigi. si riconoscono i luoghi, le piazze, le statue, le brasserie, manca poco a riconoscere gli alberi. il vortice di colleghi e amici che gli gira intorno sono degni di lui e sarebbe magnifico esistesse davvero un commissariato del genere: con gatto estremamente pigro che dorme sulla fotocopiatrice e viene trasportato a braccia su e giù per le scale e dove ogni persona è libera di sfruttare i suoi migliori talenti per il bene della squadra intera (roba quasi da fantascienza). questa storia si mescola fra episodi di un passato prossimo e quelli di un passato remoto che ha il nome di rivoluzione francese e terrore. se vi ha appassionato quel periodo a scuola, su libri che potevano essere infami per noia, prolissità e peso o solo non vi siete persi una puntata di lady oscar non potete fare a meno di leggere questo. scrittura contorta e straordinariamente coinvolgente al solito della vargas, non ci si può perdere una riga, pena riprendere in mano l’intera pagina o delle volte l’intero capitolo. intuizione, cultura e collegamenti sorprendenti risolvono il giallo, mettono in gabbia l’assassino e tessono sempre di più relazioni con persone capitate per caso solo in questo libro o che si ritrovano in verticale su tutti i volumi a distanza di anni.  e poi c’è parigi, e danton che dalla sua statua in carrefour de l’odéon ci esorta:

ci serve audacia,
ancora audacia
e sempre audacia.

ditelo a dida #3

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diteloadida
adorati lettori, complici temperature torride, gli ambienti lavorativi si sono surriscaldati e non c’è condizionatore che tenga. si levano grida d’aiuto per opporsi (inutilmente) al richiamo dei sensi cui non riesco ad esser meno che indulgente.
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Cara Dida
sono una ballerina di fila in “la leggerezza delle bancarie”. Non so cosa mi succede ma varcata la soglia dell’ufficio non son più io, sparita la mogliettina, annullata la mamma adorante pargolo. Aspetto la pausa caffè coordinata con un collega che mi manda mail con descrizioni puntigliose di quello che mi farà in ascensore scendendo al bar, mantiene tutto e non immagini neanche cos’è possibile fare in 5 piani di discesa sotto i miei vestitini leggerissimi viste le temperature africane di questi giorni. Che poi non mi godo neanche il caffè perché son già in attesa trepidante del viaggio di ritorno. Alle 5 stacco, vado a far la spesa, casa, stendo la lavatrice e preparo la cena. Cosa devo fare?
Tua affezionatissima bancaria leggera.
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​affezionatissima bancaria leggera, vestitini come diktat, mani e piedi sempre in ordine, biancheria assassina -quella semplice e chic- o anche senza, e gambe perfette. cos’altro dovresti fare?
dalle 9 alle 5 ti invidio molto
tua dida
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​Cara Dida,
sono Efisio​ non molto bello… anzi, non espansivo o particolarmente integrato in ufficio. La scorsa settimana una mia collega mi chiede di accompagnarla in pausa pranzo a dar da mangiare ai gatti dei suoi che son in Liguria al mare per un mese. E’ successo l’incredibile, dopo anni di virginale esistenza, nel momento meno atteso è accaduto. E sotto il tailleur presidenziale ho trovato, ma sarebbe meglio dire si è fatta trovare…  una MILF di quelle tipo youporn! Andiamo a dar da mangiare ai gatti insieme ma questo tran tran per un mese è fuori discussione: sono fortemente allergico ai gatti. Tu che sei una donna di mondo, avrai sicuramente una buona parola per me.
Tuo Efisio.
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tenero efisio, partiamo dall’ABC: MAI e dico MAI dare della donna di mondo ad una donna di mondo. poi.. davvero il problema più grande è l’allergia ai gatti? per il consiglio che ti serve mi trasformerò in tua zia (quella che ha i baffi, che è una donna di mondo ma non l’ha mai dato a vedere e che tu credi zitella acida ma ti lascerà patrimoni insperati non solo pecuniari): non muovere un passo che non sia quello che hai fatto fin’ora e che incredibilmente ha mosso più di una corda della signora in questione, ricalca esattamente le tue impronte. un mese passa in fretta e di farmaciste che si occupano di allergie è pieno il pianeta, prendi tutto quello che ti viene dato -non solo dalla farmacista-.
continua a far il non bello, il non espansivo, il non particolarmente integrato e se madame ti chiede di bagnar le piante di casa della mamma, abbandona tutto. l’incanto si è rotto.
ti abbraccio, la tua zia dida

LA DONNA IN BIANCO di wilkie collins

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donna_in_bianco_light1-621x300se vi serve un malloppone estivo da ombrellone lo avete appena trovato. diviso in sei parti che portano il diverso punto di vista dei protagonisti in quasi 800 pagine vi farà passare in pace il ferragosto. lasciate che i mariti vi chiedano mille volte la stessa cosa, che i figli chiedano ai mariti mille volte la stessa cosa e che la vicina di ombrellone si legga ancora una volta gramellini o (se vi va proprio bene e siete vicine ad una audace che si mette un paio di quei sandali orrendi para bianca, pelle bianca, ganci dorati) grey. la donna in bianco vi fa passare l’incubo di cosa preparare a cena o di come passare un livello impossibile di candy crash perché lì avevano chi cucinava e si scrivevano lettere e poi le firmavano anche con gli svolazzi.
inghilterra 1850: trame per conquistare doti e non femmine, lacrime e (poco) sangue poi l’amore trionfa e si torna ai fruscii dei vestiti di seta. ho arrancato sulle prime due parti e poi dritta fino alla fine. la brughiera fa sempre effetto su noi signorine per bene, darcyniane o heathcliffiane per una volta non importa [questo è un match finale come esser duraniane o seguire gli smidollati spandau ballet negli anni ’80]. chi vi scrive è fieramente darcyniana e -ancora- convintamente duraniana (sposerò simon le bon in cassetta, registrato su italia1, è ancora che gira da qualche parte a casa dei miei). personaggi memorabili l’untuoso conte fosco e marian halcombe reale, vera, eroina per cui si parteggia con tanto di cori da stadio e striscioni. poi ci sono le lettere, i diari, uno zio ipocondriaco e viscido. gli italiani che sono il meglio e il peggio che si può trovare sulla pubblica piazza e dopo 150 anni dalla prima pubblicazione poco è cambiato ed è romanzone imperdibile!

god save the queen

ditelo a dida #2

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diteloadidaCara Dida
Il marito di una delle mie migliori amiche, nonché miglior amico di R. , approfittando di una seduta al computer (lui sulla sua poltroncina da scrivania io su uno sgabello ) in cui mi spiegava alcune cose ha iniziato ad allungare le mani.
Già in passato la sua gentile manina aveva stazionato sulla mia coscia ma ho sempre pensato che fosse un gesto senza malizia.
L’altra sera, invece, la mano non ha solo stazionato ma si è mossa dalla coscia all’inguine al culo e, mentre io mi alzavo imbarazzatissima, lui mi disse
1) per favore siediti che così mi metti a disagio (LUI ERA A DISAGIO)
2) se non stai bene li siediti qui…. Cioè in braccio a lui.
A questo punto avrei dovuto avere la presenza di spirito di rispondergli: ok io
mi siedo lí … E poi?
Ma siccome le risposte buone arrivano sempre in ritardo, ho fatto finta di nulla, mi sono alzata e me ne sono ritornata tra gli altri facendo finta di nulla ma, ovviamente, incazzata nera,
Cosa mi consigli?!

Odette

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cara odette, sei fortunata: forse non lo sai ma esiste in natura un prodotto di bellezza davvero miracoloso: la bava di lumaca. questo personaggio ha l’aria di poter fornire quantità industriali di bava.. tali. da farci diventare tutte miss universo. continua così: ignora qualsiasi tentativo di avvicinamento, sfioramento, ammiccamento. il più grande dispetto che puoi fare al pavone é non guardargli la ruota, come se non mostrasse niente di speciale. mi son sentita particolarmente animalier leggendo la tua lettera.

odette ti abbraccio

tua dida
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Cara Dida
ho quasi 50 anni e sono in balia di due femmine. Per l’estate me ne serve una sola. Come scelgo?tuo Richard
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richard adorato, comprendo il dramma che ho condiviso per più d’una estate. per non far torto a nessuna affida la scelta al caso. gioca a dadi. non è forse la vita un costante gioco d’azzardo? prendi un dado. scrivi per ogni numero pari il nome di una e per i numeri dispari il nome dell’altra. tira il dado una volta sola, non barare con te stesso, accetta quello che il gioco ti dà. poter delegare agli altri (e anche ai dadi) le decisioni è segno di potere e sicurezza. se però non ti senti pronto e son anni che non giochi a monopoli, per allenarti, puoi legger “l’uomo dei dadi” di luke rhinehart. libro per veri maschi che accettano le regole anche quando si fanno prendere troppo la mano.
sperando un giorno di trovarti con una bottiglia di vino bianco in fresco e due bicchieri in mano, ti auguro sempre coraggio.

tua dida

 

ditelo a dida #1

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diteloadida

parte la rubrica del lunedì per movimentare un’estate che non dovrete affrontare da soli.

potete scrivere a dida nei commenti le vostre richieste che rimarranno ovviamente anonime, o mandare una mail o piccioni viaggiatori (che poi finiranno in pentola), segnali di fumo o quello che volete. non sarò donna letizia ma una letizia di donna sì, sicuro. scrivetemi!


“Cara Dida, la mia nuova ragazza mi ha fatto ascoltare la sua playlist preferita con canzoni di Alessandra Amoroso, dei Modà e perfino di Gigi D’Alessio. Io ascolto solo rock ed heavy metal e mi sento distrutto. Capisco che abbia avuto un’infanzia difficile ma secondo te c’è la possibilità di un futuro insieme?
The dark side of disperation.”

caro the dark side of disperation, vien da dirti no, non ci sarà un futuro insieme, ma visto che la ri-educazione delle volte funziona con voi xy, con lei cromosoma xx ci son ottime speranze di redenzione. prima domanda: vale la pena? se no, pace. fatti i tuoi giri in giostra e poi lasciale usurare i cd di gigi d’alessio che si prestano magnificamente alla disperazione dell’abbandono. seconda cosa da considerare: i silenzi, che fra gigi d’alessio e heavy metal… tua dida.


“Cara Dida mi sono innamorata : che libro gli regalo? anonima ’68”

cara anonima ’68, in questi casi si regalano sempre e solo libri letti e molto amati. a ‪#‎caracollega‬ puoi regalare anche un libro finto di quelli senza pagine con copertina rigida e polistirolo dentro, quelli che si usano alla mostra del mobile, che tanto mai lo aprirà, ma qui no! leggi e regala le ricette immorali di manuel vázquez montalbán ma presta attenzione: manderai un messaggio inequivocabile “voglio chiudermi in un monolocale con te, un frigo pieno e mezzo chilo di burro”. lettura afrodisiaca, irrinunciabile per chi ha amato pepe calvalho o/e adora mangiare con le mani. tua dida.

fermarsi di corsa

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8b005aafa6ca04205694eac966a32da8quando corri ti senti dio. non proprio quando corri.. quando hai finito di correre ti senti dio. quando hai fatto i tuoi km col caldo o con il freddo, col sole o con la pioggia. quando hai finito, fai il tuo sano stretching, la tua doccia bollente o ghiacciata inversamente proporzionale alla temperatura esterna, e poi ti senti dio. sei contenta, soddisfatta di aver fatto quello che dovevi fare e  D A   S O L A. nessuno può dirti di averti aiutato, N E S S U N O, fai tutto da sola. hai corso 20, 21 o più chilometri senza fermarti ti sei divertita come un maiale nel fango, tu e tutto quello che hai addosso è fradicio, e ti senti dio. ti fai un sacco di amici e nella lista dei preferiti sul telefonino, con tanto di stellina, c’è “fisioterapista”. inizi a conoscere un sacco di parole nuove: stiramento e strappo e differenza fra i due, integratori, tutti i nomi dei muscoli che non sapevi neanche di avere e relativi movimenti che fanno, a sentir loro per la prima volta in 42 anni e spacca, inizi a capire cosa ti fa bene mangiare e cosa no: incredibilmente la vodka il giorno prima fa andar benissimo.. avrà a che fare con il glicogeno? corri e fai finta di non sentire alcune cosette che ti manda a dire il tuo corpicino da 50 kg attraverso emissari suoi fidati: ginocchia e tendini sono i preferiti.
ma più corri più continui a imparare (e tu sei sempre stata contenta di imparare) parole che ti erano sconosciute: stiramento, tecar, fibra muscolare, ricostruzione e -l’ultima- pubalgia. questa avrei fatto a meno volentieri di conoscerla. e quindi ti devi fermare. e pensi a quanto schifo fa aver trovato una cosa che ti piace fare e ti fa stare benissimo ma che -per fartela pagare, perché le passioni si pagano sempre ricordatevelo tutte- ti fa alzare dal letto pianissimo e camminare come una vecchietta per la prima ora dal risveglio.

intanto le gare si avvicinano e si fa sempre più lontana (ogni giorno che passa senza la tua corsa programmata al millimetro) la possibilità di correrle.

è che tu ti senti dio, ma in un corpo di un’umana qualsiasi, neanche più diciottenne.

COCO CHANEL X 3

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322383_1-600x602 coco-chanel-delay-b Coco_Chanel_Un_profumo_di_mistero_.jpg_250x250 CHANEL&CO_Layout 1

settimana interamente dedicata. senza via di scampo. ho letto questi tre che aspettavano da qualche mese. non sono i primi e non saranno gli ultimi. la vita di coco chanel è raccontata dai biografi che ho letto fin’ora con la stessa scansione cronologica. ci sono quelli che hanno avuto a che fare con fonti solo documentarie e cartacee altri che l’hanno conosciuta de visu, altri che se la sono proprio inventata. a mollo in piscina quasi ho coperto la copertina perché mi scoccia non poco che le biografie di coco vengano trattate con sufficienza. in ordine di gradimento prima la biografia di claude delay che l’ha conosciuta casualmente mentre sceglieva un foulard in boutique e poi è stata invitata a pranzo quindi entrata nelle sue grazie, in seconda battuta coco e le sue amiche, ultimo un profumo di mistero troppo focalizzato sulla perdita del padre. coco chanel di claude delay è anche meglio della biografia di henry gidel . forse è che ormai son di casa per tante cose, luoghi e persone quindi me li colloco tutti bene a livello di parentele, intrighi e morti tragiche ma questo libro davvero è quello fatto meglio e che mi è piaciuto di più. lei ne esce più umana nonostante una vita incredibile e una leggenda che l’ha consacrata ancora prima di morire, consapevole, lucida, sola, con la cameriera a raccogliere le ultime parole. la filosofia chanel qui c’è tutta con motivazioni su com’è arrivata dov’è arrivata e perché. affascinante mettere il naso dentro ad una vita pazzesca, meglio di qualsiasi romanzetto estivo preso in regalo con novella 2016 e co. vita vera meglio di tutto. chanel & co è lo stesso una biografia attraverso amiche o donne con cui ha avuto rapporti non sempre distesi : misia su tutte, principesse russe, vera bate e alla fine anche romy schneider [la sissi dei film per capirci], vera valdez sua modella preferita all’epoca e oggi signora elegantissima. sarebbe interessante leggere (se esiste) qualche testimonianza di chi ha vissuto con lei nei laboratori di rue cambon, nel quotidiano. ma ce n’è già abbastanza anche solo tradotto in italiano, oltre a questi ultimi letti meritano: a letto con il nemico , la testimonianza di louise de vilmorin (fatta fuori da chanel) mentre si può evitare tranquillamente karen karbo . per una visione più completa e un’altra voce: misia è magnifica tanto quanto mademoiselle nella sua autobiografia e biografia a cura di arthur gold e robert fizdale . e poi si gioca con i collegamenti: coco chanel ha acquistato a venezia degli oggetti (adesso in rue cambon) che erano della marchesa casati stampa la quale abitava a palazzo dei leoni, lo stesso dove si va a trovare peggy guggenheim. parigi inizia con la lettera C. poco da fare. adesso mi tocca la biografia di colette, e anche lì ci saranno tutti quelli che voglio incontrare. ognuno ha i suoi fantasmi, i miei stanno tutti a parigi.

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far flanella a torino [viaggi di sorellanza]

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11721779_10153180006903821_1179407118_nci son tornata spinta da mia sorella e chiamata da tamara e tutto quello che si è portata dietro lei. questa volta torino è stato affar di donne. prima torino era al maschile. di donne mie e di donne altrui, grandi e silenziose, piccole e straordinarie, nuove, sconosciute -ma non poi così tanto- che si incontrano perché (quando succede ne son sempre convinta) c’è qualcuno che ci manovra e ci spinge le une contro le altre e BUM, si cade tutte col culo per terra, ci si dà una sistemata, ci si guarda, ah sei tu? e si va a spasso, a mangiare o ci si mette a ber succhi di pesche e carote a chiacchierare come se fosse la colazione abituale, quella.  quella di libri letti, di posti amati, di cose meravigliose che si fanno e si raccontano la mattina appena sveglie senza fretta, così si ha la certezza che la giornata non potrà andare male in nessun caso.

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tamara de lempicka: mostra aperta fino al 30 agosto (poi a verona dal 16 settembre), se non riuscite a visitarla a palazzo chiablese -allestimento molto piaciuto, organizzato su nuclei definiti: ottimo il percorso delle sue abitazioni- leggetevi la tamara di vanna vinci. c’è che vi mancherà perdervi fra gioielli e chimoni e scoprire i vestiti che dipinge nei suoi quadri, creazioni sartoriali vere, addosso a fortunate madame che potevano permettersi abiti di madelaine vionnet, marcel rochas o de la maison blanche lebouvier, lei in primis. qui la mostra in video. dopo tamara ci siamo buttate anche su modigliani al GAM, mostra meno completa, con pochi pezzi suoi e una gestione museale caotica e inopportuna .. tre biglietti diversi per tre esposizioni in un museo solo? mah… sembrava di giocare a carte.

torino parla dai muri e questo è stato amore a prima vista: grandissimo fabio pante

le mie nazionipoi lo scrigno segreto che è il circolo dei lettori, regalo ineguagliabile, la piola cianci in cui distruggere metodicamente letterati e letteratura azzannando in prestanze primitive la carne cruda e il vitello tonnato, la menabrea sempre alla spina. il museo egizio nuovo, estremamente di moda, ha abbandonato le teche con i vetri vecchi che deformavano nostalgicamente quello che proteggevano. non abbiamo trovato in giro per le sale quel direttore magico, giovane, tanto talentuoso quanto televisivo: christian greco che, in quest’estate di temperature tropicali, fa da contraltare vittorioso al christian grey delle 50 sfumature. 

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e per ultimo vi svelo il segreto. posto incantato dove bussar alla porta solo se siete persone per bene (e se vi piacciono mici, muffin e crumble di pesche appena sfornati).

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due storie sporche di alan bennet

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02557ca832164118dd25191e94b8e554_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyalan bennet MAI così in stato di grazia!
due racconti uno meglio dell’altro! alla fine del primo ho detto che se anche il secondo fosse stato solo la metà di quello appena letto, comunque sarebbe stato strepitoso. anche nudi e crudi, la cerimonia del massaggio o gente risultano meno brillanti di questi due. uscito nel 2011, sempre adelphi adesso lo ripropone con una copertina diversa e meno elegante della prima, ma il polpo si vede che fa estate e sia. non vi voglio svelare niente delle trame, quindi quanto seguirà non vi toglierà per niente la voglia di scoperta e la gioia della sorpresa. mrs donaldson ringiovanisce resta vedova e per arrotondare fa la finta malata in ospedale per simulazione e apprendistato ai futuri medici. decide anche, contro il volere di una figlia insopportabile, di affittare una stanza di casa a una coppia di giovani universitari. si ride da soli! ma il gioiello è il secondo racconto: mrs forbes non deve sapere. vi immerge, come il te delle cinque, nella migliore tradizione britannica e relativa autentica middle class, o almeno in quella che ci immaginiamo, piena di doveri e facciate da ritoccare e riparare all’occorrenza per salvare le apparenze e mantenere segreti (vale sempre la pena). eccellente!

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