quasi morte di un blog nel giorno del suo compleanno (2006-2018)

per caso a cena è venuto fuori che ho lasciato impagato il dominio. oggi che è il suo compleanno, era il 2006, ero con patty, stavo uscendo di fretta e quel giorno ho scritto due post, sul blog appena registrato su splinder.

quello che mi piace di più ricordare è sempre il primo post, sono morbida e so di vaniglia. ma ve lo copio-incollo qua sotto.
sono cambiate milioni di cose, son rimasta morbida ma adesso sono diventata grande e posso permettermi altro, so di vaniglia ancora delle volte.

30 aprile 2006 scrivevo: “la mia casa sa di vaniglia e cannella
ho le candele gialle e bianche mi piacciono i tulipani. quelli rossi. Quelli dell’adorata sylvia plath.
muro della cucina giallo, cucina bianca e piena di foto che ho fatto, i carciofi a barcellona, i tulipani ad amsterdam, le campellsoups negli states, i girasoli a saint veit, foto di mani corridoio giallo con le lanterne rosse marocchine comprate e trattate a marrakesh.. luci rosse! :)
Prima o poi comprerò un maggiolone di quelli belli vecchi cabrio e lo rimetterò a posto. magari rosso con la capote e gli interni di pelle bianca
Mi piace truman capote e la sua colazione da tiffany
camera con muro rosso cupo, tende rosse letto thailandese di teak che ho tanto cercato e poi per caso economicamente trovato.. mi piace il rosso!
mi piacciono i tatuaggi. Sui piedi.un ideogramma cinese e una cosa celtica
leggo ovunque e questo piace tanto a chi mi trova ad aspettare agli appuntamenti sempre con un libro in mano. Sto finendo “le particelle elementari” di michel houellebecq (bompiani) prima di andare a vedere il film.
Mi piacciono i gialli, la poesia di montale, di neruda, di pavese e di sylvia.
Leggo fumetti. adoro corto maltese. Non ho mai giocato con la play station.
Ieri sera mi son stata a cena con silvia al falegname a gorizia: MANGIATE IL TORO SE VI CAPITA.
Ho fatto anche una torta al cioccolato ma l’hanno mangiata ZIE e nonne.
Sono laureata in conservazione beni culturali, nel ’98.
Non sono una casalinga. Per niente. Odio lavare piatti stirare e affini..
non bevo caffè ma the buoni.
Faccio colazione con un plum cake e the earl gray bollente.
Bevo acqua senza bolle.
Mi piace la sauna. i massaggi.
faccio “le cene delle zie” a casa mia
bevo solo vino buono.. e in questo son viziata, e butto bottiglie di vino non buono nel lavello della cucina
fotografo tantissimo e butto via tante foto. Non fotografo in digitale.
non mi faccio fotografare volentieri ma mi piacerebbe che qualcuno mi fotografasse a mia insaputa
mi piace il vetro bianco e non la plastica.
mi piacciono le fotocopie calde, l’odore dei libri adelphi ed einaudi,
le fusa dei gatti , le camicie a quadretti.
il mio gatto bianco e rosso
mi piace partire
avere una valigia con le rotelline dietro di me che s’imbizzarisce ogni tanto
fare uno zaino, contare i rullini fatti e quelli che rimangono disponibili.
mi trovo a casa e respiro libertà in ogni città nuova .. fin’ora è successo questo.
non fumo
mi piacciono i tappeti persiani
mi piace la rucola, le fragole, la pizza, i carciofi.. il montsclapade,
la birra blanche belga, il liberty, le olive, il lino, il rosso
odio le uova e i cavolini di bruxelles
non mi vesto mai di blu
sono metodica e abitudinaria
sento l’ultima raccolta live di battiato
mi piacciono gli elenchi.”

 

zibaldone

ho la gola in fiamme e faccio fatica a parlare, quando la gente si accorge del mio tono improvvisamente mi risponde abbassando il suo, come se avesse paura di svegliare qualcuno. vorrei tanto correre ma è meglio che stia buona un paio di giorni.
non ho voglia di studiare, mi son imbarcata in un’impresa titanica a cui non sono destinata a sopravvivere, senza voglia, senza spinta, senza la reale convinzione di voler proprio fare quello per cui ho studiato tutto l’inverno come una pazza. siamo in balia di commissioni romane che rimandano gli incontri, di date fissate che diventano”probabili” e gente che sente sempre per prima le voci che filtrano dal ministero e poi quando esce la comunicazione ufficiale è pronta a dire “ve l’avevo detto”.
questo concorso pare una selezione ai campionati mondiali di calcio partendo da eliminazione fra le squadre dei celibi e ammogliati che si faceva il lunedì di pasquetta. da 40000 iscritti (ma di più con tutti i ricorsi accettati dal mitico TAR del lazio) ne usciranno 2800 o poco più. i vincitori, in ordine di arrivo, sceglieranno la sede, se mai dovessi arrivare fin lì.. mi resterà scampia.
la competenza varrà poco in prima battuta, servirà memoria, nervi saldi e una grande botta di culo. e intanto continuo a fare fatica con una scuola sempre più vuota di scuola e sempre più piena di ogni genere di attività che qualsiasi associazione si trova in diritto e dovere di proporci. mi vedo non sapere, mi vedo in un’ignoranza abissale, in un cadere dalle nuvole senza rete sotto, mi vedo dubitare perennemente senza quel poco di sicurezza che mi sembrava di avere messo da parte per i momenti come questi.
vado a correre e prendo fiato. guardo il video della maratona di parigi di domenica scorsa con gli arrivi, i pianti, gli urli e piango anch’io, e il 14 aprile 2019 ho una roba da fare anch’io. là.
e poi ci sono le mie amiche vicine e lontane in giro per il mondo che mi dicono che si può scegliere sempre, ogni giorno: per partire nel deserto a fare un trophy con le (i?) land rover, piantarsi sotto le dune e fermarsi a bere un tè, a sanpietroburgo fra uova e matisse, in india con guru yogici e scimmie, in islanda passando per la siberia con macchine fotografiche che sono mestiere fantastico, in costa rica a vivere in un posto che è sempre stato paradiso terrestre anche per me, a diventare guerriere per la prova più importante di un’intera vita. diceva il poeta: godere un solo minuto di vita iniziale. avanti. punto e a capo. ricominciamo da venezia con una bionda col rossetto, che va sempre bene venezia e va sempre bene una bionda.

le fantastiche avventure di chéri #64

gmalla tv ci son due americani che si fanno incidere sul cruscotto dell’auto la loro data di anniversario.

dd. – e tu neanche ti ricordi…
chéri – come no? sei tu che non ti ricordi, io si: 10 giugno 2007
dd. – … (senza parole)
chéri – visto?
dd. – ma allora è vero amore!
chéri – no, è solo buona memoria

[per dovere di cronaca: poi mi ha offerto un’incisione sul cruscotto]