bionda sardegna

BIONDA SARDEGNA
21-28 maggio 2006
 
in piazza san giacomo a udine, se date le spalle alla chiesa e guardate verso l’ultimo piano dei palazzi che avete di fronte, verso sinistra, troverete che sventola la bandiera con i 4 mori. Se andate a nora (pula, vicino a cagliari) e guardate la chiesta di sant’efisio vedrete sventolare la bandiera friulana: blu con l’aquila gialla.
Sarà stato il destino, sarà stata la neve del monte bianco: un’aquila friulana e bionda è sbarcata la dove ci stanno i mori. Di conseguenza delegazioni friulane, anche se a scadenza non fissa, incombono sull’isola e la mettono a ferro e fuoco! Siamo partite la mattina presto di domenica, alle quattro e mezza, verso Venezia. silenzio di tomba, alba (eddai fatemelo dire) chiara, Egle e Lisa addormentate e io alla guida con un cd che doveva farmi compagnia ma che non si sentiva proprio, vista la folle velocità di crociera. Parcheggiamo la macchina e prendiamo bus-navetta per l’aeroporto .. d’accordo che gli autisti non sono facchini, d’accordo che era un’ora prestissima di mattina ma siamo in tre ragazze, fai almeno la mossa, imbecille di un imbecille di aiutarci a caricare i bagagli .. prima polemica della giornata andata. volo di un’oretta e mezza e all’ora di colazione eravamo all’elmas.
Marianna ci aspetta oltre quelle porte di vetro satinato che fanno da sipario negli aeroporti: scena straziante tra abbracci e occhi lucidi, con valige ripiene di doni e viveri assolutamente friulani, per l’incontro con l’esule udinese. Sembriamo i tre re magi: una con formaggio latteria di coderno, una con vino incartonato da clara (quella di norina pez), una con miele al tartufo.. perché abbiamo paura che la nostra marianna non abbia formaggi, non abbia vini, e non abbia mieli! in sardegna, in effetti, son famosi per non avere formaggi, vini e mieli.
 Partenza programmata da marzo, non si sa come.. forse si sono sbagliate, ma abbiamo avuto la settimana di ferie insieme, biglietti trovati quasi gratis. Abbiamo quindi avuto tutto il tempo di litigare e fare pace almeno 3 volte. Poi partire e litigare ancora. E ovviamente fare pace.
Carichiamo armi, bagagli e l’inevitabile paccottiglia di monate (siamo in 4 donne) in macchina e teniamo pronte a portata di mano macchine fotografiche, cavalletti e teleobiettivi (discutendo se un 300 sia abbastanza, ma si!! son così vicini che quasi li puoi toccare) ci sono i fenicotteri!! bè… ci dovrebbero essere i fenicotteri. Come al solito (ed è la terza volta in 6 mesi per me a cagliari) i fenicotteri che SEMPRE poltriscono, voleggiano e fanno evoluzioni a migliaia nei paraggi dell’aeroporto sono spariti, ce ne sono 29 e credo siano i + vecchietti o i + pigri o i messi peggio. Ma gli altri, vien da chiedersi, dove sono? Ovviamente a udine in tournèe! scommettiamo che se decido di partire per la Camargue non li trovo neanche li???
Per una settimana abitiamo a pula (son circa 35 km da cagliari) perché c’è la migliore pasticceria della sardegna ovviamente. La signora che fa i dolci, le tonnellate di pardulas e di sebadas (o seadas), non solo è meravigliosamente brava ma vien voglia, in un impeto di amore assoluto di metterla in pentola a friggere un paio di minuti, sgocciolarla e farle scivolare su un po’ di miele al corbezzolo! (a rileggerla sembra una pratica erotica!)
Non è un viaggio, è proprio una vacanza, una vacanza fatta di donnine frivole e allegre! Dormiamo insieme e c’è uno scambio di creme e cremine, vestiti, magliette imbarazzante, non si sa più dove finiscono le proprietà. si sente ridere di notte, come in gita scolastica. La camera, in un giorno, si trasforma in un kibbutz!ci si sveglia con tutta calma, una alla volta. ognuna arriva con la sua bella faccia da sonno e il suo libro in mano. nessuna fretta: una fa il caffè, un’altra va dalla signora pasticcera a prendere le pardulas che, per colazione, sono ancora caldine. poi si decide il da farsi, in democrazia: decide marianna che della zona SA. tutti i giorni cambiamo spiaggia, nella zona di chia trovate cala cipolla: bellissima! Se volete da li in 10 minuti a piedi andate fino a capo spartivento: c’è un faro e uno strapiombo sul mare e ricorda tantissimo cabo do roca in Portogallo.
Ci hanno viziate!
Per il benvenuto cena in giardino costicine di pecora sulla griglia e intanto serie di antipasti: pane guttiau, pecorino e pane frattau (prendete del pane carasau e ci fate una lasagna alternando strati di salsa di pomodoro e pecorino grattato grosso, mari ha aggiunto cipolla e capperi e olive verdi). ovviamente il tutto è stato accompagnato da ALGHERO TORBATO di sella e mosca 2005, CRABILAS PALA vermentino di sardegna 2005, DUCA DI MANDAS monica di sardegna TREXENTA 2004, RAIM ISOLA DEI NURAGHI sella e mosca 2002, e dulcis in fundo (per accompagnare le sebadas) GIRO’ DI CAGLIARI donna jolanda 1999. eravamo in 5. tanto vi basti ad immaginare come ci siamo svegliate la mattina dopo. 
La sardegna in questo periodo è bellissima, tranquilla senza il turismo di massa dei mesi estivi. tutto ha una dimensione che mi si plasma addosso. Le spiagge vuote, niente code per parcheggi, colori e profumi che ti coccolano sempre e ovunque. Le spiagge sono meravigliose e non sono attrezzate, quindi bisogna portarsi almeno l’acqua. Non rumori, non disturbatori.. tranne un personaggio spregevolissimo: il temutissimo golfista solitario. Ora, immaginate la tuerredda (una spiaggia bellissima, cercate su google con immagini) sabbia bianca, quasi deserta in un giorno feriale di fine maggio, immaginate 4 donzelle stese su 4 teli mare colorati, molto ma molto svestite: due leggono, una dorme, una cammina per i fatti suoi. Immaginate il golfista solitario: oltre i 50 anni portati malissimo, bianco latte con solo gli avambracci e le gambine (due sedanei!) abbronzate, vestito di un orrendo costumino ascellare a strisce verticali nere/bianche che arriva con il suo bel sandaletto e il suo marsupiettino con tutte le sue cosine dentro (merendina data dalla mamma, telefonino caricato dal papà..) a chi andrà a dare il tormento in una giornata così bella in una spiaggia praticamente deserta? Lo so, non ci crederete mai, ma si! Dopo averci guardate con i suoi begli occhialini a raggi X (presi dall’ “intrepido” 20 anni fa con i soldi risparmiati per un anno e finalmente usati!) sferra l’attacco decisivo: “c’è sempre tanto vento qua?” ma non era + furbo dirci “non ci siamo già visti da qualche parte?” a questo punto prendiamo posizioni difensive, due partono a nuotare, una cammina ma malgrado gli sforzi la più piccola rimane addormentata. Il golfista solitario inesorabile parla alla povera bella addormentata finchè la sveglia e si muove verso il mare. A questo punto nonostante l’evidente fuga di tutte noi, lui parte all’inseguimento con gambe e purtroppo, parole. Non molla.. il golfista solitario è un temibilissimo inopportuno disturbatore, pauroso e terrorizzato da tutto quello che è esterno al giardino della sua casetta genitoriale! Ha paura che gli rubino le mazze da golf in albergo! Quindi porta tutto con se! Alla fine della fiera ce ne andiamo noi, troppo caldo, troppa fame, non ci siamo portate neanche una mela! Arrivate a casa dobbiamo fare merenda, son le quattro del pomeriggio e facciamo fuori i pochi rimasugli della grigliata di pecora del giorno prima (sbattuti ingloriosamente in microonde), pecorini di varie stagionature, salami locali e tonnellate di pane guttiau. Alla faccia delle donnine che non mangiano!!
Vacanza eno-gastronomica! da segnalare “la bottega del mare” sulla spiaggia di santa margherita. Se riuscite a sopravvivere agli antipasti, andate avanti con i primi anche a caso.. tanto non potete sbagliare! Da segnalare spaghetti con arselle e carciofi, con astice, con bottarga e carciofi! Non sono arrivata ai secondi.. la prossima volta li testo ma non penso ci siamo sorprese. Il tutto va accompagnato ovviamente con vino, quello della casa è un frizzantino bianco che vi servono ghiacciato in brocche, se vuote ve le riempiono, qua hanno paura che poi si vada a dire che in sardegna si muore di sete! ATTENZIONE! Se decidete di alzarvi per una sigaretta o per fare due passi digestivi fra una portata e l’altra: accertatevi di avere ancora le gambe! L’esperienza insegna..
Vista il tempo grigio e cotte dal sole del giorno prima decidiamo per una puntata sull’isola di san pietro, fino a sant’antiaco in macchina poi in traghetto e con mezzora di navigazione arriviamo a carloforte. Sembriamo 4 signorine inglesi di rosa e strass vestite, stile montesano (fate uno sforzo! Ve lo ricorderete sicuramente) che continuano a dire “pittoresco!!” Passeggiata. Foto. Vetrine di coralli. Ma poi ci viene fame. Visto che son famosi per il tonno ci sediamo ad uno dei 50 ristoranti che ci sono. Noi ci siamo sedute sulla terrazza di “al tonno di corsa”, ristorante deserto, essenziale. Se proprio dobbiamo trovare un neo al locale, direi che son poco simpatici: è chiaro che se entro chiedendo “avete tonno?” in un posto che ha il tonno nel nome è una battuta.. cmq son tutti rimasti seri e mi hanno gelata con una guardataccia. Per farsi perdonare ci hanno portato una bottiglia di sella & mosca torbato terre bianche del 2004 (da provare fermo ma c’è anche con le bollicine) e poi ci hanno dato un po’ da mangiare: musciamme di tonno, la cappunnadda, cassulli al ragù di tonno, spaghetti alla bottarga (!), crema di ceci con le cozze e ventresca di tonno!
 
W BIONDA SARDEGNA!
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