ho ballato ridendo! mi rideva tutto!

in ascolto montrèal diary /b enrico rava stefano bollani, precisamente

tango for vasquez y pepita

le donne odiavano il jazz .. e non si capisce il motivo, canta paolo conte. quasi tutte. io non lo odio. anzi. non si sa bene perchè a. mi abbia tolto tante cose ma mi abbia lasciato questo bel regalo, da qualche mese quello sento e quello compro. sabato pomeriggio in stand-by dopo una mattinata claustrofobica in ufficio.

adesso racconto.. ma si lo racconto abbiate un pò di pazienza.. insomma ho tante altre cose da fare: comprare scarpe (qui ce ne sarebbe da scrivere, ma credo che un giorno lo farà madame didì al posto mio, quando troverà il tempo e la tastiera giusta per i suoi post pieni di strass e di stress, paillettes, brillantini e allegra inutilità!), pensare e ripensare al modo giusto di caricare una lavatrice, lavorare qualche ora al giorno!!

c’era una volta la vostra bella tanghera che dopo aver lavorato tutto il giorno, torna a casa e trova pronto pronto il suo bel giovedì sera. giovedì sera di milonga. la maestra e il maestro di tango hanno avvisato: mettersi “bene” perché ci faranno delle foto e delle riprese. Milonga di luci e d’ombra. Arrivo tutta carina, sorridente e con il sacchettino in mano, pronta a salutare molto carinamente la maestra, che ordina spietata “siediti la e cambiati le scarpe!” come Garibaldi io “obbedisco”. Cos’altro potevo fare? è la MIA MAESTRA, DEVO fare quello che MI dice! Trovo le mie colleghe di tango su un palchetto, uno scalino le stacca dal resto del mondo (quello scalino che ti prendi il collo del piede quando balli e fa fatica a restituirlo integro). Tutte sedute. tutte diverse. Sulle sedie tutte diverse in attesa della chiamata.. alle armi. Come dice Roberto è guerra e amore anche il tango. Si chiacchiera a volte senza sapere i nostri nomi (ma dura poco per fortuna, di solito chiedo sempre “come ti chiami?” come quando il primo giorno di scuola non conosci nessuno!) ..e allora diventi “quella con le scarpe verdi” o  “quella con quelle rosse di comme il faut!”  Gineceo tanguero per elette! Ancora tutto tace. Nessun temerario a movimentare la pista. Noi siamo li a far finta di far finta di niente, ma c’è un obiettivo –anche se molto discreto- senza flash, che ci fissa. il pabitele è il posto dove ballo più spesso eppure ha un’aria diversa, un po’ come noi, si è cambiato d’abito! Candeline e occhi di bue sulla pista.. ( tango splatter!!  battutone oggi!!!eh?!?) Luci calde. Non aspettiamo tanto.. arrivano poco dopo gli inviti. Una mirada e via!

Ho ballato ridendo! Mi rideva tutto! 

Serata dopo serata il tango prende sempre più confidenza con me neofita:

si lascia ballare.. mordendo e azzannando la punta del colletto del tanguero!

Si lascia ballare tacendo in uno spazio intimo e personalissimo con una persona che non conosco per niente.

Si lascia ridere addosso sguaiatamente!

Si lascia ballare con i  piedi pestati, con tanguero mortificato che mi stringe di più la mano quasi per scusarsi!

Si lascia ballare chiacchierando piacevolissimamente o silenziosamente (e altrettanto piacevolissimamente!)

Grazie tangueri! Sto sempre tanto bene con voi!

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