DI PENSIERI, DI DORMITE, DI UNGHIE PITTATE

capita che di notte, quando per forza si deve stare svegli, si pensi e si strapensi. e se hai un pensierino piccolo che abbia solo un micron di merda dentro tac! magia! alla fine della notte e per buonaparte della giornata seguente, lo strapensare ti trasforma tutto quello che hai in testa in MERDA! tutte le cose buone belle carine affettuose TUTTE infestate da quel micron che distrugge tutto. tutto portato a fondo trascinato da quel pensierino cattivo che precipita e si porta dietro tutto il resto.  succede così quando hai il morale predisposto a farsi buttare per terra, quando ti senti un pò sola perchè partono un pò tutti, perchè non hai gli stessi ritmi altrui, perchè le cose non vanno come vorresti andassero tu, quando non ti senti abbastanza bella geniale intelligente graffiante acuta spiritosa. capita. poi si dicono cose che non stanno da nessuna parte che fanno male e infastidiscono le persone alle quali non faresti mai male. ma capita anche questo. a te magari rimane la paura di aver incrinato rapporti tanto belli. ma poi pensi che essendo tanto belli. subiranno scossoni baruffe .. anche parole ma son belli veri e terranno duro. poi passa qualche ora, dormi magari + di dieci ore con l’aiuto di una pastiglietta che ha un’aria ingenua e innoqua. dormi, in quel bel letto rosso, al fresco perchè ha piovuto finalmente tutta la notte, con i tappi gialli negli orecchi e una mascherina azzurra che una qualche compagnia aerea ti aveva regalato anni fa (e che non avevi usato su quel loro volo). se ti vedessero sembreresti un frankenstein molto stiloso! la sveglia è naturalissima, nessun rumore (tappi gialli) nessuna luce (mascherina super) molla nel letto grande, buttata li come una stella marina spiaggiata. una sensazione bellissima, quasi di rinascita, allunghi la mano, dalla parte del letto dove vorresti trovare qualcuno, dove non c’è mai nessuno (almeno al mattino) e trovi il tel. tiri su con un dito solo una parte della mascherina e pigi un bottoncino per leggere la prima cosa della tua giornata: l’ora. ti fai una risatina a vedere i numeri: son le cinque mezza.. passata anche l’ora del the.. ma non importa, vai in cucina e accendi il fuoco sotto al bollitore. ti metti davanti allo specchio, viso sfasciato coi segni dei cuscini ma assolutamente riposato e rilassato. niente musica, neanche quella che hai preso l’altro ieri che ti piace tanto. la giornata inizia, lenta, sai quanta te ne rimane ancora.. bisogna accelerare i tempi. dare precedenza alle cose. alle cose che se lo meritano. esci così come sei. coi capelli di una anne wintour appena svegliata dopo l’ultimo party dei signori della moda, gli occhiali sul naso una canottiera rosa che fa fatica a tenerti tutta pantaloncini da notte e immancabile infradito. ormai metti solo quelli.. come se altre scarpe non le avessi. bagnare le piante! annaffiatoio fucsia, un pò alla volta le bagni tutte, stanotte una pianta grassa ha fatto pure i fiori! rosa, in tinta con te, ma arrivi tardi. ha quasi finito di vivere. un respiro, non quelli di sopportazione, quasi uno sbuffo un buttare fuori le ultime tossine velenose per tornare a nuova vita.

come se fosse mattina. ma si, la tua mattina sono le 5 e mezza del resto del mondo. il bollitore fischia, ti fai il the. ti tosti due fette di pane, di quello del mulino bianco che finiscono sempre da billa, e ci metti un filo di marmellata di fragola. una tarda leggera colazione di rinascita. una crisi durata meno di una settimana ma che ha fatto abbastanza danni. seduta, hai i piedi in alto appoggiati sulla sedia che hai di fronte. il libro appoggiato sulle gambe, gli occhi passano dal guardare una riga da finir di leggere alla punta dei tuoi piedi unghie comprese. hai le unghie dipinte. quando mai? in 33 anni di vita, cos’è… la seconda volta? allora torni indietro a 2 giorni fa: patrizia si sta asciugando i capelli e tu le piombi in casa, dovevate andare a farvi un gelato. ti appendi, con la testa che pende su una spalla, ai titoli dei libri della sua libreria, cose che fai sempre quando sei in qualche casa e cosa che non è delle + educate. ti invita in bagno per fare insieme le 4 cose che voi riuscite a fare. lisciarsi i capelli, non pensare e vaneggiare.. ne manca una e pensi bene di prendere la prima boccetta che trovi in un bagno altrui, con altrui gusti. la quarta cosa da fare è dipingersi le unghie dei piedi di violone melanzana, che sa un pò di menopausa. seduta di traverso sul water piedi scalzi appoggiati sul bidet, le unghie ti chiedono pietà, ma tu no, arrivi, pennellone alla mano. una alla volta ci prendono anche gusto ad aver una nuova veste, ad assomigliare a micro quadratini di cioccolato che prima o poi un orco buono arriverà a mangiarti. ecco perchè le tue estremità son colorate, da li il pensiero sta un attimo ad itinerare da un pomeriggio di delirio emotivo a pittarti le unghie di piedi rimasti fino a quel momento pressocchè vergini, al tuo pomeriggio pacifico, a guardartele.

soluzione che ti do: dormi di + stai tranquilla, rilassati, elimina le persone inutili, quelle fastidiose, quelle che ti fanno male  (3/4 delle volte sono uniformate) e  STAI BUONA!

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6 thoughts on “DI PENSIERI, DI DORMITE, DI UNGHIE PITTATE

  1. Mia cara,
    non sai…. non sai quante cose di quelle che hai detto qui appartegono a tante di noi. Forse anche a tanti.
    E stai ben certa che quel “piccolo pensierino con un solo un micron di merda” appare anche a noi in queste torride notti di inquietudini e zanzare. La magia però va fatta al contrario, cherie. Dal letame bisogna far nascere i fior! Bisogna scavare e trovare un altro piccolo pensierino con un solo un micron di luce, un pensierino buono che speri e che inondi tutti gli altri pensieri che ci faccia galleggiare nell’inquietudine di giorni monchi, veri solo a metà, vivibili solo in parte.
    Tappi gialli, mascherina, pillolletta sai quante… quante! affrontano la notte con questo indispensabile equipaggiamento di difesa del sonno, perchè … ‘a dda passa a nuttata. L’anima deve pur trovare spazi di respiro, non può vivere in perenne cattività, tradita come sempre dall’estate. Si percheè l’estate è un frutto strano (lo spiego nel mio ultimo post), si presenta sempre come succo di libertà e rinnovamento… e invece, spesso, ha le sue parti amare da ingoiare. L’estate, contrariamente a quanto si crede, non è una vacanza da noi stessi. Anzi, è il doloroso specchio di Saba, non possiamo romperlo perchè ci è necessario anche se fa male. E allora si fa anche questo… ci si pitta inaspettatamente le unghie dei piedi, (l’ho fatto anch’io, per la prima volta in vita mia, nel bagno di un amica, un raptus naturale) per dare smalto all’anima, per ricordaci quel “piccolo pensierino con un solo un micron di luce”, quel “farolito” che scintilla dentro e che ci tiene in vita.

  2. Mia cara,
    non sai…. non sai quante cose di quelle che hai detto qui appartegono a tante di noi. Forse anche a tanti.
    E stai ben certa che quel “piccolo pensierino con un solo un micron di merda” appare anche a noi in queste torride notti di inquietudini e zanzare. La magia però va fatta al contrario, cherie. Dal letame bisogna far nascere i fior! Bisogna scavare e trovare un altro piccolo pensierino con un solo un micron di luce, un pensierino buono che speri e che inondi tutti gli altri pensieri che ci faccia galleggiare nell’inquietudine di giorni monchi, veri solo a metà, vivibili solo in parte.
    Tappi gialli, mascherina, pillolletta sai quante… quante! affrontano la notte con questo indispensabile equipaggiamento di difesa del sonno, perchè … ‘a dda passa a nuttata. L’anima deve pur trovare spazi di respiro, non può vivere in perenne cattività, tradita come sempre dall’estate. Si percheè l’estate è un frutto strano (lo spiego nel mio ultimo post), si presenta sempre come succo di libertà e rinnovamento… e invece, spesso, ha le sue parti amare da ingoiare. L’estate, contrariamente a quanto si crede, non è una vacanza da noi stessi. Anzi, è il doloroso specchio di Saba, non possiamo romperlo perchè ci è necessario anche se fa male. E allora si fa anche questo… ci si pitta inaspettatamente le unghie dei piedi, (l’ho fatto anch’io, per la prima volta in vita mia, nel bagno di un amica, un raptus naturale) per dare smalto all’anima, per ricordaci quel “piccolo pensierino con un solo un micron di luce”, quel “farolito” che scintilla dentro e che ci tiene in vita.

  3. Mia cara,
    non sai…. non sai quante cose di quelle che hai detto qui appartegono a tante di noi. Forse anche a tanti.
    E stai ben certa che quel “piccolo pensierino con un solo un micron di merda” appare anche a noi in queste torride notti di inquietudini e zanzare. La magia però va fatta al contrario, cherie. Dal letame bisogna far nascere i fior! Bisogna scavare e trovare un altro piccolo pensierino con un solo un micron di luce, un pensierino buono che speri e che inondi tutti gli altri pensieri che ci faccia galleggiare nell’inquietudine di giorni monchi, veri solo a metà, vivibili solo in parte.
    Tappi gialli, mascherina, pillolletta sai quante… quante! affrontano la notte con questo indispensabile equipaggiamento di difesa del sonno, perchè … ‘a dda passa a nuttata. L’anima deve pur trovare spazi di respiro, non può vivere in perenne cattività, tradita come sempre dall’estate. Si percheè l’estate è un frutto strano (lo spiego nel mio ultimo post), si presenta sempre come succo di libertà e rinnovamento… e invece, spesso, ha le sue parti amare da ingoiare. L’estate, contrariamente a quanto si crede, non è una vacanza da noi stessi. Anzi, è il doloroso specchio di Saba, non possiamo romperlo perchè ci è necessario anche se fa male. E allora si fa anche questo… ci si pitta inaspettatamente le unghie dei piedi, (l’ho fatto anch’io, per la prima volta in vita mia, nel bagno di un amica, un raptus naturale) per dare smalto all’anima, per ricordaci quel “piccolo pensierino con un solo un micron di luce”, quel “farolito” che scintilla dentro e che ci tiene in vita.

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