politicamente cosa?

THANK YOU FOR SMOKING di jason reitman. con aaron eckhart, william h. macy, maria bello, rob lowe, robert duvall. usa 2005 la definiscono genere commedia.

sarà che io non fumo e che da noi non è come in america: non abbiamo la forte percezione delle lotte feroci contro le multinazionali del tabacco, delle armi e dell’alcool (tanto per dirne qualcuna a caso) ma non mi ha fatto una grandissima impressione. da quello che avevo letto doveva essere “IL” film politicamente scorretto per definizione, ma non l’ho percepito come tale (ce ne sono di molto peggio anche recenti: ad es. lo strepitoso americandreamz o anche più semplicemente dr. house su italia uno: da vedere entrambi se vi piace il genere cinico). nick norton è il vicepresidente e portavoce (lui si definisce lobbista) di un centro studi sul tabacco, finanziato dalla big tabacco, produttrice di sigarette. si occupa di pubbliche relazioni, si presenta nei talk show per difendere “l’azienda sigaretta” da tutte le ovvie accuse che le vengono mosse. è questo il suo lavoro. parla, cambia le carte in tavola e con gran faccia da culo ribalta la frittata. esempio: di fronte ad un ragazzo ex-fumatore malato di cancro ai polmoni, dichiara che la sua azienda non ha nessun interesse a far morire nessuno, visto che così perderebbe un cliente e di conseguenza introiti. è pagato per farlo, indipendentemente dal credere o meno a quello che dice. penso che personaggi di questo tipo non siano proprio una rarità nelle multinazionali. nick ha una moglie che vive con un altro, un figlio, un mutuo da pagare e il talento di saper parlare. talento che trasforma in lavoro. acerrimo nemico che guida una campagna anti fumo il senatore-macchietta ortolan finistirre (nome bellissimo!) che propone di mettere sui pacchetti di sigarette una sorta di stemma dei pirati conntanto di teschio e tibie incrociate per sottolineare (ancora una volta e in maniera più incisiva) la pericolosità del prodotto. per rilanciare il consumo della sigaretta, nick norton viene spedito  a hollywood per corrompere un produttore a reintrodurre le fumate nei film. spesa dell’operazione 25 milione di dollari per far fumare in un prossimo film, dopo una scena di sesso, brad pitt e kathrine z. jones. operazione che non va in porto. vista la notorietà conquistata con le apparizioni televisive nick viene rapito e ricoperto di cerotti alla nicotina, rimane vivo per miracolo ma viene licenziato per un articolo-scoop scritto da una giovane giornalista (la moglie di tom cruise VESTITISSIMA) alla quale rivela di tutto durante gli amplessi. finale: lui non lavora più per il tabacco, si mette in proprio e fa ancora più soldi, il figlio l’adora (probabilmente diventerà come lui) e i processi anti-fumo (nell’america vera) vengono risolti a favore dei malati con firme di assegni milionari.

titoli di testa bellissimi, tutti “su” pacchetti di sigarette. ironiche e, qui si, politicamente scorrette, le riunioni dei MDM (mercanti di morte): un pranzo a scadenze fisse di nick con un rappresentante di armi e con una di alcoolici (maria bello, che mi piace sempre di +). notevole il produttore hollywoodiano che è rob lowe, splendido in kimono.

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