osteria dal gal vestì (torino 4)

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osteria dal gal vestì di vetrotti e claps a santo stefano belbo -cn- via cesare pavese 16/a tel 0141 843379 (nella casa natale di cesare pavese)

chiamavano così pavese, quando ritornava al paese tutto fighetto! adesso è un ristorante caldo e accogliente in quelle che erano le stalle della sua casa. suonate il campanello ed entrate, noi siamo stati accolte con un sorriso da vetrotti o claps (non lo sappiamo) ci siamo sedute in fondo alla sala, vicino alla stufa e ci siamo fatte coccolare da questo signore simpatico e dall’aspetto rassicurante. sala con colori caldi, mantenuta la tradizione nell’ambiente ma movimentata da bei quadri e candeline in giro. su una parete "dio mi guardi da chi non beve vino". ci sediamo e ci abbandoniamo all’idea di far scegliere agli altri (almeno in parte) il pranzo. scelta azzeccata! due chardonnay per iniziare un preaperitivo con qualche stuzzichino (olive ascolane, un mini frico, una focaccina fritta) ci facciamo poi portare due bicchieri di vino, un uvaggio rosso in barrique per me e un bianco per eva (non ho segnato i nomi) e inizia la sfilata di antipasti: tomino al tartufo (VOGLIO FERMARMI A VIVERE QUA CON VITROTTI E CLAPS ED ESSERE LORO SCHIAVA IN CAMBIO D TOMINI AL TARTUFO ), peperoni in bagnacauda e qualche affettato. con molta molta calma e due chiacchiere con il nostro adorabile virgilio eno-gastronomo delle langhe continuiamo l’escursus per arriviare ad una tartare con champignons sottili sottili e scaglie di grana (sublime), proseguendo vitello tonnato (aveva ragione vitrotti o claps quando ci ha detto che era speciale), lascio a eva le salsiccette all’aceto balsamico (a lei son piaciute molto, per me che le ho appena assaggiate era un sapore troppo forte). ho l’ardimento di proseguire: il tomino mi ha scatenato la ricerca del tartufo, andando su e giù tra monferrato e langhe, è una domenica mattina e si vedono camminare cani seguiti da signori senza fucili: quindi ci sono ancora in giro. mi si propone lunette di magro al tartufo (però nero, e si scusano quasi!!!!!!) come faccio a dir di no? la sventurata rispose..  e cadde in un’esperienza mistica! saltiamo i dolci anche se meriterebbero, per finire con una grappa e un barolo chinato! in sunto: gestione amorevole del cliente (eravamo pochissimi), cibo ottimo, tradizione gastronomica reinventata e rinnovata, servizio buono e non invasivo! bravi bravi!

www.osteriadalgalvesti.com

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