tango non fa rima con umiltà

neo_base_argento

stasera mi piacerebbe avere un blog anonimo, per poter dire cose che non sono assolutamente popolari se dette da qualcuno allo scoperto. invece dietro all’anonimato si potrebbe dire tutto e nessuno direbbe: "che acida che zitella che stronza che petezzona…" ma queste sarebbero voci silenziose o -peggio- odiosi commenti anonimi, perchè è facile scrivere quando nessuno sa chi c’è dietro un nick bellino o antipatico. ma qui la cosa si ribalta completamente.. qui son io che mostro la mia bella faccettina e siete voi tutti che siete anonimi, e magari alla prossima serata, al cinema, in ufficio o al pabitele, voi saprete chi ha scritto tutto questo e io non saprò quasi sicuramente chi è che mi ha letta! oggi è stata una giornata piena, pesante, dura , difficoltosa. una brutta notizia come una doccia d’acqua gelata a metà mattina, poi il lavoro sempre uguale, noioso, metodico, ordinato, pieno di risposte dette mille volte in 7 anni. i colleghi, quelli che mi conoscono si sono accorti benissimo che qualcosa non andava, ma son passati -ringrazio- oltre. altri continuano a pensare che non lavoro abbastanza che così che cosà.. ma di loro francamente.. diceva il poeta non ti curar di lor, ma guarda e passa. passo oltre, ricevo 6000 sms e mms da clara che è a buenos aires da comme il faut a prendere scarpe da tango per la sottoscritta, piena di dubbi se fa bene o fa male nella scelta. fa bene, benissimo. ma spende più in mms che in scarpe. vado via, sfreccio in macchina, attraverso una nebbia che si scioglie, silenziosa. non rispondo a qualche telefonata, a qualche messaggio infantile anche se chi lo scrive ha quasi quarant’anni. sto un pò in pace e poi riprendo la macchina, la scarpa e la zoccola son li nel bagagliaio, per punizione, dopo la cazziata di ieri. stasera le porto a lezione. il mio secondo ballerino è tornato da tuttelerussie e vuol ricominciare. bene dico! ottimo! un ripasso generale e/o una terapia meravigliosa per la giornata del cazzo che ho avuto.

stasera balliamo, stretti e lenti, con i suoi bei colletti inamidati che mi arrivano proprio a sfiorare le labbra e che io ogni tanto (quando loro esagerano) mordo, ricominciamo ma non da zero. non c’è diffidenza o imbarazzo, abbiamo già ballato e ci siamo tanto divertiti. stasera ho, di nuovo, avuto la conferma di quanto sia bello sapersi far portare nel tango. di quanto sia bello per un tanguero maschiomaschio portare, marcare territori non solo geografici:  me no accorgo soprattutto quando non lo fa qualcuno. quando arriva quel cambio coppia che.. "tanto poi torno con il mio ballerino".  tango non fa rima con umiltà, son rimasta male (dannata supponente quella zoccola che avevo al piede!): compio un anno di tango il 23 gennaio, l’ultimo è stato un mese di meraviglia tanguera, nonostante la milonga scumparsita, stasera mi son sentita dire, da qualcune che balla da meno, che per ballare da un anno.. bè.. credevo meglio, che s’imparasse di +. invece s’impara, s’impara eccome.  s’impara a ringraziare per non aver fatto nessun corso di liscio o affini in precedenza dove si ripetono 1000 volte gli stessi passi per poi metterli sempre uguali uno vicino all’altro, s’impara a ringraziare di esser arrivata vergine alla salida basica. s’impara a sentire fisicamente me e gli altri, a parlare senza parole, o con poche sussurrate sottovoce. s’impara a sentire i sospiri e i pensieri che passano da un abbraccio all’altro. s’impara a ballare felicemente fusi con un ramon che avevo considerato proprio un coglione e non lo è per niente. s’impara a volersi aprire un pò di + con il tango e con la gente del tango, che non è come dicono. bisogna starci dentro per capire bene. s’impara a sentire con le mani, con le gambe, a misurare con il respiro, con il sudore, con la fatica, con i tacchi che falciano, con quelli che hanno falciato, con le dita calpestate, con i sorrisi sulle labbra. s’impara tanto, a esser più malleabili, più femmina, che non è una brutta cosa, più voluttuosa, più coraggiosa di mostrarmi femmina, che non è poi una vergogna. quest’anno mi ha cambiata, molto più di molti altri, mi sono incazzata, ho pianto, ho sorriso moltissimo mi son arrampicata su scarpe bellissime, le ho rovinate, ho pensato di mollare mille volte ma alla fine perchè avrei dovuto farlo? mi piace tutto di questo tango! inizio a ballare adesso, inizio a capire adesso come devo fare, un pò alla volta ce la faccio. capisco i pesi, le leggi e i contrappassi.. le battute, il tempo. inizio a godere dei tangos ballati senza fiato che poi quando vado a casa non mi fanno dormire, ma mi trasformano in una tigre in gabbia quando si struscia sulle sbarre incazzata e affamata.

muchas gracias 

postato anche in www.tangoquerido.splinder.com 19 gennaio 2007

foto scarpe da www.lescarpedianita.it

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14 thoughts on “tango non fa rima con umiltà

  1. Mia cara Dida, la verità è una… per banale che possa apparire: il Tango NON fa rima. Punto.

    Non fa rima con Umiltà almeno tanto quanto non fa rima con “Gentilezza”, “Educazione” o anche solo “Cortesia”.

    Del resto, non rima nemmeno con “Passione”, “Felicità”, “Entusiasmo”… insomma, a dirla così sembra che ‘sto Tango sia solo un colossale bidone, una montatura… ma anche no.

    Grazie al cielo quello che rende il Tango bellissimo (o bruttissimo) continuano ad essere le persone che lo ballano!!!

    Troppe volte cado anch’io in tentazione ed attribuisco al tango miracolose proprietà taumaturgiche (visto che a tutti gli effetti un anno di tango mi ha fatto, almeno sinora, proprio Bene)… eppure mi capita ogni tanto di fermarmi per un secondo (magari durante una pausa tra due tanghi, in modo da evitare che la ballerina di turno mi prenda per matto) e d’improvviso realizzare che sono le persone che rendono speciale questo ambiente.

    E’ ovvio… è già stato detto, ridetto e ripetuto fino alla noia… non tutte le persone sono uguali, nemmeno nel tango. Perché non tutte le persone sono in grado di regalarci emozioni profonde, nel tango come nella vita.

    Ecco, se vogliamo il tango ha un vantaggio: “costringendoci” all’abbraccio, al contatto fisico, ci permette di avvicinarci più facilmente al/la nostro/a partner di quanto non potremmo fare chessò, in coda al supermercato, ci dà la possibilità di conoscere meglio chi ci balla di fronte. E non ci vuole di solito molto a capire quali sono le persone che ci regalano sensazioni positive e quali invece non ce ne regalano alcuna (non mi spingo fino a parlare di sensazioni negative, anche se…).

    Continua a sorridere dunque… per l’amor di dio non fermarti mai… non smettere mai di ballare, anche se ogni tanto ti capita il tanguero “sbagliato”… è la passione quello che ci rende davvero vivi, e io SO che è passione quella che provi tu, la si sente fortissima quando si balla con te e fortissimamente si vede quando ti si guarda ballare con qualcuno che non sia un “povero uomo”…

    Tango, insomma… Tango e basta, nient’altro che Tango! E a quel paese le rime!!

    ~Roby il prolisso~

  2. dichiaro questo post patrimonio dell’Unesco dei ciber-tangueri, pertanto ti ordino (non te lo chiedo perchè non è più “tuo”, è della cibertanguera Umanità) di postarlo immantinente anche sul blog tangoquerido.
    Ché pure la Brioscia il 22 Gennaio fa un anno tondo di tango (e anche un anno tondo di amicizia con me).
    Insomma questo post ha un alto valore personale e universale.
    Per l’agrodolce che contiene l’aspetto humilde di questa comquista lunga, faticosa ed esaltante che è il Tango (il tuo, il nostro)… ti lascio el mejor de mis abrazos… solo para ti.
    :-I

  3. un post così, scritto di getto e neanche riletto può trasmettere tanto. O meglio, a ben pensare, lo fa proprio per questo, perché scritto senza filtri e quindi senza limitazioni di sorta.. anche se velo dico, potrei fare di meglio o peggio.. punti di vista! Quando sono furibonda, emozionata, eccitata scrivo sempre, ma non va bene pubblicare tutto. Verba volant scripta manent! Mi frena tantissimo il non essere anonima, tanto tanto. Ma ho scelto io di metter il mio nome al blog per un motivo fondamentale: FORNIRE IL MIO LIBRETTO D’ISTRUZIONI :)

    ULISSEILVIAGGIATORE un anno speso meravigliosamente, soprattutto considerato da dove è nato.

    BOBBOKOP prima o poi questo tango s’ha da fare!

    SQUIDDINO ma perché avrei dovuto dire “stica”?

    ROBY IL PROLISSO a parte che prolisso non sei. Da quello che scrivi: dici + tu del mio post. Dici + di me e + di te stesso.. sei sempre così criptico! :) Questa è la dimostrazione, semmai ce ne fosse bisogno, che la percezione che gli altri hanno di noi, è completamente diversa dall’opinione che abbiamo di noi stessi.

    WANDA se tutto questo c’è è anche e soprattutto per merito tuo. Ti voglio tanto bene.

    CIUFFOBARRIDO prima o poi inconsapevolmente o meno, ci troveremo da qualche parte, su sedie vicine, ci cambieremo le scarpe e via… adesso so dove ti rintani nelle fredde, fredde si fa per dire, notti! Il posto è bello, la pista si fa ballare addosso. Ma ieri sera non mi sono sentita proprio a mio agio. Sarà la prima volta in un posto nuovo, musica non convincente e ancor meno coinvolgente il mio umore muffa muffa che ha fatto il resto. magari nella prossima puntata de “alla ricerca della consapevolezza..” ;)

    RAIDE mi permetto di dissentire.. almeno per come intendo io la poesia, cmq da approfondire

    FELIPELCID ipse dixit. Vero è.

    VUELVOABAJO dopo la fisioterapia ti inviterò io per prima!

    DAILYNEW conta saperlo far entrare dalle porte giuste per ballarlo e impararlo insieme.

    Cara ZIA FAROLA sei tu patrimonio dell’unesco dei ciber-tangueri, mi incuriosisci tanto! Dopotutto non sei una zia per niente…

  4. Un post molto bello, vibrante nei suoi eccessi, ma vero.

    Se l’avessi letto prima avrei commentato piu’ o meno quello che ha scritto Roby (che almeno in questo caso non è stato prolisso proprio per niente), ma di sicuro in un modo non altrettanto incisivo…

    Un abbraccio a te e alle tue scarpe ! :-)

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