il maestro, la milonga e la tanguera invisibile

index_Layer-1sabato sera. companeros ratones quasi al completo, ramon abbandona il campo per una cena tra maschimaschi. tento di nuovo, m’informo e (e si!!!) propongo un’altra milonga con la speranza che ci sia veramente e che il musicalizador di turno non sia in vacanza in argentina. i ratones decidono di fidarsi ancora dopo la scumparsita (questa volta mi gioco le palle! se manco ancora una milonga son fuori dai giochi ). questa volta mi sono informata bene, ho fatto controlli incrociati, ho parlato con ciuffo che è uno che sa, è sicuro: la milonga ci sarà.  possiamo fare un viaggettino e andare a scoprire milongas ancora inesplorate. anche perchè il nome del circolo è trooooppo equivoco per non andarci: jolly club! impossibile resistere anche solo al nome! ceniamo insieme, complice una bottiglia di chianti del 2004 partiamo, io e p. senza calze.. infondo ci sono 12 gradi fuori e poi fa tanto chic: gambetta nuda, piedino nudo a metà gennaio, per la scarpa e la zoccola. le indicazioni di ciuffo son perfette, arriviamo in pochissimo tempo. già ci prepariamo a compilare l’ennesimo modulino per l’ennesima tesserina per l’entrata all’ennesimo circolo. appunto. entriamo: solita trafiletta pre-milonga. compiliamo in bella calligrafia, precisi precisi come siamo: totale 10 € di tessera + 7 € di contributo buffet. a me sembra un pò esagerato. c’è chi tenta di ammortizzare la spesa mangiando frittelle!!! non c’è ancora nessuno, ci mettiamo in un angolino, la scarpa e la zoccola scalpitano, ma dovranno sottostare ai miei umori, che purtroppo son un pò tristi. luci rosse, candeline ma sento l’ambiente cmq un pò freddino. ballo poco ma guardo tantissimo. posizione d’angolo che concede una visuale a 360 gradi. non conosciamo nessuno e nessuno ci conosce, i nostri tangueri non invitano queste sconosciute, gli sconosciuti non invitano noi. vabbè.. ci siam messe nell’angolo però!  brave tanguere, che sanno di esserlo. c’è anche il tanguero "garibaldino" over ’50, alto e magro che invade la pista con il suo tango, già visto altrove ad invadere enormemente altre piste. la musica non è granchè.. vabbè che gardel è sempre gardel ma alla lunga annoia un pò. ma un tango nuevo? no? mi diverte tantissimo: gancio de la pampa! il maestro argentino in zona per uno stage, non so il nome e non ne ho mai conosciuto uno live, ma se dovessi immaginarmene uno sarebbe lui! non alto , bello piazzato, stagno, capelli tirati indietro da mezzo chilo di brillantina, non gel HO DETTO BRILLANTINA! look total black con magliettina bella tesa sulla pancia! e sappiatelo maschi: un uomo senza pancia è un cielo senza stelle! un accento straordinariamente retrò. questo maestro non ha tempo, non ha età, non ha luogo! fa ballare tanguere luccicanti ed è un piacere guardarli. occhi neri che bucano tutto quello che trovano. peccato che passo assolutamente inosservata, nonostante la scarpa e la zoccola siano indubbiamente le più belle, chic e originali! ma lo so, più di qualche volta ho il dono di diventare invisibile! solo che non riesco proprio a controllarlo.. mi capita all’improvviso! sarà che, come per tutti i supereroi, i poteri non sono proprio controllabili dall’inizio, ci vuole pratica e studio.. poi una impara. 

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3 thoughts on “il maestro, la milonga e la tanguera invisibile

  1. i maestri argentini sono un falso mito stereotipato, ce n’è di tanti tipi, quelli alti scuri e pancioni, quelli piccolini con jeans e felpetta del mercatino, quelli “leccati dalla mucca” e tanti altri.

    E invece io a diventare invisibile non ci riesco proprio, nemmeno quando lo vorrei, anzi peggio, vedono che mi sforzo di sparire e mi tampinano chiedendo, domandando, investigando, chiedere e chiedere. E in quei casi abbandono parte della mia paraculaggine, non sorrido e intimo, seppur sempre gentilmente, di lasciarmi nel silenzio in cui mi trovavo.

  2. S’impara… s’impara sempre.
    E la prima milonga esplorativa è quasi un topos, un luogo comune del tango.
    Tutti prima o poi ci lanciamo curiosi e bendisposti in un viaggettino e andare a scoprire milongas ancora inesplorate. come si balla fuori casa, l’erba del vicino etc.. etcc..
    E così questa tua andata al jooy Club di chissà dove mi ha ricordato una tangospedizione al Cus di Catania.
    Accadde la stessa cosa
    non conoscevamo nessuno e nessuno ci conosceva, i nostri tangueri non invitarono le sconosciute, gli sconosciuti non invitarono noi. tutto il tango è paese.
    è l’ambiente, l’atmosfera a fare il tango, non so perchè, ma è così. ci sono serate che sconfinferano e serate che si vede subito che il tango non c’è, a pelle.
    In questo tuo caso poi l’ambiente era un pò freddino, la musica non era granchè e la milonga aveva un prezzo ingiustificatamente esorbitante (17 € !! roba da denuncia).
    Grasso che cola che ci fosse almeno il tipo imbrillantinato (ma perchè la brillantina a noi femmine ci fa effetto… è ridicolo ma è vero) con gli occhi neri che bucano tutto. Quasi tutto. Perchè perdersi la Dida non è da svegli. E sono sicura che la scarpa e la zoccola sono d’accordo con me.
    Loro hanno portato in quel luogo sciapo, un tocco di stile: te

    O.T.
    Ma santa figliuola, senza calze!! nooo, non fa tanto chic, credimi, fa bronchite.

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