se questo non è un capolavoro, poco ci manca

immLE VITE DEGLI ALTRI  (das leben der anderen, germania 2006) regia di florian henckel von donnersmarck PREMIO OSCAR COME MIGLIOR FILM STRANIERO

cosa vi lascia un film come questo? quando uscite dalla sala, in silenzio con tutti quelli che erano li a vederlo con voi? cosa vi lascia dentro? ricchezza per aver visto un altro bel film? è un pò scontato. la gioia di aver visto una bella storia? ma non sarà l’unico film che vi lascia questo. a me lascia un senso di incertezza, di non sicurezza, di ingiustizia -chiamiamola- morale, mi lascia il dubbio di definire il bene e il male nelle persone -solo nel film- mi lascia la voglia di capire meglio, non credo sia solo curiosità, come la "Storia" (quella con la esse maiuscola) abbia ripercussioni inevitabili (sisi sembra un discorso OVVIO) sulle persone che hanno vissuto/vivono in un determinato periodo, intendo dire nelle cose pratiche in quelle di tutti i giorni. dopottutto leggo  per questo molto volentieri biografie e tutta una collana di "la vita quotidiana ai tempi di..". film intenso,  bellissimo, straordinario, meritatissimo l’oscar considerato che il regista ha 34 anni ed è alla sua opera prima.
 
1984 il muro non è ancora caduto. DDR, la popolazione è controllata dalla STASI che vigila sul "benessere di tutti", centomila agenti della polizia segreta e più di duecentomila informatori che spiano e si assicurano che tutti siano ottimi socialisti così come dicono di essere. tutti son tenuti sotto controllo, compresi -ma soprattutto- attori, registi e scrittori, intellettuali. gerd wiesler (Ulrich Mühe), puntiglioso ufficiale stasi, votato alla causa comunista, deve indagare e sorvegliare una coppia: georg dreyman (sebastian koch) scrittore e crista maria sieland (Martina Gedeck ve la ricordate ne "le particelle elementari"?) attrice. l’ufficiale della stasi che sorveglia georg e crista mi ha ricordato molto  "le conseguenze dell’amore": la solitudine, la ricerca di un minimo di umanità che non si può chiedere o sperare, le cose che non si possono/vogliono dire per vergogna, imbarazzo o mancato coraggio. invece di denunciare attività, che per quanto innocenti, comunque verrebbero considerate eversive, l’agente stasi entra nella loro vita e diventa loro complice discreto, omette nei suoi quotidiani rapporti ogni traccia di colloqui anti-ddr che sente. alla fine viene scoperto e retrocesso ad aprire col vapore lettere da controllare, silenzioso e prigioniero dei sotterranei dei palazzi del potere, consegna volantini pubbliciatari in una berlino "unita" dopo la caduta del muro. georg, senza crista, scopre solo in seguito che quella che considerava essere la casa più sicura (la sua) assolutamente non controllata era invece sottoposta ad accurata sorveglianza, dai rapporti che riesce a leggere capisce che cosa è successo e individua anche l’agente della stasi che ha probabilmente salvato più di un’esistenza.
più di due ore che non si sentono assolutamente e che ripagano di tutti i bidoni presi quest’anno al cinema.

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9 thoughts on “se questo non è un capolavoro, poco ci manca

  1. in silenzio, non siamo nemmeno riuscite a fare un commentino. Incredibili occhi di ghiaccio che piangono ascoltando Beethoven

  2. BEL film… che va OLTRE la pellicola impressionata…

    Le figure del Capitano e dello Scrittore… esemplari nella loro PULIZIA etica. Nel seguire SENZA MAI TRADIRLO lo stesso Ideale… quell’Ideale, quello cantato nell’Inno della DDR:

    “Rinati dalle rovine
    e rivolti al futuro,
    lasciaci servirti bene
    Germania, unica patria.
    L’antica miseria è da eliminare
    E la elimineremo uniti
    E dobbiamo far sì che
    il sole splenda bello
    come mai sulla Germania.

    Gioia e pace sian destinate
    alla Germania, nostra patria.
    Tutto il mondo anela alla pace,
    date ai popoli la vostra mano.
    Se ci uniamo fraternamente
    batteremo il nemico del popolo!
    Fate brillar la luce della pace
    e che mai più una madre
    pianga il proprio figlio.

    Lasciateci arare e costruire,
    imparate e create come mai prima
    e, fiduciosa nella propria forza,
    sale e sorge un popolo libero.
    Gioventù tedesca, le migliori aspirazioni
    del nostro popolo in te si riuniscono,
    della Germania diverrai la nuova vita.
    Ed il sole, bello come mai
    Splende sulla Germania.”

    La VERA DDR è stata quella… quella costruita dolorosamente, giorno dopo giorno, dentro ognuno dei Gerd e dei Georg!

  3. io credo proprio che sia un capolavoro….e quando sono uscito…non guardavo neanche dove camminavo tanta era la tensione emotiva che mi aveva trasmesso;)
    guardatevi Ogni Cosa é Illuminata…a me è piaciuto;=)

  4. “ogni cosa è illuminata” [regia di Liev Schreiber con Elijah Wood, Eugene Hutz, Boris Leskin, Jonathan Safran Foer, Stephen Samudovsky, Zuzana Hodkova e colonna sonora dei GOGOL BORDELLO!!) da vedere per obbligo contrattuale, se poi partite prima dal libro andrà anche meglio, in equilibrio fra il riso e il pianto (di Jonathan Safran Foer come anche “molto forte incredibilmente vicino” uno dei 10 libri più belli fin’ora letti)

    dd.

  5. Visto ieri sera.
    Da tempo non vedevo un bel film come questo!! Ha il pregio di non esprimere facili giudizi.
    Tensione al giusto livello.
    Dopo GoodBye Lenin, un altro bel film sulla ddr.
    Per me un capolavoro
    voto: 10

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