dentro c’era questo libro

le donne che leggonoqualche giorno dopo il mio compleanno, il postino mi ha portato un pacchetto. sapevo chi l’aveva mandato, anche se non avessi riconosciuto la calligrafia familiarissima, vista di rado da quando ci sono telefonini e pc fruibili quotidianamente, l’avrei saputo lo stesso. mi son tenuta il pacchetto chiuso per un pò fra le mani, so che se f. manda qualcosa, è sempre qualcosa di speciale, qualcosa che sa che mi farà piacere e qualcosa che farà percorrere ai nostri pensieri  per qualche minuto la stessa strada. ho toccato per un pò il pacchetto, non per scoprire che cosa potesse contenere (abbastanza evidente) ma per godermi il gesto fisico dell’aver ricevuto posta, e non elettronica per giunta! cosa rara di questi tempi. ho strappato la busta, di quelle con le bollicine dentro e ho sfilato il libro, che cosa mai poteva essere? copertina rigida, patinatissimo. dentro c’era questo libro. un’analisi critica di quadri e qualche foto, tutti con lo stesso comune denominatore: donne che leggono. ho fatto un gran sorriso (emozionato e dedicato), poi anche una risata (per come mi vede f.) poi anche un piantino a leggere la dedica. mi son messa sul divano, quasi ad imitare la figura in copertina. le donne che leggono sono pericolose. dato di fatto. se fosse un dato di fatto sarei snob e supponente. ma si lo sono, non è una novità per chi mi conosce, f. me l’ha mandato apposta per dirmi che son pericolosa! e qui di nuovo sorrido! a me fa sempre piacere ricevere libri in regalo, dal dono si riesce a capire quanto una persona mi conosce, quanto mi ha capita. il libro da regalare è una ricerca, un abbinare libro a persona, come si fa col vino sui cibi. non è facile ci vuol sapienza, pazienza e coraggio. diversi anni fa ho lavorato per un brevissimo periodo in una libreria del centro. un’esperienza tremenda, la capetta mi cassava se dicevo "salve" invece di buongiorno, se andavo a prender libri (che sapevo esser presenti) senza prima consultare il pc, mi ricordo di aver pulito solo vetrine in quel mese. me ne sono andata senza tanti pensieri. correvo il rischio di trasformare i libri in un obbligo occupazionale. la cosa che mi ha sempre stupito sono state le persone che cercavano libri da regalare "è una persona che legge molto e ha molto viaggiato". a chi si poteva pensare? a terzani si, ma anche a hitler, cosa si capisce da una descrizione così? ovviamente clienti di questo tipo non me li facevano gestire, per me c’erano le ed.economiche e le ultimissime uscite, ma solo quelle commerciali, che pare la capetta non potesse toccare per una stranissima forma di allergia. un pò la stessa che, ora, mi prende se son vicina agli immensi scaffali di moccia. era l’anno di marai, era appena uscito "le braci" e credo che in quel mese sia stato l’unico libro consigliato in quella libreria, indipendentemente dal tipo di persona a cui sarebbe stato donato, bastava che il richiedente fosse over 50, vestito distinto e senza alcuna cadenza friulana e immediatamente marai prendeva forma, come se lui e adelphi non potessero esser sfiorati da altri target. era anche l’anno di "via col vento in vaticano" con i carabinieri che arrivavano a SEQUESTRARE tutte le copie, la mia no, era già pagata e in borsa, libro che peraltro alla fine non ho mai letto. marai invece mi ha stregata, molto con " le braci" molto meno con altri. 

"le donne che leggono sono pericolose" primo capitolo. in sala a casa mia, per la prima volta entra un tizio, ci son già uscita qualche volta, entra e si piazza davanti alla libreria e dice "li hai letti tutti?" e io (la sventurata rispose) "si" e lui "perchè?".

com’è andata a finire la serata?

A. finto mal di testa tanto colossale quanto improvviso, bevuto camomilla per calmare i miei poveri nervi e mai più rivisto
B. rum a litri e folle notte di passione.. dopotutto non vuol dir niente
C. iniziandolo ai classici gli ho prestato il barone rampante

:D

grazie f.     

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20 thoughts on “dentro c’era questo libro

  1. perdita666: Solitamente più temi qualcosa e più sei pericoloso. La paura, così come l’amore, più tende all’estremo e più porta all’istinto. Chi è razionale è più prevedibile perché agisce in base a schemi logici. D.

  2. magari non centra niente ma mi viene in mente una frase da “il danno” film del 1992 ( con Jeremy Irons e Juliette Binoche)

    “chi ha subito un danno è più pericoloso, perchè sa di potergli sopravvivere”

    dd.

  3. Even, si puo’ essere imprevedibili anche senza avere paura.

    Chi balla il Tango, per esempio, sa benissimo che se esegui un passo con “paura” o ansia, questo verrà meccanico e banale nella migliore delle ipotesi.

    Chi lo esegue con tranquillità, senza paura, spesso riesce ad improvvisare ed a slegare la propria fantasia al meglio, senza per questo essere “razionale o prevedibile”…

    In generale, secondo me, sarebbe meglio (se possibile) non aver paura, perchè questa scatena fin troppo spesso comportamenti aggressivi, ovvero il peggio del nostro istinto…

    Ma come si fa a non aver mai paura ? ;-)

  4. non si può non aver paura, come non si può mai sapere tutto, come non si è mai al sicuro dal pericolo più o meno reale. la paura c’è. è necessaria, sennon utile, a rimettere in ordine le cose. a darci limiti, a dirci che non siamo infallibili ed eterne, anche se siamo molto pericolose.

    la paura nel tango fa parte del gioco, a me capita di averla fra braccia sconosciute.. che potrebbero chiedermi quello che non so dare. ma questa più che paura è ansia da prestazione..

    dd.

  5. Infatti. L’ansia da prestazione è altra cosa, sebbene possa esserci anche paura a supporto. Ma ancora non si applica al mio concetto. Anzitutto chi balla il tango con disinvoltura lo fa’ perché ne è capace. Il che significa che ha acquisito la tecnica di ballo… non balla a caso. No? Si improvvisa una coreografia, non la tecnica di ballo. Non il passo. Altrimenti si crea un ballo che non è tango. Questo è il punto. Il pericolo nel caso del tango è proprio improvvisare il passo e quindi ballare qualcosa di diverso da quello che si dovrebbe. Questo intendo. D.

  6. Dida,
    secondo me la paura nel tango “fa parte del gioco” solo all’inizio, nei primi anni di sofferenza e apprendimento.

    Poi subentra la fase dell’abbandono e/o della fantasia, quelli veri, quello senza paura..

    La paura implica tensione e raramente è un sentimento che giova. Nella tranquillità e sicurezza dei nostri mezzi troviamo le condizioni migliori per improvvisare nel senso buono, nel senso di dare libero spazio alla fantasia e all’istinto – un istinto che non risente dell’aggressività che è una conseguenza quasi inevitabile della paura.

    In generale cio’ che volevo dire è che sarebbe preferibile non aver paura, ma che non sempre cio’ è possibile :-)

  7. Io credo che le donne intelligenti siano pericolose. Nel senso che sono vissute come un pericolo dalgi altri. E credo che no, non tutte le donne che leggono sono davvero pericolose. Per gli altri intendo.

    Ho difficoltà a parlare di letture.
    Sono la persona sbagliata per parlare di libri. Lessi troppo e per troppo tempo e divenni un pericololo per me stessa. Fino a quando non decisi di riequilibrare le cose.
    Quando ho aperto Oz, il mio blog, due anni e mezzo orsono dichiarai
    Ho scacciato i libri dal mio Regno.

    Una specie di guerra fredda.
    Spesso incitai il “mio” lettore a parlarmi di un un libro-fregatura (uno dei miei tanti è proprio “Braci” di Marai) o peggio lo istigai a fare
    fare outing a dichiarare pubblicamente quale grande classico non si è riusciti a leggere (io mi sono scaccolata sull’Ulisse di Joyce)

    Insomma, lo so, dovrei stare zitta.
    Sono una donna che legge poco e straparla. E strascrive (scrissi persino un “Galateo del libro” nella mia prima intesa vita di lettrice)
    Oggi so che prima di fare piazzare un tizio davanti alla mia libreria.. mi premuro di sapere se ne ha una. Ma ora che ci penso la mia l’ho eliminata e ai tizi con cui esco non chiedo più di libri, per regolamento.

    ;-)

  8. quando passa farolit, son sempre contenta. so che è una zia anche lei, e fra zie ci si ritrova. ma forse non è il chiamarsi zie, la cosa bella è provocare un sorrisino di intuita condivisione, di complicità, seppur così lontane e mai viste quando ci leggiamo (ho la presunzione di provocarglielo!). anche qui l’ascolto attentamente, avevo già letto sul suo blog http://www.farolit.splinder.com di ulisse e dei libri. forse ha ragione lei, son le donne intelligenti quelle pericolose, ma non si può dire, sarebbe autocelebrazione e non tutti (com’è giusto) sarebbero concordi… dopotutto il blog è maschio, ma non maschiomaschio. non posso immaginare di smettere di leggere, e chissà lei come ha fatto.. persona rara la farola. curiosità..

    dd.

  9. non si finisce mai di scoprire :) …a parte questo, mi fa’ sorridere la distinzione tra uomo e donna, ma ammetto che si fà spesso e, con rammarico, garantisco che la sento proporre più spesso dalle donne che dagli uomini.A volte per una necessità di farsi compatire, a volte per una necessità di elevarsi al di sopra, a volte per una semplice denuncia. Sulla pericolosità dell’individuo non credo ci siano differenze di genere. Ci sono differenze individuali, che dipendono non tanto da chi si rende pericoloso, quanto da chi subisce il pericolo. D.

  10. @ evenil:
    “mi fa’ sorridere la distinzione tra uomo e donna, ma ammetto che si fà spesso e, con rammarico, garantisco che la sento proporre più spesso dalle donne che dagli uomini.” forse perchè a noi piace sottolineare una diversità che cominque esiste e che a me non dispiace proprio.. si va poi a cercare quello diverso da noi! o no??
    “A volte per una necessità di farsi compatire, a volte per una necessità di elevarsi al di sopra, a volte per una semplice denuncia.” a volte anche solo per un dato di fatto evidente ;)
    “Sulla pericolosità dell’individuo non credo ci siano differenze di genere. Ci sono differenze individuali, che dipendono non tanto da chi si rende pericoloso, quanto da chi subisce il pericolo.” VERISSIMO.. COME SUPERMAN.. OGNUNO HA LA SUA CRISPTONITE… CHE MAGARI SI CHIAMA IN ALTRI NOMI.. MA IL CONCETTO NON CAMBIA. SIAMO TUTTI PERICOLOSI PER QUALCUNALTRO!

    bravo D.!

    dd.

  11. è incredibile come quando si parla di librio io resti stregata….
    se venissi a casa tua credo che resterei giornata attaccata alla tua libreria.

    il titolo del libro che ti è stato donato è incredibilmente interessante, qualc’è l’autore?

    se non ti infastidisce ti linko.
    Ines

  12. non è femmina e neppure maschio, la paura è… umana(?), meglio, direi… animale(?)
    nelle sue diverse sfumature – apprensione, incertezza, perplessità – la paura è però anche ciò che amplifica le emozioni che proviamo rendendole… piacevolmente intense(?)

    ma… come sempre cito:

    [La paura è la via per il lato oscuro, la paura conduce all’ira, l’ira all’odio, l’odio conduce alla sofferenza.] [Star Wars]

    ps: in una parola, una domanda – perche? – il “fuoco” e nello stesso tempo il “gelo” del tuo post, semplicemente meraviglioso…

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