da philip roth “pastorale americana”

“eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l’intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri? devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che ogni giorno noi mutiliamo con la nostra ignoranza? Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe di dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. ma se ci riuscite.. beh, siete fortunati.”

philip roth “pastorale americana”

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10 thoughts on “da philip roth “pastorale americana”

  1. minchia, parole sante… ma difficili d’applicare, certe gite d’ordinaria miseria non sono così poi godibili, neanche per chi ha il gusto degli ologrammi.
    son periodi difficili questi, in cui sbagliare (= essere vivi) fa male due volte perchè spesso, troppo spesso, non valeva la pena sbagliare. e ora vado… corro… chiudo la porta della mi stanza insonorizzata, il Gattopardo mi aspetta a letto… una libridine che non provavo da tempo! Com’è vero che sono una (pericolosa!) donna che legge!
    ;-)
    ;-)

  2. minchia, parole sante… ma difficili d’applicare, certe gite d’ordinaria miseria non sono così poi godibili, neanche per chi ha il gusto degli ologrammi.
    son periodi difficili questi, in cui sbagliare (= essere vivi) fa male due volte perchè spesso, troppo spesso, non valeva la pena sbagliare. e ora vado… corro… chiudo la porta della mi stanza insonorizzata, il Gattopardo mi aspetta a letto… una libridine che non provavo da tempo! Com’è vero che sono una (pericolosa!) donna che legge!
    ;-)
    ;-)

  3. roth non è facile e non è per tutti. va letto avendo il coraggio di trovare verit scomode, che lette danno ancora più fastidio. mi ritrovo in quello che scrive, mi fa pensare così forte che ho paura mi sanguini il naso a volte. e non capita mai per caso che mi schianti in un mio pensiero che lui ha scritto in maniera essenziale fredda e glaciale. godersi semplicemente la gita vuole dire togliere i paletti? mi dicono che si mettono e si tolgono a piacimento. ma ci si accontenta di una gita? se ci riuscite.. beh siete fortunati.

    dd.

  4. roth non è facile e non è per tutti. va letto avendo il coraggio di trovare verit scomode, che lette danno ancora più fastidio. mi ritrovo in quello che scrive, mi fa pensare così forte che ho paura mi sanguini il naso a volte. e non capita mai per caso che mi schianti in un mio pensiero che lui ha scritto in maniera essenziale fredda e glaciale. godersi semplicemente la gita vuole dire togliere i paletti? mi dicono che si mettono e si tolgono a piacimento. ma ci si accontenta di una gita? se ci riuscite.. beh siete fortunati.

    dd.

  5. Beh quando dice “siete fortunati” ha ragione … alla fine tutte le sue teorie non lo salvano …. perchè alla fine è una questione di indole di riuscire ad accettare la gita.
    L’indole è una questione di fortuna.

  6. Beh quando dice “siete fortunati” ha ragione … alla fine tutte le sue teorie non lo salvano …. perchè alla fine è una questione di indole di riuscire ad accettare la gita.
    L’indole è una questione di fortuna.

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