TANGO LAB 2007

le scarpe di pilar_1_1

Ballata. Bene, benissimo, male, tremendamente, con cognizione di causa, per noia, per far allenamento, per obbligo, per farmi contenta, perché così mi hanno tolto un muso che sembrava eterno, col cuore, per mandare via la crisi nera, con le gambe, senza nessun tempo sentito, volendo ballare con un’idea, perché si doveva, per sentire il mio tempo, perché è bello abbracciarmi, perché la tigre chiedeva pugliese e pugliese si balla, non si sente. Pugliese che non si è fatto pregare e non mi fatta dormire bene, mi ha scossa agitata, tormentata, lasciata senza fiato. Mi hanno ballata. non tutti, non tanti. il rumore del tacco in accelerazione sul pavimento, il graffio che mi son fatta col tacco in un voleo così così, vicino al tatuaggio sulla caviglia destra, era una sezione di cerchio che mi ha bruciato un pò, fiatoni e sospiri, piedi sporchi e indolenziti, fondersi con qualcuno alzare gli occhi e non sapere se dire grazie o no, perchè magari non sta bene o sembra piaggeria. e poi ieri sera, alla fine sono rientrata. Cena fuori in giardino al caldo, un vento caldo che sa quasi di deserto, il grechetto ghiacciato passato in barrique preso a todi su due pizze mangiate con le mani. Di proposito non ho messo note a ricoprire parole, dopo una settimana di tango, anche al silenzio sentivo dentro la musica, e i vals si sono lasciati sostituire dal tango e da milongas estreme battute coi tacchi che hanno scaricato cambi peso e i piedi sotto al tavolo andavano. Così come andavano in autogrill, ipnotizzata di fronte al banco frigo da quelle cose che si trovano solo li, col peso scaricato per terra e la gamba destra col bacino fermo a far cerchi irrisolti tra turisti giapponesi.

TANGO LAB primo master italiano di tango 9-15 luglio 2007 monte castello di vibio (todi)

Circa 30 coppie a pendere dalle labbra di maestri solo italiani: alberto colombo & alessandra rizzotti, germano scaperotta & anna contessa, (contessa in rivolta perfetta miscela di gusto eleganza e femminilità espressa naturalmente a livelli esponenziali!) da milano; alex cantarelli & mimma mercurio da roma; fabio michelini & maki mori (avatar che mi fa sorridere se la penso come una lucy liu tanguera versione kill bill!) da trento-milano; gli irrefrenabili irresistibili impareggiabili inimitabili e in odor di santità (tanto che quando ballano loro l’aria si riempie di inspiegabili fragranze di fiori spontanei!) michele usoni & mara maranzana da udine; sergio chiaverini & Francesca brandi da Genova. ogni coppia di maestri con la propria corte di fan assatanati! Giornate piene, di tango a tutte le ore. Mattina: lenta e tarda colazione e un’ora e mezza di tecnica. Pranzo e libertà per qualche ora con possibilità di far practica libera in qualsiasi momento. Dalle 5 practica guidata e dalle 6 alle 7 mezza/otto altra lezione. Cena e milonga fino ad esaurimento scorte. il tutto per quasi una settimana. il sabato lezione staffetta da 30 min a coppia (di maestri) con noi sempre divisi su tre livelli. le percezioni che seguono sono mie e personalissime, qui mi sembra il caso di sottolinearlo visto che  loro sono i maestri e io ballo solo da un anno e mezzo. nella loro singolarità si sono fusi magnificamente a livello didattico e di personalità tanguera, hanno dato tutto quello che la situazione richiedeva e se c’è stato qualcosa che li ha irritati, preoccupati o semplicemente stonati, non l’ho minimamente percepito. i primi due giorni non sono stati facili, ho pensato addirittura di mollare e tornarmene a casa trascinata da un umore devastante. il ballerino che mi è stato assegnato non era troppo affine a me, per diversa concezione del corpo, del tango, della musica e perchè per quanto io sia dilettante lui lo è ancora di più e ho la convinzione che avere un ballerino appena un pò più bravo faccia fare senza dubbio più progressi. senza far finta di far finta di niente non c’è stata nessuna comunione d’intenti, cosa ampiamente ricambiata visto che quando mi metto a fare la stronza non mi risparmio e probabilmente esagero. ma per come intendo il farmi ballare (anche a lezione) uno che mi ripete nell’orecchio un due tre quattro cinque sei e un due tre quattro cinque sei, o anche l’isolare in maniera definitiva una sequenza senza che sia integrata con nulla, mi spiace ma difficilmente condivido. nel tango non ci metto numeri o sequenze di fibonacci. certo si potrebbe dire "bè ma tu mica sei la principessa di tutti i tanghi?" si vero verissimo, ma ribatto: in una situazione come quella che si è creata in questa settimana avere una persona più affine a me, mi avrebbe dato sicuramente modo di apprendere e assorbire di più.
 le lezioni di tecnica sono state assolute e utilissime proprio perchè gestite a livello di singola persona: gestione corporea, intimità con le proprie emozioni e padronanza fisica dei movimenti. lezioni serali di tango a rotazione per ciascun livello, le varie coppie di maestri si sono alternate. la percezione del tango sulle 24 ore per una settimana è stata molto piacevole e non mi ha annoiata minimamente, non arrivo mai a tanto in condizioni normali, trovarsi a monopolizzare un’intera stuttura e anche un pò il borgo (all’alimentari minuscolo ogni giorno: "come va col tango?") che ci ha ospitati con tacchi da 9 e musica sempre e ovunque ha unito delle persone che altrimenti non si sarebbero nemmeno sfiorate. peccato che i regionalismi non siano stati scalfiti più di tanto, ci son stati quelli di udine quelli di roma quelli di milano e quelli di genova con i nostri ego in continua irrefrenabile ascesa! tango fa una bella rima con ego! mi ha fatto ridere questa battuta, visto che anche l’ironia era, ovvio, tanguera: che differenza c’è fra dio e un tanguero? dio sa di non essere un tanguero! e giù grasse risate. come spesso accade sono i dettagli a fare la differenza (come qualcuno mi fa notare spesso), quelli piccoli, quelli che credo di vedere solo io, ma non è così purtroppo, non sono poi così tanto speciale (questa è una battuta! lo so benissimo che sono SPECIALE!). sono stata bene, un pò ho tormentato ma ci sta, non sarei stata io altrimenti. mi son piaciuti i maestri tutti, ho curiosato fra i vestiti da tango che si esibivano ogni giorno nelle sale, fra i tacchi delle scarpe, un paio di comme il faut col tacco scollato son rimaste sotto una sedia per 4 giorni. mi son piaciute le strane coppie del tango, i giovani passi (solo a livello anagrafico) che mi hanno accolta piacevolmente fra loro, come una zia zitella o una sorella maggiore (come dicono carinamente loro!) la sera per una mezz’ora di chiacchiericcio fitto fitto di commenti e musica, al mattino in un risveglio pieno si silenzi stiracchiamenti e sms da evadere. mi son piaciute le scarpe prese per i tacchi e le ballerine scalze su e giù per le scale. mi son piaciuti i miei piedi che hanno fatto il loro mestiere senza lamentarsi, neanche su ferite da tango che hanno insanguinato come al solito la scarpa e la zoccola. piedi che ho fatto diventare neri camminando in discesa per le strade di todi coi sandali in mano sentendomi tremendamente una turista americana che va a spasso per borghi medievali coi tacchi alti a prendersi delle sbronze felici di grechetto con quasi 40 gradi nell’aria. piedi sporchi e freddi per aver ballato di sera su un prato in un evento di decompressione da tango, coi sandali rossi abbandonati da qualche parte, una playlist pefetta (di alex): dal tango delle capinere assassinato con michele in gran spolvero, agli afterhours con un corpo che ha obbedito sincronicamente solo alla musica e paolo conte ballato con gli occhi ad un cielo umbro buio e stellato. sfide accettate magari solo per gioco, per strafottenza, per dire che se si gioca si punta alto, altrimenti non si gioca affatto. sorrido: il tanguero è tecnologico.. ipod, chiavette, pc e mac, cavetti, memory card con buona pace di gardel.

per ora chiudo, integrerò sicuramente.

la foto: pilar e le sue scarpe alla fine della lezione.

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13 thoughts on “TANGO LAB 2007

  1. 1) Nn avrei MAI voluto essere nei panni del tuo compagno tangueiro:-)
    2) E’ vero, TU SEI SPECIALE
    3) E’ MOLTO VERO che quando vuoi sai essere stronza in modo…molto speciale ;-)
    4) Questo post mi fa venire in mente Hemingway che beve mojito, nn so manco il perchè
    5) Penso che il TANGO nn potrebbe + fare a meno di te!
    Paolo

  2. @lent e @ladymorgana78: immagino che un ringraziamento a nome di pilar sia d’obbligo! :)

    @paolo: potresti anche curarmi il marketing.. ;) grazie. bacio

    @ziafarola: si un pò alla volta si diventa grandi, coi piedi sporchi, che se son stati sporcati per giusta causa son fascinosi e irresistibili e le scarpe spesso rosse, ma non sempre.. si sa la scarpa e la zoccola potrebbero offendersi!

    dd.

  3. Chissà perchè il destino si presenta all’appello con gli effetti sonori tipici di un fantasma in un castello scozzese???
    Eppure lo invochiamo di continuo e lo temiamo quando finalmente si decide a venirci incontro……

    p.s.=belle scarpe…..anche io ne ho un paio simile:)

  4. Sei frammenti[..] 1) "Non so, forse sarò anomala io. Ma sta di fatto che nel mio codice intellettuale e morale, per un laico, vuol dire esattamente questo. Vuol dire sforzarsi di farli crescere serenamente equidistanti da tutti i condizionamenti religi [..]

  5. Ciao,
    sono l'”Alex” che ricordi in vesti IbizaDj. Sono capitato sul tuo blog per una segnalazione. Mi piace molto come racconti.

    Anche per me il Lab è stata un’esperienza molto intrigante. A settembre verificheremo tra noi come proseguire. Io sollecito, mi sembra di capire sia gradito.

    Saluti !

    Alex

  6. Ah !
    Dimenticavo !
    Fai un salto nel mio blog, se non sei già in ammollo a Lignano…

    segui il link da meditango.com

    Ciao !
    A.

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