l’orto dei jazz-emani

trombaesiste una guida (di un’edizione non turistica) con piantina allegata per l’orto dei jazz-emani?

dd.

immagine da http://www.midisegni.it/disegni/vari/tromba.gif

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6 thoughts on “l’orto dei jazz-emani

  1. Si, è probabile che sia così il jazz, o altro ancora. E’ probabile che sia, per chi lo suona, un modo di lasciarsi trascinare aggrappandosi alle note che formano la sequenza per vedere dove si riesce ad arrivare quando non ci sono regole.
    Il jazz è anche la cultura dell’indomabile, l’intelligenza che trova nel caos la regola diversa.
    Vienimi a trovare ogni tanto se ti va.
    Ciao.

  2. Consiglio bill evans con scott la farro al contrabbasso pero’ porto nel cuore una delle ultime esibizioni di petrucciani con steve gadd e miliardi di altre note e musicisti, pastorius…e diciamocelo mingus…ci sono anime nere e anime vere e anime nere vere, la sublimazione della musica…ma il nero quando dilaga ti avvinghia il ritmo e’ la mia linfa vitale le corde del basso i miei capillari si corre si ascolta e si lasciano tracce ci si nutre e molto spesso si scrivono dei commenti del menga come questo…ma e’ soltanto un dettaglio…la musica e’ un torrente nel quale nuotare bere e sentirsi liberi solleticati dai righi di uno spartito… un salutone

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