com’è complice svuotar bicchieri in città complici!

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Quando alle cinque e mezza di un pomeriggio grigio e umido mi vedo arrivare il primo margarita della serata, con tutto il suo ornamento di sale cristallizzato sul limone, con gli occhi che lasciano andare le pupille lungo il fiume ma col guinzaglio a 50 cm, la prima cosa che mi capita di fare è alzare il bicchiere in onore del tipo che passa con la barchetta e pacificamente si rolla una canna. Con tutta l’allegria di esser stato beccato e difficilmente punito per qualcosa che non s’ha da fare, il biondo guardandomi neglio occhi, alzando leggermente il prodotto ancora non finito fra le due mani, fa spallucce come a dire che di diverso non poteva far nient’altro in quel momento. Proprio come me, altro non potevo fare che bermi con tutto lo charme che la situazione richiedeva, un margarita perfetto e nemmeno tanto all’acqua di rose, come sulle prime poteva sembrare. Se poi ho dovuto far spazio (sul tavolino di teak sbiadito) ad un negroni -da campionato mondiale dei negroni- è stato solo per avere un’abbinata cromatica al sole che andava via, anche se era poco. Guardando oltre e ascoltando con attenti occhi quello che sentivo, mi son solleticata papille gustative mai andate in vacanza, con ciliegine candite e annegate solo dopo sofferenze atroci, prima nell’amaretto e poi nel negroni da premio, di cui sopra. ghiaccio fresco pulito e a forma di dado perfetto, con spigoli acuti e smussati solo da un passaggio nella mia bocca. 
Farsi portare e sfiorare una città, non violarla, non occuparla, non violentarsi per sventrare un posto, perché un po’ già vista conosciuta piaciuta da subito, usata, se si può dir di usare una città, solo per furiose scorribande tanguere. Qui nessun tango, almeno non ballato. Una musica che era più forte averla dentro piuttosto che sentirla arrivare da situazioni non mie, staccarsi dalla città con l’ipod steso (pure lui) su una panchina, panchina che mi ha tranciato la schiena a metà, in bilico pericoloso su sampietrini in vena di equilibrismi.

cin cin! 

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13 thoughts on “com’è complice svuotar bicchieri in città complici!

  1. Hehe… anche per me che so dov’eri rimangono comunque dubbi in ordine sparso. Al di là della mia curiosità
    urge riunione tanghiche, ci sono novità dal fronte!
    ^^ a presto bella
    Fra

  2. Meravigliosa dd. ! Meravigliosa!
    Meravigliosa descrizione di un sentimento ad alta gradazione che odora di fiume e tequila
    Tu sai.
    E Io so che tu sai
    Io so che tu sai che margarita e negroni non son per tutti
    Io so che tu sai che “margarita e negroni” non è da tutti! ;)
    Io so che tu sai che io so che tu della setta sai ascoltare con gli occhi
    Io so che tu sai che io so che non è Parigi anche se è una città dell’amore
    Io so che tu sai che Philip Roth è un gran scrittore
    Io so che tu sai che La Cura ha un testo che commuove
    Io so che tu sai che Il Postino ha catturato il rumore delle “onde piccole”
    Io so che tu sai che “Ne me quitte pas” odora di lacrime e brioches
    Io so che tu sai che Guernica non è solo un quadro
    Io so che tu sai che Kind of Blue non è solo un disco
    Io so che tu sai che è l’ideale per far l’amore
    Io so che tu sai che se non è tempo di far l’amore allora si può anche scopare.
    Ma senza Kind of Blue
    Io so che tu sai che ogni uomo/donna possono essere artisti e la vita è opera d’arte
    Io so che tu sai che le parole hanno un senso. Eccome se lo sai!
    Io so che tu sai che la vita è una ricetta : dipende dalla qualità degli ingredienti e dalle dosi
    Io so che tu sai che la vita sa essere meravigliosa
    Io so che tu sai che qualcuno disse che “quando piove le strade si bagnano”
    Io so che tu sai che la morte fa parte della vita
    Io so che tu sai che io so che EVERYMAN è un gran libro
    Io so che tu sai che a pagina 81 c’è una setta formata da due persone
    Io so che tu sai che anche noi siamo una setta in due
    Io so che tu sai
    Ora so che tu sai
    E questo può bastare

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