quando le tanghiche si mettono a nudo

vuittone non lo dico così per dire ma proprio nel significato letterale della parola. iggnude come mammà c’ha fatte. tanghiche, sieta la cosa più bella che il tango mi ha regalato, dopo le comme il faut! capita che passa il compleanno di una tanghica con un paio di zapatos de baile che arriveranno dall’argentina e ne arriva un altro di compleanno tanghico.. geniale idea ci coccoliamo tutte tre e ci facciamo, non solo regalia per il genetliaco, ma regalo totalissimo al grido di come siamo principesse, come ci vogliamo bene! partiamo dalla giornata che non è tersa, non è calda è anche ventosa e parcheggio non ce n’è. entriamo in una porta che sembra ritagliata in un palazzo nemmeno tanto apposto. dicono che sia uno dei migliori ristoranti di trieste. ci prendono le giacche e ci fanno accomodare. posto piccolo, a me scappa la pipì e c’è solo una coppia seduta a pranzo. freddino, non prendiamo il vino, un maschiomaschio con accento per niente triestino ma forse un finto toscano si scusa per la mise e torna un momento dopo con la giubba nera da cucina che sembra un cosacco e mi accorgo, con un fatale sale e pepe fra i capelli. non porta menù, qualche battutina che ci fa snocciolare qualche sorrisino di circostanza e poi inizia. "qua si mangia solo pesce" -essaicheproblema- decidiamo per un tesoretto con riso gamberi porcini e speck. gli antipasti li sceglie lui. quasi a mani giunte ringrazia e si rintana in cucina. e le mani giunte, da quel momento, le mettiamo noi e ringraziamo ogni volta che arrivano i piatti. inizia la sfilata -preparatevi- comodi e prendete appunti. presentati come si conviene: quenelle di dentice mantecato (su crostini caldi), terrina di branzino con riduzione di aceto balsamico e pepe, filetto di sgombro al vapore con salsa di maionese aneto e cognac. questi erano solo gli antipasti freddi, assoluto lo sgombro anche se per una tanghica era troppo forte la maionese (però si sa che le tanghiche fan punte ai cazzi di mestiere). stufato di pesce spada e lenticchie e trancio di baccalà in fonduta di fontina passato al grill. quello che doveva essere il piatto forte, dopo quest’apoteosi di antipasti, non lo è stato più. cucina estrosa e gustosa e non difficilmente riproducibile nella cucina di casa -(prossimamente ricettina per uno sformatino di branzino su questi schermi). ambiente piccolo, intimo che forse rende meglio di sera per cenino a lume di candela. al centro un tavolo con grappe e distillati. lista dei vini non guardati nemmeno perchè dovevamo solo sbocconcellare qualcosa e proseguire con la nostra giornata salutista. uscendo -dopo un conto davvero equo- penso che la porta, a ben guardare, col senno di poi potrebbe essere quella di alice nel paese delle meraviglie. nemmeno a dirlo cercate a trieste vicino a piazza garibaldi la bottega di trimalcione via della guardia 15/b.

proseguiamo. direzione portorose, slovenia. cazziando una tanghica per un coso sloveno e l’altra per coso nordico (espatriato). [avete mai notato come i maschi con cui le nostre amichette hanno screzi vengono subito privati del nome di battesimo? vengono depersonalizzati. potrebbe essere la migliore persona del mondo e noi 9 su 10 non li conosciamo per nulla, ma hanno subito il loro bel nomino denigratorio, sempre con simpatia tanghica per carità!!!] vento. arriviamo tenendo sulla destra il mare. obiettivo terme. un’oretta di piscina con tre vasche a temperature diverse e idromassaggio godurioso e poi terme purificanti. e qui le tanghiche si son messe a nudo con tanto di tatuaggi evidenti, cingilombi, lenti a contatto che "spallinano", libri non letti abbandonati su un lettino che prima era anonimo. già le terme son una cosa goduriosa, queste sono una meraviglia. grandi, pulite, varie, tisane calde a disposizione, docce pronte e non moltissima gente. tepidarium, bagno turco, saune finlandesi, secchiate d’acqua ghiacciata all’uscita, micro vasche per riattivare la circolazione e percorsi su sassi di varie dimensioni. peeling con il sale da provare! dulcis in fundo, ma ero già un budinetto molle alla fragola, massaggio. seguo la signorina, che a stazza si poteva chiamare inga la vighinga, mi indica il lettino da massaggio e dice "metti tua faccia in buco". 

mi sembra di non dover aggiungere null’altro.

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6 thoughts on “quando le tanghiche si mettono a nudo

  1. Il “metti tua faccia in buco” non l’avevi detto!! ahahhahaha!!
    comunque e’ vero … le tanghiche sono la piu’ bella cosa che il tango potesse creare dopo le comme il faut!! come darti torto!!

    saluti da una scarpa e la zoccola olandese! ;)

  2. “le tanghiche fan punte ai cazzi di mestiere” AHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAH… ma te non facevi la maestra di piccoli nani, detti anche bambini delle elementari? ;)

    D.

  3. Magnifica!
    Ora ti riconosco, DIDA, ti riconosco … Principessa …

    Sai come farli morire anche senza catene.

    e non badare … perchè …
    La bave du crapaud n’atteint pas la blanche colombe!

    Aspetto la tua ricetta ;-)

    f.

  4. @zoccolaccia olandese… comme il faut!!!!!!! :)

    @ulisse: ecco fatto grazie della segnalazione! anche tu a far punte però… ti vien bene! ;)

    @evenevil: sisi son maestra ma tanghica inside!

    @ferlinghetti: torno. torno sempre.

    dd.

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