le chioche vajote

ieri  notte sbronza leggendaria. epocale. con pianto a dirotto. nelle varie tappe in giro per casa bivaccando piagnucolante, incontro uno spigolo che mi si schianta nel mignolino sinistro del piede. dopo l’urlo di dolore, il pianto se prima non aveva motivo ora è motivato e giustificato. memore del ditone di rosi e in piano delirio alcoolico penso che mai più potrò mettere le mie mille scarpe col tacco -lo giuro è stato il primo pensiero, per quello piangevo forte-, mai più ballerò, mai più comme il faut e mai più piedini bellissimi. lascio traccia sanguinolenta nel corridoio e macchie di sangue nel bagno, entrassero i ris penserebbero di esser a garlasco. dopo: doccia, consistenti perdite ematiche e dolore inumano al mignolino che non accenna a placarsi minimamente ma che anzi continua a pulsare, riesco ad addormentarmi, sempre piagnucolando rumorosamente. dopo qualche ora mi sveglio. mi sveglio malone. devo lottare contro tutte le sensazioni fisiche per bere anche solo acqua e riuscire a stare in piedi. difficile impresa. e a mezzogiorno devo esser da mia madre. i programmi dettati da mia sorella sono: "ci si trova a mezzogiorno ci si beve tre bicchieri e così si può sopportare la giornata col parentado -seppur limitatissimo-". bene. ma non sono in grado di bere acqua e solo il pensiero di avvicinarmi ad una bottiglia di vino mi fa stare anche peggio, se possibile. arrivo a casa con: la quiche fatta il giorno prima, il mignolino inciabattato in una stilosa brillantinata babouche marocchina e quasi mezz’ora di ritardo. nessuno protesta perchè devo esser in evidenti stati pietosi, mia sorella -vista l’emergenza- suggerisce di farsi aiutare dallo zio peie farmacista. chiamo: "peie son dida, ha detto eva se mi puoi portare il tuo metodo antisbronza". dieci minuti dopo mentre tutti si siedono ai posti a tavola (già decisi in precedenza per il quieto vivere , insieme al divieto di parlare di politica esplicitato diverse volte) peie mi porta in cucina e mette sul tavolo una busta della feltrinelli. lui da una parte del tavolo con una mano nella busta, io dall’altra quasi sdraiata sulla stufa a legna. mi chiede i sintomi. ecco i sintomi glieli dico. lo zio peie traffica, mi da due bustine e ordina: "sciogli in acqua e butta giù, e visto che ci siamo prendi anche queste -mette 8 gocce di en-". provo a protestare ma non c’è verso "sono io il farmacista e tu stai male". è un dato di fatto. scaraffo la bevanda in bocca. lo zio peie con un blister di pasticche in mano "adesso mastica questa piano piano e via, hai fatto? adesso questa la sciogli in bocca, fra 15 minuti ti passa". e passano i 15 minuti promessi. riesco anche a mangiare qualcosa. non bevo ovviamente nulla di diverso dall’acqua e son eccezionalmente rilassata e calma. l’en (preso per la prima volta) mi da una calma talmente soffice da pensare che sia stato proprio quello a far del natale una giornata non solo sopportabile, ma perfino divertente. ecco la mia ricetta per il buon natale un cocktail legale da farmacia: due buste di peridon, due compresse masticabili gadral e 8 goccine di en. alla fine ho anche lavato gran parte dei piatti, tra lo stupore e la meraviglia di tutti gli astanti -per credo religioso IO non posso lavare piatti o far faccende domestiche- , senza mai togliermi il mio sorprendente braccialetto nuovo.

buon natale tesori belli

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9 thoughts on “le chioche vajote

  1. Da farmacodipendente (quale mi accusa di essere una comune amica) mi annoto immediatamente il magico intruglio alchemico. Anche io ho raggiunto con difficoltà la branda ieri sera, ma devo dire che il sonno mi ha rigenerato e un’altra sbronza natalizia, non me l’ha tolta nessuno.
    J

  2. Madonna Dida,
    i vostri sintomi post sbornia sono un nostro perenne dejà vue.
    Di grazia potreste tradurre per un dutch man il titolo di questo post (le chioche vajote).
    vi salutiamo con un inchino, ma ci appoggiamo al tavolo per non cadere.

  3. ”per credo religioso IO non posso lavare piatti o far faccende domestiche” … ahahah… bellissima.. mi sembra di sentire il mio ragazzo. passa a trovarmi.. un bacino :)

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