dove mangiano le principesse

finalmente l’ho trovato. piccolo, discreto, inaspettato, nascosto, nascosto bene, non per tutti e tremedamente chic! ho trovato dove andare a festeggiare qualcosa o a far pace con qualcuno, ho trovato dove andare a trattarsi bene con tutta la calma e il tempo che il trattarsi bene ci richiede. non vorrei nemmeno scrivere dov’è questo rifugio per paura di inflazionarlo (anche se non ho un milione di lettori). al BIBENDUM a orzano di remanzacco (ud) ci si trova coccolati, ma solo dopo un pò, perchè appena arrivati, se non conoscono le vostre faccette, quelli che poi vi coccoleranno, vi guarderanno un pò male. ma dura pochissimo, giuro, il tempo di confermare una prenotazione e tutto passa. se vi fermate con lo sguardo sulla facciata del locale, girerete i tacchi e andrete in qualche posto che conoscete da un pò sul quale tristemente ripiegherete, magari per una pizza. se invece vi fidate del consiglio della zia principessa o principessa regina (come ci chiamano dalle parti di frisco) sarete felicemente soddisfatti. tavoli tondi, tutti. variamente composti. anche qui con tante di quelle piccole cose di orrido gusto  che tanto piacciono a me e a gozzano (ma non a quelli di un ristorantino di qualche post fa.. che mi ha bacchettato le dita!). non ci sono tovaglie sgualcite o bucate, non ci sono camerieri finti inopportuni e troppo sorridenti. in sala il brusio delle voci sovrasta la musica che fa da sfondo e che modificherei.. magari solo arie d’opera o un jazz dolce e non violento o lussurioso. il personale è ridotto ai minimi termini: il commissario leoni di vivere (o il suo gemello) che ne sa di vini e suggerisce accostamenti solo se richiesti (noi non li abbiamo richiesti e lui non ha suggerito) e un porta-vivande vivente munito di mega vassoio in perenne equilibrio fra teste sfiorate e spigoli schivati. il pane è monoporzione di auto-produzione e di diversi tipi tutti differenti, ma sempre caldo (cambiato cestinetto senza richiesta). menù discreti non appariscenti e deliziosa attenzione, i prezzi solo sul menù maschio, sul mio nessun numero rilevato. lista dei vini non esagerata ma buona. non avevano venica & venica, prendiamo un cabernet franc russiz superiore 2004. antipasti: petto di faraona su letto di porcini con fois gras e una punta di un blu formaggioso di cui non ricordo il nome: estatico. ma l’attesa non è breve: la cucina vuol salutarci e darci il benvenuto con un pre-antipasto semplicemente delizioso e invitante per la mise en plat. i primi arrivano con molta calma, intanto ci si guarda in giro, ci si fa qualche coccolina soft sotto la lunghissima tovaglia che arriva fin per terra e si beve il vino che indiscutibilmente è il terzo commensale al tavolo. arriva l’equilibrista porta-vivande vivente presentandoci maccheroncini trafilati con broccoletti e solenne grattata di montasio e tortelli all’oca al burro e salvia, alcuni dei quali cotti nel vin brulè. tanto delicati i primi quanto inaspettati i secondi. incuriositi dal “brovadar” tipica zuppa friulana mai assaggiata prima decidiamo per il terzo primo che non lascia i palati soddisfatti, vista la concorrenza di chi l’ha preceduto. nessun secondo, solamente per gustarci il dolce. nel frattempo, sarà stato il vino, sarà stata l’atmosfera così calda, il momento di pace che ho vissuto o il friulano mescolato al francese del commissario leoni, mi appoggio allo schienale della sedia e tutto diventa ovattato, quasi mi serve un caffè. a sventare il colpo di sonno ci pensa il porta-vivande che con abile e controllato equilibrismo ci presenta il pre-dessert: un assoluto tris di lussuria resa dolce. muosse di ricotta e pistacchio, crema alla vaniglia e sciroppo mou, creme brulè alla nocciola. estasiati e senza parole. se la grande ristorazione si vede da dolci, qui ci siamo.  ovviamente il dessert ufficiale non è da meno: muosse di cioccolato con gelee di pere e un pezzettino di banana caramellata.  tempi lunghi, ma ci vogliono, per una cena. non c’è stato dopo cena. servizio attento, cortese, a volte ironico ma solo con la certezza di poterlo fare. gentili ma non servili. spontaneità e una maestria fuori dal comune nel mettere le persone a proprio agio come legge prima e primitiva. alla fine incontriamo la signora barbara, la padrona cuoca che placidamente ci chiede le nostre impressioni, nel bene e nel male. le rileva e le commenta, probabilmente le annota in qualche angolo di quella sua mente fantasiosa e profumata di cose buone.   

purtroppo il bibendum ha concluso la sua avventura gastronomica nel gennaio 2012

Annunci

14 thoughts on “dove mangiano le principesse

  1. …hhhmmm … acquolina in bocca … Comic Sans …

    Il dettaglio della vostra cena Maestà (titolo nobiliare minimo per la Principessa Regina) ha stuzzicato il palato. Mi hanno incuriosito i tortelli all’oca e la mousse di cioccolato con gelee di pere … perbacconaccio!

    In un mondo di inappetenti o di fast food, dove scheletri ambulanti vengono spacciati per bellezze femminili tifo per te, mia Principessa, per il gusto che traspare tra le righe e la passione con cui descrivi piatti, vini e sensazioni. “Erotismo gastronomico”, e lo dico con tutto il rispetto che le è dovuto, Sua Altezza!

    VIVA LA PRINCIPESSA DIDA!

    Ho deglutito 9 volte in 63 righe. (le ho contate)
    1 ogni 7 righe.
    3 primi, 3 dolci, 1 vino.
    1 volta a portata!

    :)

    f.

  2. Non potevi dirmelo prima?
    Ad ogni modo, ieri sera, al “Ristorantino” di Udine mi son trovato bene. ambiente caldo e buona compagnia. Ma per giudicare come fai tu ci vorrebbe più tempo ed essere più flaneur.
    alla prossima, Roberto

  3. aggiungo un commento, anche se mi è giunto in pvt.

    “Cara Dida, dopo mesi di oscurantismo, dovuto a ragioni tecniche, finalmente oggi ho nuovamente la possibilità di colloquiare a mezzo intnt. Ho letto con piacere ciò che scrivi riguardo al Bibendum di Orzano.

    Sono il commissario Leoni… ”

    grazie commissario e a prestissimo!

    dd.

  4. La ristorazione dovrebbe essere un servizio costante nel tempo caratterizzato da professionalita’ e radici solide.
    Tutto quanto leggo su bibendum (con tutto rispetto per loro) è costruito da un’organizzazione vergognosamtne avilente che come dichiara la guida dei gommisti risponde a logiche geopolitiche e di vendita guide. Poche righe per chi dovrebbe farsi un esame di coscienza su cosa significa meritocrazia, comunque tutto si paga è solo questione di tempo.

  5. gentile utente anonimo non capisco proprio il suo commento, sulle prime pensavo lei fosse un ristoratore offeso dal non aver la stella, con una buona dose di invidia mal celata e qualche ruggine con il bibendum, e se fosse così mi chiedo: perchè rimane anonimo, mio adorato lettore, invece di darmi indicazione su ristoranti meritevoli di cui, si sa, son ben ghiotta?
    poi ho riletto il commento e
    concordo: la ristorazione -ha detto bene- dovrebbe essere un servizio costante nel tempo.. ma da nessuna parte c’è scritto che solo chi cucina da tanto tempo raggiunge l’eccellenza, le radici le hanno anche le piante piccole che poi le fanno diventare profonde, col tempo. e a dir il vero c’è un elenco infinito di locali “storici” che vivono senza nessun merito sulla propria storicità..
    che poi a Lei non piaccia la guida è lecito, com’è lecito e DOVEROSO aver modo di dir la propria opinione, anche e soprattutto in questo mio salotto buono, dove alla ultime elezioni, non ha di certo vinto la masnada forzista. mi riendo conto che dev’esser stato un pò agitato nello scrivere le sue righe chez moi.. ma se volesse spiegarsi meglio io lo apprezzerei moltissimo.
    gentile anonimo: la guida dei gommisti (ma ha mai letto com’è nata?) come la chiama lei con una puntina di spregio, è una leggenda con una bella storia dietro e un bel traguardo per chi ristora e potrà forse rispondere a logiche geopolitiche e di vendita… ma mi vorrà spiegare Lei -sia gentile- in quale logica geopolitica si colloca la segnalazione di un ristorante AD ORZANO DI REMANZACCO sennon per merito..
    se è un discorso generalista il Suo dove -la cito- “chi dovrebbe farsi un esame di coscienza su cosa significa meritocrazia” non possiamo accettarlo come qualsiasi altro discosto generalista.
    La invito a spiegarsi meglio, la cosa m’interessa e non poco.
    qui potrà sempre scrivere.

    cordialità

    dd.

  6. Ciao Dida,
    é più facile vedere te al tuo/mio rifugio segreto, che leggermi nel tuo bel salotto. Per caso ho letto il commento di autore anonimo ( già l’anonimato non é un bel biglietto da visita)…che dire sulla Guida Rossa? Riporto una frase che mi piacerebbe fosse appartenuta a me, ma l’ha detta Sua Eminenza Giulio I: “il potere logora chi non ce l’ha”.
    Buona domenica e un abbraccio a te e a tutti quelli che ti vogliono bene…
    commissario Leoni alias Luciano, patron del sopra citato ristorante.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...