into the wild

intothewildpar che l’unica cosa non riuscita a sean penn sia stato il matrimonio con madonna. non è un pistolotto naturalista-documentaristico lungo e noioso ma un bel filmone da cinema. è la storia vera di christopher mccandless che lascia tutta la sua vita, che sembrava esser già preconfezionata e pronta al consumo, e con pochi ottimi libri e tanta pace va verso l’alaska incontrando una serie di persone che si sostituiscono alla famiglia d’origine, quasi rinnegata, ma difendendo gelosamente una solitudine che non gli pesa fino alla fine. sempre sul limite ma senza mai scadere nella retorica si alternano momenti del viaggio di alex (così si fa chiamare, per poi solo alla fine riappropriarsi del suo nome per intero) al commento della sorella come voce narrante. bellissime le citazioni che scorrono sullo schermo, quasi scritte sullo da una penna che pare trovarsi, gigantesca, alle nostre spalle. sorprendente la sensazione che mi ha lasciato. di libertà, di voglia di fuga, di posti nuovi e da trovare ma anche il saper di non saperlo fare a quelle condizioni. alla fine son uscita con gli occhi lucidi. la fotografia non ruba la scena alla storia ma la rafforza e la esalta. esiste anche il libro che parla di questa avventura: nelle terre estreme di jon krakauer ed. corbaccio €16.60 non l’ho letto ma tutte le recensioni che mi son capitate sotto il naso son abbastanza buone. 

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9 thoughts on “into the wild

  1. un amico ha letto il libro e gli è piaciuto tantissimo… magari me lo faccio prestare!!!

    per il film penso che aspetterò l’uscita in dvd così me lo gusto in tranquillità sul divano con i miei tempi.

  2. A me, oltre alla spettacolare fotografia,che lo faceva assomigliare ad un enorme spot del azienda turismo dell’ Alaska,non ha detto nulla. L ho trovato troppo retorico per i miei gusti.Ma dio la ragazza hippy era uno schianto.Adoro le donne che stanno a piedi nudi.

  3. Ho apprezzato molto da un punto di vista narrativo e stilisti la seconda parte del film..anche se non è niente di nuovo o di geniale…ma si repsira un po’ di mestiere..
    Sulla storia e lo spiegarsi del film..secondo me S.P. avrebbe dovuto osare un po’ di più,lasciando da parte qualche cliche americanoide (il vecchio reduce,gli hyppie etc,ilragazzo borghese che girovaga)…almeno non c’è l’happy end…
    Un saluto.
    A.

  4. Alla fine, però, scrive che ” felicità è condivisione”! Film straordinario, Penn grande regista, basta andarsi a rivedere lupo solitario! Scafandro e farfalla molto carino, a tratti perfino divertente, sembra quasi che sia proprio il senso dell’umorismo, talvolta, a spingerti ad andare oltre la tua condizione di disagio estremo.

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