la donna della domenica, seppur malinconica, continua a leggere

museo_neronon ho la più pallida idea di quando o dove possa aver avuto l’idea o lo stimolo di prendere questo libro, qualcosa mi dice che c’entra il nobile contenebbia, ma non focalizzo con chiarezza. era nello scaffale dei libri da leggere dallo scorso luglio. ordinato su ibs ha il prezzo ancora in lire 12 mila, poi in euro direttamente alla metà.  prima edizione del 1977. libro fantastico, visionario letto un pò sotto shock -questi umori aiutano almeno nelle letture sovversive, surreali-. perchè di surrealismo si tratta, mette in moto la parte che fa dei pensieri la sceneggiatura in chi ha il cervello, ed è proprio in questi giorni, che capitano, di umori poco spiegabili (qualche omuncolo darà la colpa alla solita sindrome pre-mestruale) che ci si rende conto di aver qualcosa in testa che macina, e che si vorrebbe -il più delle volte- non macinasse così. sono racconti senza una trama impegnativa. l’impegno è seguire le fantastiche descrizioni, le corse al galoppo di un cuore che risulta essere solo muscolo vitale e per niente sentimentale, i colori, le trine, le stoffe, i nani, le gigantesse, le ballerine. racconti: nel sangue dell’agnello vi troverete ad anticipare la fine -giusta e gloriosa- di molte pagine ma rimarrete stupiti delle ultime righe. la tomba di aubrey beardsley o i cinesi alla moda, vi farà oscillare fra il desiderio di partecipare ad una tal festa o la paura di star a guardarla anche solo da spettatori invisibili. la mia personalissima sceneggiatura ha preso moltissimo dalla maria antonietta della coppola, i colori sono gli stessi nel mio musée noir, magari un pò più cupi, ma comunque brillanti e grondanti sangue con qualche riferimento al doppio sogno che dal 1928 di proprietà di arthur schnitzler diventa 70 anni dopo eyes wide shut,  proprietà di kubrick.  pagine lette in periodi distesi, allungati e soffusi di dormiveglia quando il sogno sta per sommergere tutto e -finalmente- lasciar senza freni di alcun tipo pensieri e desideri, senza convenzioni, senza condizioni. consigliato a chi non fa della razionalità il suo motore, a chi si veste con colori sbagliati e lo fa di proposito anche se avrebbe la scusa del daltonismo, a chi crede che il rosso e il fuxia stiano meraviglisamente fra loro. consigliato a chi crede che da inseguire non ci sia solo l’amore con la a maiuscola, ma anche il sesso con la esse maiuscola. consigliato a chi mangia con le mani anche se non sa cosa mangia, e poi si lecca le dita. consigliato a chi non parla perchè gli umori, e non solo quelli umidi, tappano la bocca. consigliato.  

pg.151 "queste donne odorano di leone. -disse; ma in quello stesso momento, come la prima volta che mi era apparsa davanti, era lei che, con le narici dilatate, il naso tozzo e i grandi occhi gialli semi chiusi, assomigliava gentilmente al fulvo animale".

6 thoughts on “la donna della domenica, seppur malinconica, continua a leggere

  1. un libro immenso. Credo di averne in effetti parlato nel Teatrino, visto che è uno dei libri che mi porto nella tomba (anzi, lo tengo lì che è più comodo). Le tue parole, le emozioni che ha saputo scatenarti, mi inebriano e commuovono.

  2. mi son imbattuta in siti che recensiscono libri.. mi è venuta un’ansia che mi ha fatto subito cambiar canale, canale si fa per dire. ci son quasi gare, iscrizioni per leggere almeno 50 libri in un anno, o dieci in un periodo più limitato purchè siano di dieci nazionalità diverse. tempo fa mi son iscritta anch’io ad una cosa di questo tipo ma trovo per me impossibile praticare un tipo di lettura che diventa allenamento FISICO.. non so quanto leggerò o cosa leggerò.. ho un sacco di libri che aspettano da anni e per il momento stan li a prender solo polvere aspettando il loro momento, se mai arriverà. spero non diventi mai un obbligo quello di leggere, ma sia sempre la mia assoluta valvola di sfogo. far funzionare la testa liberamente, e non sempre, anzi quasi mai renderne conto ad alcuno.

    dd.

  3. sembra un gran bel libro. sono reduce dalle stralunate atmosfere di Giacomo Balla, in mostra a milano in questi giorni, e dalla visione di un vecchio film di Ken Russel (Gothic; l’hai mai visto?) che mi sembra alquanto attinente. il libro di cui parli sarebbe terzo tra cotanto galleggiar di dispercezioni. senza contare tutto il resto
    me lo procurerò
    ciao

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