s'atra sardigna

gastronomia03gpremetto che trattasi di esperienza mistica e che prima o poi una guida della sardegna ve la farò. attenzione nella lettura, da dipendenza. ieri sera ci hanno portati nella foresta pixina manna nel sulcis in comune di pula, a mangiare al rifugio agrituristico S’ATRA SARDIGNA (l’altra sardegna, per chi non mastica la lingua dell’isola). andate per is molas, proseguite per polaris e poi su strada sterrata per un pò di km, ad un bivio c’è un segnale che vi indica di andare a destra, il posto è alla fine di una discesa ancora sulla destra. prenotate e siate li per l’ora che vi richiedono, siate umili e puntuali. non c’è menù, vi portano tutto. cercate di non mangiare pane e di non finire MAI quello che vi portano perchè non arriverete alla fine, a me è successo così, maledizione e maledizione e non sono riuscita ad arrivare alla frutta e al dolce. quello che vi offrono è una tradizione sarda tutta biologica dove tutto è prodotto dalla loro cooperativa. sarà che da noi in friuli il sole non è abbastanza caldo per le coltivazioni nell’orto, ma qui le verdure hanno altro colore e altro sapore che fanno rimanere stupefatte anche le nostre papille che son abbastanza allenate. il signor enzo -di origine siciliana- è gentile e sorridente anche di fronte a mezza viale sempione in tacchi a spillo argento, e inizia a portare i piatti e vino rosso a litri. antipasti: carote grattuggiate che mi hanno letteralmente estasiata, melanzane tonde a spicchi appena scottate e condite con aglio olio e prezzemolo, salame, lardo o pancetta da campionato mondiale di lardo o pancetta, ricotta con due condimenti: con peperoncino e l’altra con pomodoro, olio e rucola. ancora: peperoni fritti gialli e rossi. la qualità di tutto è eccellente. per i primi ci hanno presentato: fregola alle verdure -segnalo il sedano- , maccarones de busa con sugo alla campidanese e ravioli al limone in rosso -tre a testa e anche se se ne mangerebbero mille, son troppi- . vi scrivo tutto così vi orientate quando vi troverete la e saprete regolarvi con le dosi, cosa che io non ho saputo fare, ingordigia punita. seguono una notevole vitella al cannonau e l’immancabile maialetto che -per conto mio- non ha rivali in morbidezza. io son arrivata fin qui e i secondi li ho appena assaggiati. mi hanno raccontato che il melone aveva il sapore che si trova alla voce melone nel dizionario dei sapori e che la sebadas non aveva nulla da invidiare a quelle che fa la signora di pula -vicino al bar italia dall’altra parte della strada-. il posto è splendidamente sperduto nel sulcis in una vegetazione profumata che sembra di disturbare arrivando, la qualità gastronomica eccellente, i colori nei piatti eran primari e da definizione -arancio carota, rosso pomodoro, viola melanzana e il costo irrisorio. unica cosetta, avrei preferito passasse un pò più di tempo fra un piatto e l’altro. ma questo solo per far punte ai cazzi.

foto da http://www.comune.mogoro.or.it/

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