i libri della natività

fantasma_esce_di_scenala_stradadue capolavori. preparatevi.  se avete qualche regalo che ancora dovete fare e sugli sugli bane bane l’avete già donato questo è il consiglio. e non è un caso che siano entrambi einaudi. il fantasma esce di scena del sublime philip roth che fa uscire di scena il nostro zuckerman fra richiami dal passato e tristi considerazioni su un futuro (che per noi è già passato perchè siamo all’inizio del secondo mandato di bush) che si immagina quanto mai buio e inospitale. il tutto avvolto nell’usuale freddezza nell’accettare malgrado tutto, le peggiori malattie e il degrado degli anni che non danno scampo. da leggere, ma non per primo, c’è di meglio in roth. dobbligatorio da leggere invece per forza la strada di  corman mccharthy premio pulitzer 2007. è un libro eccezionale. in un mondo a metà fra i sopravvissuti -in tv- e l’eternauta -in fumetto- dove lo sfacelo, la solitudine, il freddo e la paura vi circondano anche nel salotto natalizio e caldo di casa vostra, il cammino lento e inesorabile di un padre e un figlio -entrambi senza nome- alla ricerca di un posto dove fuggire e non morire di fame e di stenti. la morte qui davvero non è il peggiore dei mali. ho pensato di mollare la lettura a metà: mi ha fatto stare MALE, la scrittura è semplice scarna fredda essenziale e in 200 pagine vi mostra cos’è uno scrittore. questi libri non sono in pila negli ingressi delle librerie in gran numero di copie e questo vi dà l’idea di quanto siano entrambi libri magnifici che vi aprono la testa ma soprattutto il cuore. la strada è uno di quei pochissimi libri che mi hanno dato paurosamente i brividi e mi hanno fatto capire quanto e come si può essere vivi. e noi lo siamo sempre troppo poco. ma io ci provo.   
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4 thoughts on “i libri della natività

  1. Così, di primo acchitto, direi che di fame e di stenti e di personaggi senza nomi ne ho avuto abbastanza per questo Natale passato insieme a Saramago e al suo Cecità.
    Però, prendo appunti, magari, per capodanno.

  2. Philip Roth merita. Corman Mccharthy non l’ho mai sentito nominare, me lo procureró. In quanto a Saramago: il Nobel non l’ha trovato in un pacchetto di patatine, “Ciecitá” lo lessi circa 8 anni fa… non so come sia il film, ma il libro é un capolavoro.
    EsIstEgal.

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