a l’è un local un tic finut…

 

SushiDavidRehner1direi che il 17 gennaio può esser istituito come giornata del vizio. inizia con una risveglio lento e l’arrivo di mia sorella che sta tipo due minuti a convincermi ad accelerare le cose per andare a metter a ferro e fuoco quello che rimane dei saldi. saldi che danno notevoli soddisfazioni, su tutto un cappottino rosso alla jackie o. pronto per qualsiasi cerimonia: se avete un matrimonio o un’occasione, chiamatemi: mi metto li buona e accavallo anche i piedi intrecciando i tacchi. pomeriggio languido in centro senza nessun programma ma che si trasforma in una via crucis dell’aperitivo preceduta solo dalle firme al banchetto del testamento biologico di lucacoscioni.it . tutto inizia da pieri mortadele con un rosso senza infamia e senza lode con -ovvio- crostinetto con mortazza che è il minimo omaggio al nome e tutte le ore passate li a metà strada fra università e biblioteca. la frasca in città del mitico-orso mantovani non aveva ancora spalancato i portoni e alla fine mi son lasciata trascinare in posti dove non andavo da anni ma dove ho ritrovato la stessa gente. scivolo verso il quinto recinto a sgranocchiare patatine con spritz campari e a pensare che in fondo non siam cambiati molto, ma non mi riconosce nessuno e solo dopo aver pescato episodi vengo collocata nella storia. nel frattempo chiamo il giapponese per un’insana voglia di sushi da soddisfare con jazz fra mura domestiche. scivolo verso via poscolle alla volta di fred. il posto è essenziale, molto bello e frequentato dal bel mondo (o quello che si crede tale o quello che viene definito così) si beve bene e si mangia ancora meglio. e qui s’inizia con bollicine, prima un metodo classico emiliano e due tartinette con tartara s p e t t a c o l a r e, poi si va verso la francia con champagne (impossibile ricordarmi il nome) e puntarelle alla romana. bene. tutto. finchè aspettando il conto, arriva il titolare che, si sa, è uno che dà folklore, è un personaggio variabile e varigato che è parte del suo bel locale e tutto quello che volete, peccato che sia entrato bestemmiando, davanti a me perfetta sconosciuta, bestemmiava perchè i tavoli non erano tutti occupati. ecco, questo, per me, fa perdere qualsiasi perlage a qualsiasi champagne. alla fine: jazz, sushi, champagne montvillers tovaglia bianca e un documentario sulla primavera di praga.      

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