84, charing cross road di helene hanff

84_charing_cross_roadmi dispiace che voi non abbiate una sorella bibliotecaria illuminata che vi mette in cucina libri mai sentiti nominare che si rivelano, sempre, perle di letteratura pura. d’altro canto siete estremamente fortunati perchè amplifico la diffusione dei sopracitati, dal tavolo della mia cucina al salotto dove vi siete appena accomodati: li trovate sparsi sul tappeto in un disordine -che solo sembra- casuale. 84, charing cross road di helene hanff  ed. archinto € 10.00 è un libretto minimo, un racconto epistolare di una bellezza e di una delicatezza emozionante, il tutto pervaso da una sottile ironia. le lettere son vera corrispondenza che l’autrice ha scambiato dalla grande mela con una libreria antiquaria di londra. la prima è datata 5 ottobre 1949 e l’ultima 11 ottobre 1969. helene cerca libri e trova un corrispondente cordiale competente ed estremamente garbato che soddisfa ogni sua necessità, il tutto senza internet, senza fax, senza visa, senza amex e senza paypal. c’è una londra post bellica dove il razionamento esiste ancora e di cui l’americana si dice inorridita tanto da   provvedere ad aiutare i dipendenti della libreria con pacchi gastronomici. le lettere contengono la storia personale  dei due e quella che conosciamo: muore giorgio VI e gli succede la regina elisabetta e alla fine arrivano i beatles. helene riuscirà a raggiungere londra solo quando la libreria cesserà la sua attività e il suo corrispondente, il libraio che tutti noi vorremmo avere, sarà già passato a miglior vita. fra le righe delle lettere si legge una passione vera per la letteratura e per l’oggetto libro. le note hanno guidato i miei incerti passi ad attraversare la mia abissale ignoranza in fatto di storia della letteratura inglese ed americana.
pag. 67 “possibile che persone che non si sognerebbero mai di rubare null’altro pensino che sia perfettamente giusto appropriarsi dei libri altrui?”
pag. 95 ” […] comprese orde di giovani in pellgrinaggio per carnaby street.  guardiamo il tutto da una distanza di sicurezza, anche se devo dire che i beatles non mi dispiacciono affatto.se solo i fans non urlassero a quel modo!” 
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