l'orcolat

servirebbe non dir niente. perchè quando si parla, inevitabilmente, si dice troppo.  le televisioni hanno dato dimostrazione di sciacallaggio alla pari dei delinquenti che rubano dalle macerie. barbara d’urso e compagnia sono allucinanti, i tg non son da meno, al contrario delle radio che si son distinte, ancora una volta, per serietà. qui si sentono i racconti del maggio del 76 quando era qui l’orcolat. ho stampate in mente, indelebili, le poche cose che mi ricordo, avevo tre anni, mi ricordo la mia coperta verde, quella gialla di mia sorella, l’angolo della strada dove eravamo tutti riuniti e dove spesso parcheggio. anche gli sms che mando alla maestra elena mi sembrano stupidi, ma mi vengono spontanei. quello che ho potuto fare nel mio piccolo piccolo è stato spiegare in classe cos’è successo in abruzzo, come dovremmo comportarci in caso di terremoto nella nostra nuovissima scuola di dieci anni appena. ho cercato di spiegare, con la mia collega illuminata, e di tranquillizzare. ho aperto repubblica e corriere sui banchi e ho letto con loro, visto le foto e spiegato e tranquillizzato, perchè i bombardamenti mediatici li hanno colpiti, anche con mille raccomandazioni di guardare la tv con un adulto vicino, che in qualche caso è più bambino di loro. abbiamo letto le cartine tematiche del corriere e della repubblica. abbiamo letto del nostro terremoto e tranquillizzato che le nostre case son tutte praticamente nuove. quello che potevo fare nei tre giorni di scuola di questa settimana dove, da subito, dalle otto del lunedì il traino sono stati i bambini a far domande, a far ipotesi, a chiedere se torna qua, a chiedere se la mia casa starà su. e quando una bambina ha detto "ma perchè la gente piange se ci sono morti? in fondo sono tutti in ottime mani adesso.." mi son trattenuta dal rispondere, dal rispondere male. penso -anche- a quello che avranno da fare le maestre quando le scuole riapriranno, nelle tende e non nelle aule.   

vi segnalo miss kappa, orgoglio e coraggio da l’aquila.

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5 thoughts on “l'orcolat

  1. beh, è chiaro per voi friulani (e udinesi in particolare) questo terremoto qualcosa ricorda… mi pare che allora vi furono 1000 morti…. però avete avuto una capacità reattiva straencomiabile….

  2. probabilmente il mio oroscopo dell’internazionale della settimana che finisce oggi, a conti fatti, aveva ragione

    “”È vero, canto ai miei semi”, ammette l’esperta di giardinaggio Leslie Gaydos. “Che c’è di strano?”. Anche se lei sembra sulla difensiva, tu non dovrai scusarti se tratti i semi non ancora germogliati come degli esseri coscienti. Dedicagli delle serenate. Inondali di tenerezza. Riversa su di loro il tuo amore intelligente. Non importa se sono piante vere o metaforiche, ma parlaci con dolcezza per guidarle verso la prossima fase della loro crescita.”

    dd.

  3. Grazie Dida, per quello che fai.
    Non so quando torneremo a scuola. Non so se i genitori ci manderanno i bambini, li incontro in questi giorni e sono molto più spaventati dei loro figli.
    Molti di loro dormono in tenda o in macchina perchè hanno paura delle case.
    Uno dei miei bambini ha perso la casa.
    Non so cosa dirò loro quando li ritroverò.
    Giorni tristi.
    Scossi.
    Nervosi.
    Spero sia finita.
    Che paura ho…

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