lo smemorato di tapiola

smemorato_di_tapiolalo smemorato di tapiola di arno paasilinna ed. iperborea 2001 € 13.00. se non avete mai letto nulla di arno paasilinna mi dispiace tanto per voi perchè vi siete persi delle grasse grasse risate e un grandioso happy-end garantito. tutto ambientato in finlandia. un consigliere agronomo esce dalla banca con una grossa somma ma è malato: demenza senile, non ricorda niente di quello che accade nell’immediato, ma tutto del suo glorioso passato da combattente. viene raccolto accudito, guidato e scortato da un tassista gentile che perde il posto pur di non abbandonarlo. segue una catena ironica, gustosissima di avventure con ex compagni d’armi, ex amanti, 12 francesine che dal vegetarianesimo passano a sbranare quarti di bue, mandrie che cercano di scampare ad un  destino inevitabile. alla fine dell’ultima pagina avrete imparato che piselli, mirtilli e frutti rossi in finlandia si vendono a litri e che la pronuncia che noi diamo ai nomi dei protagonisti sono solo ipotesi, per quanto argute possano essere.  da leggere anche: il figlio del dio del tuono (esilarante) e il bosco delle volpi.
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8 thoughts on “lo smemorato di tapiola

  1. Di Paasilinna per quanto mi riguarda voglio dar conferma per “Il bosco delle volpi”; divertentissimo, garbato e magistrale alle mie pupille (ed al piacere della mia lettura).
    Un regalo, leggerlo; una lettura felice.

    Radioso, e leggero, come le notti (cioè i giorni ininterrotti) d’estate, nelle praterie e nelle brughiere, del grande nord naturalmente. Come l’estate artica.

    Una trama come i licheni (che sono coralli) artici: una trina tridimensionale, ad alberello/cesello, o spugna, apparentemente fredda o secca… in realtà piena di vita. “Spumeggiante” vita.
    Aria di cartizze, o di champagne senza più il liquido.. greve, ma solo profumo e bollicine. Secche, asciutte, solide ed ariose.
    Appunto: “aria di champagne”. In cui si sente il profumo del vento degli spazi ampi, che per noi è quello delle cime.
    L’ho letto più che volentieri, e ne ho un ricordo sorridente e grato.

    mi permetto di appiccicarne una raffazzonata recensione. Per chi lo avesse per sconosciuto.

    Il protagonista.. di questa novella è Oiva Juntunen, gangster di professione che progetta una rapina al cargo che trasporta oro dall’Australia con l’aiuto di un cugino e di due malviventi (l’ex manovratore di bulldozer Heikki Sutinen, detto Suti la Ruspa, e l’ex impiegato d’azienda e pluriomicida Hemmo Siira). La rapina riesce, i complici… arrestati. Juntunen si gode la vita fino al momento in cui scopre che presto questi saranno rilasciati, i quali, finalmente liberi, reclameranno la loro parte di bottino. Il gangster decide quindi di fuggire lontano per non cedere il “suo” oro a nessuno.
    E fugge fino a perdersi nelle foreste di Finlandia. Se si è perso lui… chi potrà mai trovarlo?

    Il secondo protagonista è Sulo Remes, un maggiore alcolizzato dell’esercito finlandese. Irascibile, violento, con una situazione familiare fallimentare si è preso un anno di congedo per evitare la radiazione dall’esercito.
    I due finiscono insieme e si impegnano nella ricerca di pepite d’oro nei corsi fluviali. Circa.
    L’ “amicizia” tra loro vivrà oscillazioni molto forti e diverrà massima quando si aggiungerà un nuovo personaggio nella loro tranquilla vita nel bosco: Naska Mosnikoff, la terza protagonista.
    Essa è un’arzilla vecchietta lappone (la più anziana degli Skolt), che vive da sola con un vecchio gatto in una capanna sperduta e che il giorno del suo novantesimo compleanno gli assistenti sociali e gli operatori del “solerte” Stato finlandese vogliono rinchiudere in un ospizio (soltanto per il suo bene, come può pensare di vivere senza l’assistenza dello Stato?).
    Durante il trasferimento in città la vecchia riesce a scappare con il suo gatto e, attraverso foreste, tundra, tempeste di neve, pullman di reduci tedeschi dell’ultima guerra, arriva alla baita.
    Qui i tre personaggi, tutti in fuga dal mondo “civile”, instaurano una convivenza al di fuori di ogni convenzione, creandosi ogni giorno le loro regole. Intendiamoci, il “gangster professionista” resta sempre pigro e senza scrupoli, il maggiore, anche se non più alcolizzato, è sempre un bestione con poco cervello e la vecchietta ha un caratterino tutto suo. Riescono tuttavia a creare in poco tempo, attraverso esilaranti avventure, una folle micro-società (comprendente anche un volpacchiotto ed il vecchio gatto che dorme sempre ai piedi del letto e fa le fusa) vitale, ricca, in grado di valorizzare non solo i pregi ma anche i cosìdetti difetti di ognuno.

    Eccetera. Insomma da leggere tutto d’un fiato, come un felice pranzo in compagnia, che diventa una bella giornata.

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