come ho perso la guerra di filippo bologna

come_ho_perso_la_guerrachissà se è veramente nata una stella come sembra? filippo bologna presenta la sua opera prima come ho perso la guerra fandango libri. selezionato per il premio strega con il sommo gaetano cappelli (con la vedova il santo e il segreto del pacchero estremo), che sia davvero cambiato qualcosina dopo ammaniti e giordano? che si premi la nascita di una stella e non il marchio a fuoco della casa editrice sul culo dell’autore? si va dal pianto al riso, alla trasposizione della storia sulle pagine a quello che succede intorno a noi tutti i giorni. ha il sapore dell’autobiografia, di storia dei nonni sentita raccontare e di diversità fra prima e dopo. la guerra è quella che si fa per difendere spazi luoghi e ideali antichi. la guerra per lasciare le cose come sono o almeno non alterarle e non violentarle in nome o, con la scusa del luogo comune per eccellenza che è il progresso travestito da incassi a sei zeri. che poi son guerre contro i mulini a vento dove pochi barbudos attaccano e alla fine, umiliazione maxima, si depongono armi ed esplosivi e si lavoricchia. per andare avanti. e tutto è  cambiato ma nella direzione opposta. 
in questo periodo sono stanca, sarà che son arrivata alla fine dell’anno scolastico, che ho delle scadenze da rispettare, che ho promesso di far cose e devo farle anche se non so da dove inizare, tant’è che passo le giornate senza voglia. anche il fatto di dover probabilmente ricominciare a settembre con altre colleghe altri fanciulli da stregare e ipnotizzare.. adesso tutto mi stanca. la pioggia non mi aiuta, ho bisogno di caldo, di sole, di star fuori, di vestirmi leggera e di SENTIRMI LEGGERA.  e non voglio più perder guerre.
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7 thoughts on “come ho perso la guerra di filippo bologna

  1. Siamo sempre portati ad affrontare tutto come se fosse una guerra… sin dalla mattina, per arrivare alla sera stanchi e a volte sconfitti….

    Bisognerebbe rimanere neutrali…ma si rischia un isolamento svizzero :-D

    Buona giornata

    Ps questo è un libro che cercherò

  2. Lei mi deve scusare. Giorni fa entrai nel suo blog e senza neanche pulirmi le zampe infangate cominciai a sporcare coi miei soliti modi inurbani. No, glielo dico perchè il posto merita di essere visitato spesso, allora non vorrei che poi quando suono non mi si apra perchè “sta arrivando quello”. Quindi, inchino.

  3. Pingback: martini eden a cura di carolina cutolo | dida

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