ècche io il french cell'ho naturale

tacco_10odio la menopausa altrui. e quell’invidietta mal celata e così poco di classe per le mie 36  -appunto- invidiabili primavere, di chi non riesce a darsi pace perchè non si piace più. e detesto tutte quelle domandine buttate li, che si, una ci può pure stare ed è pure gratificante per me, ma così no! sembra un interrogatorio della stasi a partire da "madovehaipresoquestabellissimaborsalavoglioanchio" fino a "madovevaiafartileunghiecosìbellelevoglioanchio" per finire con "machescarpestupendelevoglioanchio". col cavolo che ti dico dove ho preso la borsa che comunque il fucsia lo posso mettere io che lo so mettere e non tu. le mie unghie sono self made e sono di pura purissima cheratina senza nessun tipo di intervento materico e il french io ce l’ho naturale, io. le mie scarpe tu non le puoi mettere perchè: 1. bisogna avere estremità pressocchè perfette e un numero adeguato di calzata, che oltre il 37 non si può andare, 2. bisogna aver anni di allenamenti di camminata su tacco almeno 9 in curriculum, per poterle portare a spasso in maniera dignitosa senza farsi ridere.
ammesso e non concesso che, quando sarà la mia ora, riesca a liberarmi di tutta la boria che la menopausa regala a noi signore, mi accontenterei di schivare il richiamo di quel color rossomenopausa che sembra irresistibile a una certa età, una volta sedute dalla nostra sciampista di fiducia, come il canto delle sirene… ma credo sarò il prototipo all’ennesima potenza della menopausa altrui che tanto odio.
Annunci

17 thoughts on “ècche io il french cell'ho naturale

  1. …prego ^^ .

    Volevo farti i miei complimenti per il tuo blog e il tuo modo di descrivere il mondo che ti circonda, metti davvero un gran buon umore!

    è mezzanotte domani mi alzo presto ma non riuscivo a non leggerti, avrò letto almeno 5 post, e sto morendo di sonno, ma non riuscivo a smettere!

    ^^’

    Ciao e a presto!

  2. ho scritto un post fantasticando (perchè di questo trattasi) di una donna per me speciale…e tu per molti versi ci assomigli almeno nell’idea che mi son fatto di te ovviamente… se non fosse che sei un tantino egocentrica… ahahaha ma non mi infastidisce in questo contesto….. :)

  3. Oddio come sono odiose le invidiose! Per anni sono stata perseguitata da un’amica che mi copiava in tutto. Era una guerra senza limiti ed io per schivare i suoi attacchi la depistavo mandandola in negozi da cui non mi servivo. Ma perché esistono donne senza personalità??

  4. No no infatti! A quella non ci penso manco di striscio. Sono ancora nella fase in cui mi scruto allo specchio con sospetto, pregando e scongiurando in aramaico di non trovarmi un capello bianco.

    Però per esperienza personale che quando una ha questi attacchi d’ira giustificati è meglio segare il palo!

    Cmq sappi che c’hai la mia solidarietà più incondizionata, so cosa vuol dire!

  5. Opss mi hanno mangiato un ” so”, devo cambiare le pile alla tastiera…

    OUUU DIDUUUUZZZ sai che ho visto un paio di sandalini glicine belli da schiattare!
    Mi sa che a breve correrò assatanata al negozio..

  6. “beccata per caso” mentre scazzapennachio (ternine di matrice rocchiciana ovvero Rocca di papa ridente paesino dei castelli romani che confina con la citta di Albano Laziale adottata da me medesima come residenza fissa) perdona la digressione, ogni tanto mi perdo nei meandri ….il tuo modo di esprimerti è semplicemente delizioso ….firmato.. una 50enne alla soglia della menopausa che ancora intigna con il tacchi alti le unghie curatissime eccetto il rosso menopausa che non gradisce … ahahahah al prossimo passaggio…

  7. A me… appartiene una cognizione, più che una convinzione..
    anche se è un “sereno, e filosofico” convincimento.

    Cioè, fuor di democrazia (e dall’essere concilianti), ho una certezza…
    granitica (come tutte le mie opinioni “democratiche”): e cioè che quelli che sono antipatici, tronfi, stucchevoli, invidiosi (ed altro.. ad infinitum).. non sono così perchè siano vecchi, ma… ERANO COSI’ ANCHE DA GIOVANI.
    Sputati, o peggiori.

    E questo taglia la testa a qualsiasi toro su come considerare le caratteristiche fetenti nelle persone più avanti negli anni, o anziane.
    Il tutto “cum grano salis ” naturalmente (inteso in entrambi in sensi.
    Sia in senso lato -come lo usiamo noi- come pure nel senso del nostro vecchio Plinio, nell’Historia Naturalis -cioè come completamento necessario di un contravveleno, affinchè questo funzionasse- ).

    Mi è capitato di conoscere miriadi di vecchi: amabili, più vispi o più serafici, arguti o pacati, geniali o rincoglioniti, simpatici o silenziosi e… quasi altrettanto o di più (non so e non sto a fare i conti) vecchi rompicoglioni, invidiosi, lamentosi, acidi. O provocanti, sprezzanti, gretti… etc.

    Ma non perchè fossero vecchi, ne sono convinto: infatti secondo me avevano le stesse caratteristiche sgradevoli anche da giovani. Anche se magari nascoste, o più o meno represse e controllate.

    Anzi, potremmo dire che da vecchi si migliora (cioè.. è possibile migliorarsi… coltivandosi), e chi peggiora era già.. “peggiore”, in larga misura.
    O ha voluto ha fatto di tutto (o niente in contrario) per esserlo.

    Ovvero, per entrare nelle scienze dell’apprendimento (learning sciences), e dell’educazione…
    Tutti abbiamo (ed hanno) delle possibilità; ci troviamo più volte davanti a diverse opzioni: dipende dalle scelte che facciamo.
    I risultati risultano da queste.
    “Povero vecio”.. un cavolo: quello da giovane doveva essere un mostro.

    E per le età di mezzo… vale ovviamente la stessa cosa.

    C’è una curiosa (e significativa ) eccezione.
    Ce ne saranno milioni. Ma io ne riporto una, di esemplificativa.
    Che contraddice quanto ho detto fino ad adesso, come si deve.

    Mi raccontava infatti un’amica delle persone affette da Alzhaimer, quale è ora sua madre. La 93 o 94enne Tuska, maestrina partigiana.
    Donna commovente per bellezza, giovialità, armonia.
    Da giovane si era trovata forse come primo incarico (essendo rimasta orfana da bambina e quindi maestra in collegio, senza nessuna educazione -alla vita esterna ed alle cose del mondo-) in un paesino delle alpi (marittime o apuane, se non ricordo male).
    Ed essendo in tempo di guerra era stata avvisata da tutti.. di stare bene attenta (credo alla vita e probabilmente.. alla sua virtù) guardandosi da questi bestiali ribelli, queste belve scatenate, questi stupratori di donne e mangiatori di bambini: i “BANDITI”.
    Di stare chiusa in casa (o meglio di barricarsi) ecc. In paese vigeva il terrore.
    Finchè un giorno… i banditi si sono presentati. Peggio: hanno fatto irruzione nella scuola.
    Lei… si è accorta in breve o addirittura immediatamente che non si trattava di bestie feroci: è diventata partigiana (in.. Giustizia e Libertà, che in Piemonte aveva tanti militanti) e ha militato quindi fino alla Liberazione, con avventure varie e forse anche arresti, facendo (anche) la staffetta su Torino (essendo di origini torinesi, rientrava giustificatamene dal paesino, e faceva la spola. E forse altro che non so.
    Poi… non ha mutato più il suo nome, e quando la conobbi io… già davvero vecchia, mi si è presentata con un: “Piacere, Tuska”, detto con voce chiara e mite (però con gli occhi che ridevano, vispi) ed un sorriso appena accennato. Mi strinse forte la mano, quest’anziana signora di cristallo, e dal viso di cristallo. Gli occhi, chiari r franchi, aperti come il sorriso.

    (Debbo dire però Didi, ad onor del vero… che non aveva i capelli viola).

    Ora, lei è sempre stata donna burbera e austera, legnosa, montanara (veramente difficile da subire.. e da accettare, mi diceva la figlia).
    Adesso che non ricorda più niente (o assolutamente poco), ha il sorriso di un bimbo e di una morbidezza adorabile. Sorride sempre, è di un conciliante gentile, sempre sorridente, con tutti e con la ragazza araba che le fa da badante. Contenta e grata di ogni cosa. Dal sapore dell’insalata alla passeggiata pomeridiana fuori dalla porta di casa. Dalla giacca che le infilano fino alla forma del lampadario. Agli albi per i bimbi di tre o cinque anni che colora pazientemente con i pennarelli.

    Delle sue conoscenti coetanee, che vivono le stesse problematiche (e prima erano delle eleganti e forbite signore, molto misurate e controllate), adesso fanno le peggio cose.
    Sputano nel piatto loro e dei commensali, bestemmiano ed insultano a viva voce (con irripetibili epiteti da carrettieri): Acide, aggressive, violente, irose, volgari.
    I figli ne sono desolati (oltre naturalmente ad essere nell’impossibilità di fargli frequentare nessuno).

    E -considerava questa sua cara figlia (confrontandosi anche con gli altri amici)- probabilmente quella era la loro vera natura. Ovvero, la parte repressa della loro vera natura.
    Sempre tenuta sotto controllo, controllata, mai compresa o liberata, vissuta, e che ora non ha più freni. Forse anche con una forte delusione della vita, o pulsione alla vendetta o ira.
    Chissàcosa, nelle loro vicende umane e personali

    La nostra squisita maestrina invece le è toccato fare per tutta la vita la dura (con i figli soprattutto) (il marito.. era carabiniere, dopo essere stato suo compagno partigiano. Non dev’essere stato neanche lui un sorbetto. Originario del sud e salito per qualche ragione).
    Lei credeva che così dovesse essere.. la vita e, come confessava loro, credeva così di prepararli ad un possibile peggio (che lei potesse venisse improvvisamente a mancare) come a lei era a suo tempo accaduto.

    Ma sotto e dentro, ed oltre tutto questo, era una persona inaspettatamente deliziosa.
    Da anziana poi meditava, pregava, faceva delle sue orazioni, sotto un orgoglio rimasto duro (che era solo scorza e necessità, nel suo credere la vita). Infine si è sciolto tutto, ed è diventata deliziosa come una fata.
    Per niente scema (cioè non è buona perché è scema): ha perso solo la memoria. Ma per il resto ha l’intelligenza pronta come ogni altra persona. La battuta pronta e presente, e la felicità della persona in pace.

    Ora… la citazione della bella maestra Tuska era sì fortuita e casuale, ma non proprio completamente gratuita. Era un sorriso… alla “maestritudine…” che noi qui onoriamo.
    E alle maestre… a cui molto e personalmente sorridiamo.

    Invece… debbo dare una notizia personale.. alla nostra maestra Dida.
    Ed avvisarla di porre attenzione ai colori, e alle cromie; non basta il rosso infatti.
    (Tale era la maestra Cadorin, l’”Anna… cadorin”, da noi denominata per immaginabile ragione “la volpe rossa”, e che ad ottant’anni suonati si accomiatava dalla visita a mia nonna –maestra anche lei-, dopo due ore quotidiane di cjacares dicendo: “Maria.. ti lascio, devo andare a trovare le mie vecchiette.., intendendo quelle più vecchie e bisognose di lei.)

    Qui infatti dicono al giovane Biagio, che ha parruccheria vicino alla Rivetta (osteria..)
    “Te prego no sta’ farme viola menopausa”, che sembra vada molto.
    A stagioni però credo, perché a volte è il “blu, menopausa”, o “asurro” (che sarebbe “azzurro”, per i meno informati italiani).

    Insomma lo spettro delle nuances è pressoché infinito, per essere acidi o rompicoglioni.

    Un sorriso e un inchino.

  8. Diduzza Aodrata, dai una chance di grazia anche a noi, che portiamo a spasso con grande maestria un bel 39! :-)

    Sai a Tireste c’è la bora e degli appoggi stabili servono … ;-)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...