il mio iran

Ganja_rug_tradesembra passata un’intera era geologica ma son solo poco più di dieci anni. immersa completamente in persia. prima all’università con curatola in classe e bausani sulle pagine di quello che studiavo senza nessuna fatica. poi in un negozio di udine dove ho passato qualche anno e dove mi son sempre sentita a casa,  dove mi coccolavo, sistemavo, riparavo o restauravo e mi facevo coccolare da tappeti persiani. immersa e circondata da una bella fetta di iran scappata alla rivoluzione.  immersa in lingue diverse. immersa in un mondo di fede bahá’í dove in giornate di grazia mi son sentita raccontare delle meraviglie, delle disperazioni, dello shah, della fuga, dei pasdaran e ho imparato tanto. tanto di tappeti di nomi, di nodi, di forma, di simboli e ho fatto bene i conti con la mia intolleranza che era a livelli diversi da quelli odierni. avevo anche imparato qualche parola di farsi, per rispondere al telefono quando chi parlava la lingua non c’era. quando un terremoto ha distrutto bam sapevo cos’avevamo perso. di quegli anni rimane la voglia di partire, un bakhtiari che è il centro della mia casa, un karabag a rose che è la cosa più preziosa che ho e la tristezza di leggere o sentire o vedere quello che succede e non poter far niente. 
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7 thoughts on “il mio iran

  1. Abbiamo permesso all’ingoranza ed all’intolleranza di salire al potere e di distruggere tesori preziosi per tutta l’umanità!
    Ed intanto agli occhi di tutti, i media ripropongono solo capanne di fango ed ignoranza, mentre la verità è ben altra!!

  2. L’informazione che riceviamo dall’estero è parziale. Difficile farsi un idea. Io non ho mai viaggiato in medio oriente…l’unica esperienza è stata quella della Turchia, tre settimane con la nostra macchina, dormendo e mangiando nei loro posti. Abbiamo trovato della bella gente oltre che dei bei posti. Azzerando dei pregiudizi che potevano esserci. Penso che anche l’Italia all’estero è ancora vista come il paese della Pizza e della Mafia ; forse è così ma è anche ben altro. Quindi non so se il regime lì sia così “buio” e se sia veramente un regime….

    Marco

  3. noi? davvero noi? non credo che sia utile generalizzare, noi? in quanto occidente? forse, e solo se se leggiamo i libri di storia, ma i libri si fanno scrivere, e i libri di storia si fanno pure declinare agevolmente.
    probabilmente tutti i ragazzi di teheran che abbiamo visto in corteo sono i figli di quei ragazzi che sfilavano 30 anni fa con foto di khomeini in mano. dell’iran non credo si possa permettere nessuno di far vedere capanne di fango, quelle bisogna proprio andarle a cercare nei villaggi e non è detto che si trovino anche solo per far una foto.
    sono sicura che TUTTE le informazioni che arrivano attraverso i media dall’estero siano parziali -non solo quello che arriva dall’iran-, il regime lì è un regime anche dopo 30 anni dalla rivoluzione. non si può tornare nel proprio paese con il passaporto persiano ma si deve usare quello italiano e non è detto che non sia comunque un rischio visto che son riusciti a scappare solo perchè avevano i genitori che potevano permettersi di SBATTERTI -termine giusto- fuori e salvarti la pelle. perchè anche avere un’altra fede, adesso lì è rischioso, anche se c’è una cittadinanza italiana sopravvenuta.
    di prima mano la paura, di prima mano il non fidarsi a tornare in iran per trovare almeno i genitori, dopo 30 anni. fidati, di qualche giorno fa l’ultimo colloquio con amici persiani.
    vabbè abbattere stereotipi e preconcetti ma mettere in dubbio che in iran il regime sia regime mi pare un tantinello forzato.
    l’italia all’estero è vista come il bel paese? da tutti quelli che hanno il paraocchi e non vogliono applicare quello che le mamme e le maestre tanti anni fa hanno insegnato: leggere aprire gli occhi e pulirsi le orecchie.
    devo dire che non ho mai incontrato nessuno che abbia avuto dell’italia quest’idea semplicistica e -questa si- così stereotipata. apparterrà alla solita masnada di persone che si fissa sul padrino, o meglio per non esser anacronistici, sui soprano.

    kodafès

    dd.

  4. … pensa che io in Iran ci ho vissuto per quattro anni, ho fatto due anni di asilo, la prima e la seconda elementare che Teheran per me era casa ma che adoravo Shiraz, che mangiare caviale del Caspio e cipolla era, per me, come addentare un hot dog per altri… ricordi indelebili e una nostalgia lancinante…

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