una notte al majestic

una-notte-al-133x200letto una volta e mezza, nel senso che quando l’ho finito l’ho riiniziato e l’ho riletto fino a metà. questo libro andrebbe venduto in gioielleria tanto è prezioso. una notte al majestic -proust e la cena modernista del 1922- di richard davenport-hines ed. sylvestre bonnard 2009 € 24.00. la cena è solo una scusa per parlare di proust, di come viveva, di cosa viveva, di chi viveva. pagine che mi portano dritta dritta a perdermi nella recherche, senza nessuna bussola o cartina orientativa, solo con la voglia, la brama di PERDERMI. la cena è il 18 maggio del ’22  a parigi ovviamente, al majestic perchè al ritz dopo mezzanotte e mezza non si può far più musica. in pieno mio periodo elettivo. c’è picasso, stravinsky, diaghilev, proust arriva tardissimo e incontra, unica volta, joyce che per l’occasione si presenta sbronzo (per superare l’imbarazzo di non aver un vestito da sera). mecenati sydney e violet schiff coppia fortunatissima, illuminata (sebbene pedante nei confronti di proust), generosa che fa entrare nella leggenda la cena e i suoi quasi 50 invitati (principesse a grappoli!), dopo la prima di le renard del balletto russo. ho cercato questo libro e poi ordinato, perchè in nessuna libreria l’ho trovato, solo per picasso, ma le pagine mi hanno letteralmente travolta portandomi, senza gran delicatezza a dire il vero, da proust. momento tanto atteso e arrivato, come da copione. fra le pagine: il tango che arriva a parigi, coco, misia sert. il titolo inganna, è un libro su proust e sul suo mondo, su quello che girava intorno a lui, lui ch’è stato perno di tanti e che pure ha finanziato un bordello al maschile! probabilmente il libro più bello dell’anno che soddisfa per il momento la mia pruriginosa vena vojeristica. per il momento.   

2 thoughts on “una notte al majestic

  1. ciao, sono randa, quella di “oggi forse non ammazzo nessuno”, libretto che commentasti tempo fa sul tuo blog. ci sono incappata per caso, facendo ricerche su splinder. lo definisti “caotico, inconcludente, pieno di luoghi comuni”. Mi interessa soprattutto l’ultimo commento. Se hai tempo e voglia, e se te li ricordi, mi dici quali erano secondo te i luoghi comuni? trovo utile sentire questo genere di opinioni. tra tutte le critiche possibili, questa è l’unica che non mi avevano mai fatto, ed è quella che mi stupisce di più…non so come spiegarti, ma per me, conoscendo la genesi e la ragion d’essere profonda del libro, è come se stessero dando del luogo comune a me. il che mi fa davvero strano. grazie

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