mangiare a teatro

IMG_0640IMG_0633IMG_0634capita che tutto il friuli venezia giulia sia sotto la neve e che 20 cm o anche meno di fiocchi paralizzino tutti e tutto e capita che per nutrirsi ci si debba spostare addirittura in quel di tolmezzo -ud-, dove c’è si un freddo polare ma inaspettatamente nemmeno un fiocco uno. il posto si chiama teatro, ha due piani, due caminetti, diversi pezzi di design  dovuti non si sa se più al gusto o ai soldi dell’estroso titolare, una cameriera che sembra la sorella giovane di gianna nannini. il posto è davvero molto bello, caldo ed accogliente (soprattutto il piano terra), all’ingresso trovate un cartello che annuncia che lì dentro non si fa politica ma si fa cultura. il bar è fornitissimo, gli sgabelli essenziali e, di metallo, accolgono spacchi a mezza coscia, se non ne siete dotate per l’aperitivo va bene il caminetto che si trova sotto la scala che sale. la scala porta a quella che sarebbe meglio destinare solo come sala da pranzo invece di farla occupare da sedicenni in lotta con i propri ormoni. nella sala, molto più spoglia del bar, regna un bel caminetto, il nostro tavolo è vicinissimo visto i 10 gradi sotto zero. menù tristemente su un foglio anche se stampato con un certo gusto, lista dei vini a voce. il petto d’oca alla griglia non è disponibile. arriva un piattinetto come preantipasto, bella l’idea, ma due olive tre mozzarelline 4 foglie di rucola sebbene condite con un olio molto ma molto buono lasciano un pò perplessi. cucina tipica del nostro territorio. antipasti: buoni. patate lessate servite intere con un taglio riempito di formaggio salato lasciato sciogliere. primi piatti: -maledetta me- seguiamo il consiglio del cuoco dalla cucina. ora, non volevo nemmeno pensarlo perchè mi pareva troppo ovvio, ma quando il cuoco consiglia qalcosa fuori menù vuol dire che deve finire quello che è avanzato in cucina. accettiamo la proposta (la sventurata rispose) e ci arriva un bis: la crespella al ragù d’oca è molto molto saporita e gustosa (è un periodo che amo molto mangiare paperelle) ma i garganelli con i funghi son stracotti e senza sale, tanto che li lascio tutti li. il cuoco si riprende con un filetto di maiale ai funghi porcini speciale. i dolci hanno, come in molti altri locali, la maledizione del top. il mio strudel caldo ha un top alla fragola che non resco assolutamente a spiegarmi. mangio il ripieno e quello che riesco a salvare dai fili rosa. il camino però nel frattempo sbuffa e mi ritrovo affumicata, un caciottone affumicato. il posto merita, è davvero bello, mi sa che serve un pò di allenamento al cuoco.. se vi serve un locale non particolarmente chic ma con una bella personalità e molto fuori mano, andateci ma solo con un ottimo umore difficilmente scalfibile. me, mi ha salvata la sbronza in atto con traminer di rapais e bollicine ca del bosco! come si dice… le capacità ci sono, ma non si applica. riproveremo… magari il cuoco aveva altro per la testa.
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