in cold blood

Truman Capote, 1977l'afonia mi ha costretta alla lettura. si fa per dire costretta. lasciate stare il truman glitterato, quello delle feste balck&white che tanto ha a che fare col romanzo in questione, mettetevi il velo da penitente, staccate telefoni e pc, tanto non sentirete il richiamo di nessuno finchè non avrete letto l'ultima pagina di questo capolavoro assoluto. primo esempio di nonfiction novel, di quel raccontare la storia come un romanzo usando le testimonianze di chi c'era. la storia è nota: capote rimase talmente colpito da quel delitto efferato che una serie di ricerche lo portarono a conoscere gli assassini. quello che si legge nelle pagine è una cronaca che non ha nulla di inventato ma tutto esclusivamente documentato, asciutto e senza tempo. potrebbe esser accaduto ieri. a_sangue_freddoil romanzo non racconta, come fa invece il film, di come truman si sia posto nei confronti della storia, racconta gli avvenimenti attraverso i punti di vista dei protagonisti e co-protagonisti. una coppia di galeotti appena usciti di prigione, decidono di sfruttare un'informazione circa la presenza di una cassaforte in casa di un ricco proprietario terriero del kansas. i due non trovando la cassaforte e raccogliendo un bottino di pochi dollari, una radiolina e un binocolo sterminano l'intera famiglia senza un movente. dopo una fase bulimica di gialli, durata anni, me ne sono concessa davvero pochissimi. questo è un capolavoro, un fuoriclasse. ci piace, a noi principesse qui, ricordare il truman solitario e festaiolo, umiliato e geniale, intossicato e mai risorto, non solo quello di holly golight e la sua colazione da tiffany che sicuramente ricorda ai più audrey hepburn e non lui. per entrare per quel che si può nella sua vita, prima di affrontare i suoi scritti, un libercolo interessante è "colazione da truman" intervista rilasciata poco prima di morire o anche una bella biografia di gerald clarke . entrambi svelano aneddoti, lusso, malelingue, curiosità, sofferenze, alcool, brillantini e solitudini, indispensabili per esser geniali e unici. e se vi serve una musica per affrontare tanta vita, ovviamente henry mancini.   


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5 thoughts on “in cold blood

  1. E' nella lista dei miei prossimi, e la tua recensione non fa che stuzzicare ulteriormente la voglia…ah, ti ho inserita fra i blog che seguo, dopo un post come questo era il minimo.

    Scorzetta.

  2. è davvero un libro potente, Capote è formalmente asettico ma profondamente coinvolto nella ricerca dell'origine del male.l'ho letto nella tua stessa edizione e non ho molto apprezzato alcune scelte di traduzione come, ad esempio, quando descrive l'insegna cadente di un motel in cui erano sparite la prima e l'ultima lettera di "camere"… la parola "amer" aveva un suono sinistro… dice più o meno così…avrei preferito rispettare il "suono sinistro" della parola inglese originale… l'idea di un motel del midwest con l'insegna in italiano mi ha dato fastidio…poi l'odore della colla usata nella rilegatura… ne ho sniffato di migliori..

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