la via per l’oxiana di robert byron

via_oxianachatwin non gode di grande fama da queste parti, sarà per questo che quando passo davanti al poster con la sua foto sembra guardarmi male. l’ho letto quasi tutto, patagonia è quello che mi è piaciuto di meno, e son arrivata qui grazie a lui e ad un suo seguace moderno. bruce, secondo me un gran figlio di, teneva con sé questo libro e lo leggeva e lo rileggeva fino a disintegrarlo. un po’ son stata spinta a leggerlo ma poi ci ho preso gusto. robert bayron racconta del suo viaggiare verso l'oxiana,una terra semideserta nell'asia centrale, tra afghanistan e altopiano iraniano. era, quello si, un viaggiare con la v maiuscola. quelle maiuscole che io non faccio mai. nessun viaggio per quanto avventuroso sarà mai come questi viaggi degli anni ’30, bettinelli forse ci è andato un po’ vicino ma rimanendone comunque lontano anni luce. la via per l’oxiana è il diario di un viaggiatore appassionato che critica il regime iraniano in attesa di arrivare in afghanistan. ho ripreso in mano libri illustrati che frequentavo all’università per ritrovare le moschee e i minareti raccontati qui, e non senza -l’antico- entusiasmo. viaggiatore di percorrenza e non di permanenza. mi ha fatto viaggiare con lui. byron pensa alle criticità del viaggio di chi l'ha preceduto su quelle strade 50 prima, alla fine del 1800, come se lui viaggiasse in condizioni migliori! in iran si beveva vino e si respirava odor di rose, i contestatori non avevano bandiere verdi ma si sentivano. gli europei erano ovunque e milionari. le milionarie viaggiavano, in stormi, in mandrie alla ricerca di cose da raccontare e di caviale. su strade che non esistono, con mezzi di fortuna, mangiando quello che si trova alla fine si arriva.
arrivakavar, 20 febbraio 1933: l’inizio di un viaggio in persia assomiglia ad un’equazione algebrica: non sai mai se riuscirà. Ho dedicato tutta la giornata di ieri ai preparativi, e questa mattina ci siamo svegliati alle sei; ma abbiamo passato il resto della giornata in questo posto, in attesa degli uomini e dei cavalli.    
isfahan, 13 marzo 1933: la signora budge bulkeley, la cui fortuna è stimata a trentadue milioni di sterline, è arrivata qui insieme a qualche altra milionaria di minor calibro. Sono angustiateperchè il caviale sta per finire. (pag. 235)
turkestan 22 maggio 1933: da tre giorni sto leggendo proust (e comincio a notare che il contagio dell’eccesso di particolari si sta infiltrando in questo diario). (pag.318)
se vi piace il genere la via per kabul vi aspetta. al solito stregata da diari e vita vera.

in questi giorni manco di verve e connessione internet. non è male, e forse non è  neanche un caso che le due cose combacino.
 

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