mutandine di chiffon -memorie retribuite- di carlo fruttero

mutandine di chiffon

ecco, uno così. ironico, pungente, sarcastico, capace di dichiarazioni d'amore che s'innalzano a voli pindarici.  uno così meriterebbe l'eternità. e lui non la vorrebbe. son quasi sicura. uno così  come amico, confidente, parrucchiere, amante furioso, marito virtuoso, nonno giocoso. carlo fruttero, potrebbe esser tutto e di tutto. gli auguro eternità e continua voglia di scrivere.  queste son memorie retribuite, è una raccolta di scritti che son stati commissionati nel tempo e qui riuniti. posso solo sperare -ma non lo farà- che senta l'urgenza di raccontarci intimamente la sua vita. qui è appena appena visibile, seppur molto immaginabile. da la donna della domenica in avanti è tutto da leggere (lui e lucentini). quando si legge l'ultima pagina di libri come questo ci si chiede "e adesso?". le parti che mi hanno più emozionato son state quelle dedicate, inevitabilmente, a lucentini e le sue più intime, le parole per la moglie e per il nipote. sembra sia uno di quei libri da aprire a caso per trovare la soluzione di un problema, bè.. come tutti i libri in effetti. forse la verità su amore, letteratura, amicizia e vita, uno così, potrebbe esser in grado di svelarla davvero. c'è mezzo secolo di storia italiana e, intera, la storia dell'editoria moderna da einaudi (passando per calvino) a modadori (passando per vent'anni di urania). torino c'è e si sente, a tratti l'ho riconosciuta, ideale per come anch'io me la sono sempre sentita addosso, così diversa da come in effetti è.
pag. 62 "[…] anche perchè le vite vissute dai sommi appaiono per lo più tormentatissime -qualche gelato per leopardi, qualche leone per hemingway, qualche uovo al burro per proust (nel ristorante del ritz), ma altrimenti ossessioni, fissazioni, disperazioni una via l'altra."

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4 thoughts on “mutandine di chiffon -memorie retribuite- di carlo fruttero

  1. pag. 93 "gli amici, senza dubbio, si muovono, seguono la loro vita, si rendono ridicoli, sbagliano, perdono pezzi, spariscono per lunghi periodi; ,a per me, ai miei occhi, la loro vera essenza è l'immutabilità, una sorta di persistenza naturale, come di albero, di isola o di tempio greco se vogliamo. non è questione di lealtà, fedeltà, confidenza, affinità o altro.  stanno sempre lì, ci sono comunque, li ritrovi anche al buio. so bene che sull'amicizia sono stati scritti saggi e trattati importanti ma io non me la sento di andare più in là di una similitudine, diciamo, frugale: entri nella vecchia casa, cerchi istintivamente l'interruttore a destra della porta, premi, e la luce si accende, l'impianto funziona ancora (in gioventù naturalmente sono ammessi errori e disillusioni)."dd.

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