sarajevo mon amour

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tornata da due giorni non so ancora cosa scrivere. metto queste foto di una città che di cose da dire ne ha tante. e parla con le scritte sui muri ma anche coi buchi sui muri. quei buchi che sono quanto di più vicino alla guerra io possa aver mai toccato. di una guerra che sembra una cosa da tv, talmente lontana da confondere film con immagini vere. qui no, qui non ti confondi, ci si mette le dita dentro a quei buchi di proiettili, sui muri delle case che non son ancora state sistemate. e certe foto non sono state fatte perché certe cose, non vanno fotografate, punto e basta. mi rimangono negli occhi le due rose di sarajevo che ho scovato per terra quasi andate via e quelle nei giardini delle moschee. il profumo dei tigli su una collina lontana dal centro, bevendo una bosanska kava dove anche il caffè ha preso la forma della mezza luna. l’acqua bevuta in tutte le fontane. il pane, caldo profumato, che sa di pane vero. i burek a tutte le ore del giorno dalle ragazze con il velo. i lokum che hanno creato immediatamente dipendenza. le cose che ho capito solo perchè all’università mi son fissata sul corano, tutte le altre che non son riuscita a cogliere e non me ne sono neanche accorta. i brividi ad attraversare strade che erano come condanne a morte e quelle a vedere le stelle di david gialle in una sinagoga dismessa. e ancora feticci delle SS a vendere. i sufi che non hanno mai aperto la porta. le file di tombe con la stessa data di morte, quel 1992 che diventa “solito”. e su tutto questo, sui pensieri che non se ne sono stati buoni, sulle inquietudini mai sopite, sulle emozioni laceranti, su tutto quello che mi è rimasto negli occhi, una cretina -italiana- che litiga col moroso, non finisce il burek che ha davanti, piange, si mette gli occhiali da sole perché piange, tira fuori dalla borsa un libro di diritto e si mette -a far finta- di studiare, con tanto di evidenziatore verde.
per la cronaca poi hanno fatto pace, li ho incrociati ore dopo, mano nella mano, son andati a cena.

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foto di madame didi

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13 thoughts on “sarajevo mon amour

  1. bentornata madame didi. racconta. racconta di strani suoni nella notte cittadina: di campane cattoliche, di campane ortodosse, di voci di muezzin che scandiscono la mezzanotte volutamente asincroni. di braccia monche di ponti che si sono cercate, perse, ritrovate. di aquile bifronti, come alfabeti mescolati, che non rinunciano a oriente ma guardano sempre più a occidente. di donne che al mercato ti guardano e ti offrono intrugli di foglie per essere feconda. di miele non filtrato. di slivovitz a fiumi.devi solo togliere il tappo: sei uno spumante che aspetta il pollice per partire… :-)

  2. bentornata madame didi. racconta. racconta di strani suoni nella notte cittadina: di campane cattoliche, di campane ortodosse, di voci di muezzin che scandiscono la mezzanotte volutamente asincroni. di braccia monche di ponti che si sono cercate, perse, ritrovate. di aquile bifronti, come alfabeti mescolati, che non rinunciano a oriente ma guardano sempre più a occidente. di donne che al mercato ti guardano e ti offrono intrugli di foglie per essere feconda. di miele non filtrato. di slivovitz a fiumi.devi solo togliere il tappo: sei uno spumante che aspetta il pollice per partire… :-)

  3. ciao, sono stato anche io pressochè negli stessi giorni a Sarajevo (12 e 13 agosto)vedo che queste sensazioni sono comuni a molti che hanno visitato questa città. Mi ha lasciato qualcosa dentro, il suo mix di culture e religioni, e soprattutto questa sensazione di rinascita, come la fenice dalle proprie ceneri.Spero di tornarci presto..Sul mio blog a breve metterò la seconda parte del report relativo al mio viaggio per le strade dell'Ex-Jugoslavia, quella relativa a Mostar, Sarajevo e Bosnia Herzegovina..un saluto

  4. ciao, sono stato anche io pressochè negli stessi giorni a Sarajevo (12 e 13 agosto)vedo che queste sensazioni sono comuni a molti che hanno visitato questa città. Mi ha lasciato qualcosa dentro, il suo mix di culture e religioni, e soprattutto questa sensazione di rinascita, come la fenice dalle proprie ceneri.Spero di tornarci presto..Sul mio blog a breve metterò la seconda parte del report relativo al mio viaggio per le strade dell'Ex-Jugoslavia, quella relativa a Mostar, Sarajevo e Bosnia Herzegovina..un saluto

  5. Bello il contrasto delle foto…il caffé ed i buchi sui muri e i messaggi.Triste se analizziamo gli esisti e e le conseguenze.Alcuni parlano di democrazia e di vittoria, altri ci hanno vissuto in mezzo prima e dopo.presumo che per andare in giro come hai fatto, avrai optato per un paio di scarpe basse e comode…!Complimenti, bel blog.Ciao

  6. Bello il contrasto delle foto…il caffé ed i buchi sui muri e i messaggi.Triste se analizziamo gli esisti e e le conseguenze.Alcuni parlano di democrazia e di vittoria, altri ci hanno vissuto in mezzo prima e dopo.presumo che per andare in giro come hai fatto, avrai optato per un paio di scarpe basse e comode…!Complimenti, bel blog.Ciao

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