ogni volta come fosse la prima [di nuovo il primo giorno di scuola]

mafalda9le maestre la notte prima del primo giorno di scuola sono in ansia. e non mi vengano a dire che poi con l'età passa. non ci credo e non m'interessa neanche che succeda. quest'anno son stata la prima maestra che i primini hanno visto! li ho portati in classe io! hanno scritto con me le prime parole, hanno sbavato con occhi ammirati su un libro che ho letto e hanno preso me come riferimento, almeno per oggi. una sensazione pazzesca! alle sei ero in piedi a girar come una trottola per casa. due ore dopo ero in piedi in un'aula con 19 personcine con gli zainetti stranuovi e una quarantina fra madri padri zii nonni e parenti vari con telecamere, videocamere e obiettivi dal 300 in su che volevano esser confortati che si, non poteva capitare una maestra migliore ai loro eredi. considerazione tristemente veritiera: il 70% dei papà presenti aveva almeno dieci anni meno di me. 
quantità di hallo kitty presenti in aula sotto forma di qualsiasi capo d'abbigliamento o accessorio scuola: 500 (per difetto)
quantità di pianti: due, un frignone MASCHIO che non voleva mollare la mamma e una docile pulzella che si è chiusa in bagno e non riusciva ad uscire (e poi è uscita da sola).
quantità di gestacci da camionista bolscevico in trasferta in bulgaria: uno (a sei anni ci si  deve accontentare)

un biglietto -da incorniciare- da una fanciulla che entrata in prima oggi, così ha scritto:
"saraelona eroilara masensra tivoliotantobenalaca" e scusassèppoco!

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15 thoughts on “ogni volta come fosse la prima [di nuovo il primo giorno di scuola]

  1. La mia prima maestra – Eleonora Zanier (credo) requie – non ebbe a che fare con pianti, però uno se la fece addosso; rivedo ancora la chiazza che si allargava sul pavimento grezzo nero della Dante Alighieri, Prima C. Lei se la cavò – immagino ma non ricordo – brillantemente da sola. Genitori niente, nessun profano nel sancta sanctorum della Pubblica Istruzione.Curiosità: anche lei portava sempre tacchi vertiginosi.A te è andata benissimo, solo 19 allievi; però che sian tutti figli di ragazzi-padre non la bevo. Passa in confessionale per la bugia.Il commento è finito, andate in pace.don Ugo

  2. A nome di tutti i Papà rombiballe ed a volte inopportuni………..(per non parlare di quelli che ci provano con le Maestre! ^__^  )……grazie per quello che fare per quelle giovani testoline.

  3. io me lo ricordo quel giorno… è come il primo giorno di galera.Ci entri, un giorno… e ne esci solamente 20 anni dopo (se qualche prof dell'università non fa il figlio di mignotta), senza sapere che cazzo farai.Stessa situazione di un ergastolano.charlie

  4. Ti assicuro che dopo venti anni di lavoro non passa, no. Ho passato la notte in bianco anch'io e la mattina alle sette ero in giro per casa per fare tutto con calma e non dimenticare niente.Ho una prima anche io. Mi sono persa i genitori, le foto, le lacrime, le caramelle e tutto il resto perchè ho il giorno libero il lunedì e quindi ho iniziato martedì, ma l'ansia era uguale.I miei sono 14 ed uno ha passato quattro ore quattro a chiedere ogni dieci minuti "Quando ci manca per tornare a casa?" e "Ma domani ci devo venire per forza a scuola?".Buon anno Dida.(ma tu cosa insegni? italiano o matematica?)la maestra Elena isterica.

  5. Condivido tutto quello che hai scritto! Notte "poco" se non proprio in-sonne; orgoglio di essere l'insegnante "speciale", quella dell'Imprinting da primo giorno di scuola; gestione di genitori ansiosi che ho accompagnato fin sulla soglia dell'aula che avrebbe "fagocitato" i loro pargoletti timorosi; predicozzo di accoglienza da primadonna, con pause ad effetto e terrore palpabile nell'aria quando ho accennato al fatto che avevo fama di essere cattivissima (magari fossi davvero capace, qualche volta,di esserlo…). Anche se si trattava di una Prima Media, l'ansia mia e dei miei 24 nuovi cuccioli non era molto diversa da quella della tua classe e della loro bravissima maestra-blogger, mi par di capire. D'altra parte , si sa, le "prof" di Lettere sono un po' maestre, no? :-)A proposito, complimenti per il tuo blog, che seguo con molto piacere!Paola C.

  6. Tutto vero! Io ho due quinte quindi il mio pensiero è stato: -Volati quattro anni! -Li guardavo il primo giorno di scuola e li rivedevo piccoli e teneri…ed ora dei ragzzini pronti per spiccare il volo!Ma quanto bene vogliamo a queste creature?Un abbraccio!Marina

  7. In effetti, quando si parla del primo giorno di scuola, lo si pensa sempre riferito ai bimbi ma quasi mai alle maestre… e dire che mai come quest'anno ci sono TANTI motivi che concorrono a rendere "speciale" questo giorno per le insegnanit (e, temo, non solo il primo giorno).In bocca al lupo!!!Alessandro

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