mr vertigo di paul auster

mr_vertigo

non so chi li abbia definiti, ma questi scrittori, gli ebrei newyorkesi, io me li prendo a blocchi, a chili, al quintale. vado sempre sul sicuro. sempre. quando non ho niente che mi solletichi la lettura vado in libreria e mi butto su di loro. uno alla volta. se li ho a casa me li faccio fuori uno dietro l'altro. come una scatola di cioccolatini, che non rimane inviolata, integra se è a portata di mano.  quindi meglio diluirli  e non ingozzarsi, pena rimanerne senza. nonostante la trilogia di new york sia inarrivabile e le follie di brooklyn siano una delle letture più divertenti dell'ultimo periodo, mr vertigo si difende bene. questa è proprio una bella favola per grandi. un orfano destinato alla delinquenza viene raccolto (preso? comprato?) per esser trasformato in un fenomeno da baraccone, riempirà teatri per poi crollare miseramente sul palco. alla fine riuscirà anche a delinquere, un fuorilege furbetto ma ingenuo, ben vestito e impomatato. il maestro yehudi, che lo raccoglie (prende? compra?), è il mentore che tutti vorremmo avere, tranne per qualche piccolissimo particolare che lascio scoprire a chi leggerà. intrigante lettore, sensibile, coraggioso, determinato, ma senza il piglio decisivo indispesabile per risolvere un mènage sentimental erotico in matrimonio.  pag. 125 " lo ritrovavo da solo in camera, seduto a leggere.  il libro era sempre lo stesso, un volumetto verde tutto concischiato che si portava che si portava appresso in ogni viaggio e che mi divenne noto non meno del disegno e dei lineamenti della sua faccia. [Spinoza] quando gli chiesi come mai continuasse a studiarselo sempre da capo, il maestro mi rispose che era perchè di quel libro non si poteva toccare il fondo. più uno ci entra mi disse, e più ci trova, e più uno ci trova, più tempo impiega a leggerlo". mrs witherspoon, una sorta di elegante fata turchina in cadilllac celestina anni trenta, rimane presenza costante in tutto le pagine regalandoci perle di saggezza da scrivere sui muri di casa (e far leggere): pag. 108  "comunque un uomo ha anche dei doveri. non si può lasciare una ragazza a bocca asciutta per più di due mesi e sperare di passarla liscia. non è così che si fa. una gattina ha bisogno di affetto. deve essere accarezzata e nutrita, come qualunque altra bestiola."   
in un periodo di stanchezza, di impegno mentale, di grandi soddisfazioni, di poca sopportazione verso i rigidi dettami di chi non vuol nemmeno veder sfiorate  le proprie convinzioni -figuriamoci scalfite-, ho voglia solo di divano, fuoco acceso, libro e qualche coccola. fra una settimana parto. e tutto cambierà.

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3 thoughts on “mr vertigo di paul auster

  1. ciao lettrice infaticabile.
    Non conosco questi ebrei newyorkesi, immagino ci sia dentro anche Philip Roth, ma mi sto impegnando con don Delillo "Great Jonas Street", e anni fa sono rimasto folgorato da Jay McIreney con " Le mille luci di New York" da cui hanno tratto anche un film.
    Le tue recensioni sono sempre belle e interessanti.
    tino(nullafacente)71

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