il magnifico spilsbury di jane robins

magnificoadesso che li ho sposati son più tranquilla. ma rimango ancora a londra, in attesa di volarci fra un paio di mesi, da sola. cosa che mi preoccupa abbastanza, ma saranno pensieri futuri. questo qui è un libretto divertente di cui non so bene dove ho letto qualcosa, forse d'orrico sul magazine del corriere. pensavo fosse un romanzo invece è quasi un saggio su questo personaggio realmente esistito: il dottor bernard spilsbury, quello che nel 1910 era identificato come il vivente sherlock holmes (conan doyle era ancora in piena salute) perchè con scienza e ragione svelava misteri e testimoniava ai processi con indubbia cognizione di causa. spilsbury era un anatomopatologo, un medico legale, uno che faceva autopsie e che diventò popolarissimo. l'opinione pubblica inglese nei primi decenni del secolo scorso lo adorava e pendeva dalle sue labbra, era pure un maschio tutto d'un pezzo. non avendo CSI london, gli amanti londinesi del generi dovevano accontentarsi dei resoconti giornalistici. il caso che l'ha portato agli onori della cronaca è stato quello degli omicidi della vasca da bagno, tre signorine che (considerate zitelle a trentanni) si sposano in tutta fretta con un tizio che le abbindola con fare subdolo e infallibile in corteggiamenti lampo. in tutti e tre i casi il marito (sempre lui ma con nomi diversi) poco dopo il matrimonio, poco dopo aver fatto stendere testamento alle spose novelle le fa fuori nella vasca da bagno. ogni volta il caso viene archiviato come incidente finchè qualcuno si accorge che il modus operandi è sempre lo stesso. i cadaveri saranno riesumati e sarà proprio il nostro dottorino, dopo aver fatto l'autopsia che condannerà, con le sue testimonianze, il buon marito alla forca. si legge volentieri, ci si immerge in una londra borghese e golosa di particolari scabrosi, che non si vorrebbe far sentire alle signore. signore che d'altra parte, le suffragette stanno appena realizzando di esistere e non esser poche,  reclamano il diritto di ascoltare tutto e di dire la loro. bessie, alice e margaret sono le povere sposine affogate e george smith, il poco affettuoso marito che, anche di fronte alla corte fa stragi di cuori. borghesi signore si spintonano durante il processo per poterlo vedere, per incrociare il suo sguado magnetico (si pensava anche avesse ipnotizzato le gentili signore) finchè lo appenderanno ad una corda a dondolare per un'ora. si resta immersi in un mondo lontano, che ora, nonostante le ingiustizie, i processi probabilmente sommari, le prove che nessuno ha messo in discussione allora,  si guarda comunque con simpatia.
pag. 5 "ormai, a 33 anni, era una signorina attempata: una situazione davvero umiliante. tutti quegli anni trascorsi senza che le accadesse nulla di importante l'avevano trasformata in una persona quasi invisibile e le sue possibilità di sfuggire alla triste condizione di zitella si erano ridotte al minimo".

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