l’assassino di georges simenon

 

lassassino

si può andare in palestra e leggere simenon. funziona tutto lo stesso. ma forse solo perchè non c'è maigret. da questo libretto che si legge in un pomeriggio non aspettatevi la promessa che c'è nel titolo. dalla prima pagina sapete chi ha ammazzato chi. ma non c'è sangue, non c'è violenza. solo consapevolezza di quello che sta accadendo. ma si può chiamar violenza anche quella. letto perchè dovevo ma in questo momento è stato troppo soft e mi ha dato conferma di un pensiero che ho in testa da un po', e non serviva che nessuno lo confermasse. soprattutto uno come simenon. il mio pensiero è che spesso l'agire per cambiare le cose non porta nessuna variazione apprezzabile. e non so come son giunta proprio io ad un pensiero di tal fatta, considerando che i cambiamenti li ho sempre presi bene, spesso bramati. anche sta cosa della palestra mi stupisce ogni giorno di più. è come se vedessi dall'alto un'altra dida che si concia come una demente e parte con ipod nelle orecchie e playlist ad hoc per passare un'ora e un quarto e sudare e bruciare calorie. che poi la cosa impressionante non sono quelle. son i watt che si riescono a produrre. perchè -si sappia- per perdere 4 maledettissimi chili si deve fare cardiofitness su tecnologia che ti dice un sacco di cose. mi sembra di capire che se ho un pc davanti potete chiedermi di fare qualsiasi cosa. mi sento ribaltata, non so bene a cosa sia dovuta questa calma zen. questo silenzio strano. questo ballare placido che mi ritrovo addosso il giovedì sera quando ri-ballo tango. dopo mesi. dopo un anno che mi ha dato tanto ma mi ha sfinita altrettanto. ho una voglia immensa di partire. di vedere posti. di star ferma in un caffè a veder nevicare o piovere fuori. che sia torino o vienna o sarajevo.  voglio stare ferma, immobile a guardare che tutto fuori gira. com'era quella canzone di qualcuno che non mi ricordo chi era? quella che diceva io son in viaggio anche dentro di me.    

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7 thoughts on “l’assassino di georges simenon

  1. Alessio Bertallot, Io sono fermo. Anche a me è capitato ultimamente di citarlo, ma nessuno se lo ricorda…
    E' perchè giri troppo veloce Dida.
    Un abbraccio, Rossella

  2. Simenon proprio non riesco a madarlo giù.
    E' solo un freddo costruttore di trame da tavolino.
    Non ho mai capito perché sia stato (e sia ancora) così sopravvalutato.
    Quella che indichi nel post la provo spesso anch'io come necessità. Succede allora che mi estraneo dal mondo che mi circonda e seguo un filo sottile ma ininterrotto di pensieri. Di solito, prima o poi, torno.

  3. @briciolanellatte: penso anch'io che sia l'unica soluzione. chiudersi dentro, a cercar la strada giusta per tornare, sperando che nel frattempo le ferite più profonde siano almeno un po' guarite.

    benvenuta nel salotto

    dd.

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