un uomo giusto di elena stancanelli

sabato di pioggetta, di nebbia e di malesseri leggeri, che necessitava di un libretto per aver la scusa di passare qualche oretta sul divano. con copertina e tutto quello che si conviene quando capitano le giornate muffe. si legge in un pomeriggio. l’ho preso ieri in biblioteca da mia sorella illuminata. sembra di sentir scrivere un uomo. e questo è un punto a suo favore. lei è anna architetta per committenti chic o kitsch a seconda. lui il meccanico della strada con cui attacca bottone al bar sotto casa. il sogno proibito, che dura dieci minuti, di ognuna di noi: farsi travolgere da uno con cui non abbiamo niente a che fare. da uno che, tu dici un libro/film/personaggio/argomento base e lui non sa neanche di cosa tu stia parlando. da uno che però ti piglia -nel senso pratico delle manovalanze- e fa di te quello che vuole. da uno che a stento legge per una dislessia non diagnosticata all’epoca. [e qui io ho fatto tutte le mie considerazioni sul caso, applicato al presente, perché quest’anno, a scuola, devo fare i conti con diversi casi].  lui è un maschiomaschio che sistema auto ma soprattutto moto. che ha vinto e perso tutto che ha spacciato chili di cocaina alla roma bene. ci sono più pagine sulla cocaina che altro. con una minuziosa collezione di dettagli: fruibilità, produzione, tipologia, effetti del prodotto. non si può neanche dire trattarsi di colpo di fulmine, che prima di una cena al chiaro di luna si bevono seimila caffè e lui parla parla parla parla. mi solletica il pensiero di controllare se fra i miei fidanzati ce n’era uno così tanto tantissimo lontano da me. risultato: se anche ce ne fosse stato uno l’ho elevato a dio in terra annientando le lontananze. non c’entra l’effettiva divergenza ma quella che si pensa ci sia. c’è altro da leggere prima di portarsi a casa questo.

riflettete però su una frase di pagina 84 “se finisse la luce elettrica, il riscaldamento, se saltassero le civili convivenze. se finissero gli antidolorifici, i libri, i supermercati coi surgelati. che cosa ci accadrebbe? cosa accadrebbe a una come me?”

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5 thoughts on “un uomo giusto di elena stancanelli

  1. ….sulla Tua ultima riflessione…….lei era rimasta colpita dalle sue mani screpolate e sempre sporche d’olio, dalla sua capacità di costruire pezzi di moto dal nulla….così diverso da lei da sembrare irraggiungibile…ma non abbastanza da non farsi raggiungere …..toccare ….prendere………….da quelle mani che sembrano potere fare di tutto.

    Lui esiste davvero e fa ancora parte della sua vita.

  2. si partì con erica young e la sua scopata senza cerniera. l’immaginario femminino ci ha dipinto nel tempo in molti modi, forse seguendo le mode. il problema è sempre lo stesso, sulla pelle del maschio il colore non attacca. sorrido.

  3. Pingback: in punta di blog: una poesia sui ricordi, un ricordo e una recensione | a video spento

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