per favore non mordermi sul collo [roman polanski, 1967]

in un momento di bisogno, in cui svuotare la testa è una priorità, oltre a frequentare anche più del dovuto la palestra, tanto che oggi son ferma per la schiena che mi blocca tutto, son andata in biblioteca, da mia sorella illuminata che, come cura mi ha rifilato (metodo infallibile dice lei) twilight. sono a pagina 285. ho capito di essere vecchia. è piaciuto a qualcuno con più di 17 anni? non ha niente nemmeno dell’amore romantico. un vampiretto che si dichiara tale dopo solo 50 pagine si e no, veloce, bellissimo e con gli addominali a cubetti. lei col cervello in pappa. si incontrano a scuola e scocca l’amour, dopo 3 altri volumi non so come andrà a finire. immagino con l’happy end vampiresco. fin’ora mi ha fatto tornare in mente un tizio che chiamavamo draculino, avrò avuto forse 16 anni e un altro con cui uscivo di nascosto dai miei sempre in quell’epoca lì: un tizio pericoloso. ci si vedeva in autobus tornando a casa da scuola a udine. aveva già la patente e usava la panda 30 grigia di sua mamma. mi ricordo di aver mangiato due yogurt alla fragola della yomo e poi di esser uscita, avevo il divieto di vederlo e ancora più assoluto era quello di salirci in auto. alla fine non so se i miei l’abbiano mai scoperto. siamo andati a grado, d’inverno, a limonare in spiaggia vecchia. quello lì è stato quanto di più simile a un vampiro abbia incontrato in vita mia, secondo la mia percezione. cattivo, infido e irresistibile, tanto da esserci ricaduta a scadenza biannuale per un sacco di volte. fino oltre i trenta. con incontri, ristoranti, macchine veloci e bellissime d’epoca, che mi faceva anche guidare. i primi tacchi seri me li son messi per lui e, con quelli e un tubino nero, son precipitata lunga, morta, distesa scendendo le scale di casa di sua sorella a lignano, dopo una notte torrida. ero ancora all’università. avevo una taglia 40. è di quest’estate l’ultimo incontro casuale: andiamo a bere una cosa o magari a cena? anche no. adesso ha un coupè. aveva una “erre” che mi piaceva molto e lo costringevo a dirmi ogni volta birra, carro, burro e non so che altra parola con la doppia r.

potere dei libri che fanno emergere ricordi belli di quando ero più vicina ai 20 che ai 40.

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5 thoughts on “per favore non mordermi sul collo [roman polanski, 1967]

  1. la erre arrotata è dovuta alla lingua che vibra sui canini ipertrofici…..comunque ho scoperto che sei molto “Bella” inside! :-))

  2. Grazie per l’indirizzo, appena vedo mio nipogte lo farò fare a lui. Bone feste co mortissima serenità senza bollette da pagà…Un caro saluto

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