sillabario goloso di laura grandi e stefano tettamanti

trovato per natale sotto l’albero che non c’è. non tutti hanno una sorella illuminata. è uno di quei libri che mi piacciono da matti perché trova appigli e riferimenti nella mia memoria, ne soddisfa e ne crea altrettanti. il binomio letteratura-gastronomia è uno dei più riusciti. a me, che avrei tanto desiderato andar a finire fra i lussuriosi, ma che senz’ombra di dubbio finirò fra i golosi, stimola e agita neuroni e sinapsi come poche altre argomentazioni. maneggevole godurioso manuale del  buon mangiare letterario, saltando di palo in frasca. un po’ come nel giorno, tanto per citare uno che c’è dentro, le pagine sono scandite dal passare del tempo: mattina, metà mattina, mezzogiorno, pomeriggio, prima della sera, sera e notte. in ognuno di questi macrocapitoli leggerete dissertazioni curiose e dotte di cibi e bevande con riferimenti ad autori classici o che classici diventeranno: dalla bibbia a sapo matteucci, dalla mia sylvia plath proprio il giorno in cui riesce a farla finita, al mio cesare pavese che traduce la balena bianca, passando per le cene di monsieur marcel al ritz per andare a far la spesa alla bouqueria e finire fra le pagine di life a leggere delle salsicce e purè di keith richards. pagine che mi hanno molto divertita e riportato in luoghi lontani. il primo club sandwich l’ho mangiato sulle strade per san francisco, a morro bay: a pag. 104 “il club sandwich è una vacanza, il viaggio più breve che si possa fare, la concessione al lusso che ci si può concedere, un’immersione in tanti sensi, non solo quelli del palato, è il comfort, la felicità.”   la tortilla de patatas di pagina 169  quest’estate a madrid con un vestito svelandrino, è quella mangiata da juana la loca (anche il rabo de toro però…),  i  gusti che declinano i colori dal carminio al viola cupo dei suo muri. quella juana la loca vista addosso a sara baras e al suo flamenco più di dieci anni fa a teatro a murcia. il gin and tonic di pag. 174 dei pomeriggi di luglio a brighton, popolo civile quello che ti chiede con che gin lo vuoi. e qui mi viene in mente jeeves  che risolve ogni cosa al povero bertie. ce n’è per tutti i gusti: bollicine,  vermut, martini, pop corn, aringa, cappon magro e ostriche solo per darvi un antipasto misto. c’è pure philip roth che adula mcdonald.

e su tutto:

“solo gli imbecilli non sono golosi.
si è golosi come si è artisti, come si è istruiti, come si è poeti.”

guy de maupassant

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4 thoughts on “sillabario goloso di laura grandi e stefano tettamanti

  1. Visto che oramai mi fido incondizionatamente dei tuoi gusti letterari, l’ho preso subito e lo sto leggendo. Bello proprio. E mi segno tutti i libri che non ho. Ancora.
    Elena

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