da gaspar a zomeais di tarcento -ud-

mi è tornata voglia di scrivere di trattorie, ristoranti e bon vivre. vista l’ansia che ha colto qualcuno qualche anno fa per un mio scrivere su un locale, preciso che: non sono un critico gastronomico e non serve darmi più importanza di quanta ne potrò mai avere in questo campo. di michelin ho solo le guide e le gomme sull’auto. vado a cena e a pranzo fuori, pago e posso dire la mia, con gran garbo, senza che nessuno si senta ferito nel suo orgoglio di ristoratore, visto e considerato che è solo la mia opinione di cliente qualunque. cliente liberissima di dire la sua opinione, con ironia e citazioni così colte che, ad avere un minimo di umiltà, qualcuno dovrebbe andare a consultare wikipedia.
qui ci son stata un sacco di volte, e devo ammettere che se dovessi portare qualcuno a cena ed esser certa di far bella figura, lo porterei qui. il paesello si chiama zomeais, leggenda vuole che nei tempi che furono si sia meritato il soprannome de “la piccola parigi” per via di un bordello che trovava sede nelle vicinanze. da gaspar è un edificio appena dopo il fiumiciattolo che oggi era completamente ghiacciato. ingresso intimo e caldo, si entra in una stanza color barolo che avvolge tutto. strada tranquilla, per niente trafficata. sale calde piene di luce, piene di belle cose, di bottiglie bevute con etichette che si vorrebbero bere, libri e immagini incorniciate. ci sono pier e valentina che sapienti e pazienti vi accontenteranno sempre in tutto. accontentato anche l’occhio delle fanciulle con pier che porta, oltre alla lista vini, anche -alto- lo stendardo del maschiomaschio. oggi, fissando alternandoli, chi mi stava di fronte, una scatola di partagas e il bicchiere di cabernet franc, mai vuoto, ho assaggiato torcione di foie gras, lumache con la polenta (che se non mi dicevano cos’erano non avrei mai immaginato da tanta delizia), tagliatelle con ragù di salsiccia e funghi, ossobuco e dulcis in fundo un semifreddo con radicchio di treviso caramellato. mi è piaciuto tutto e son rimasta di buon umore per tutto il pranzo: dimostrazione che tutto è stato come doveva essere. professionisti senza ricoprirsi di piaggeria, il giusto gusto sempre.
non sono a dieta perché come diceva mia zia evelina (sempre sia lodata): “ti te devi magnar… se no, no te stà su” .

e comunque, in questi giorni strani, di freddo, paure e attese, una coccola gastronomica coi fiocchi mi ci voleva proprio.

NON ACCETTANO VISA E BANCOMAT

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3 thoughts on “da gaspar a zomeais di tarcento -ud-

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