l’inconfondibile tristezza della torta al limone di aimee bender

limoneoggi fatto niente, svegliata all’una e letto questo libro. giornata regalata, e continuerò con un altro libro stasera. spero però che questo periodo di lunghissimo letargo, son meno sociale del solito, finisca con l’arrivo della primavera. ho bisogno di uscire, di veder gente, vestirmi, truccarmi e mettermi i tacchi.
il titolo del libro è stupendo. la forma minimum fax mi piace sempre tanto. rose è la figlia più piccola di una famiglia di los angeles. nella prima pagina ha 9 anni, nell’ultima 22. rose ha padre avvocato silente che porta a casa i soldi, madre che cerca di difendere le apparenze e fa la falegnama, fratello che qualcosa ha ma si può solo immaginare cosa e, dulcis in fundo, ha lo strano dono di saper come sta una persona mangiando qualcosa che ha cucinato. a nove anni mangia la torta che sua madre ha appena fatto e assaggia tutta la di lei amarezza e insoddisfazione. così tristemente scopre il suo dono. per anni poi sfugge all’idea di poter mangiare qualcosa preparato da se stessa per il terrore di potersi sentire davvero. sembra che los angeles sia ridotta a paesello popolato da una decina di persone appena. storia dei singoli membri della famiglia, che fanno di tutto per essere famiglia senza nessuna spontaneità apparente. la scrittura conquista, ma continuano a non piacermi del tutto le storie che lasciano sbocchi alla libera interpretazione e immaginazione di chi legge. i libri devono spiegarmi la storia e voglio vedere dove l’autore vuole andare a parare, non voglio scriver io i finali. i miei sono ipotetici, se li trovo scritti non faccio ipotesi. almeno che i finali dei romanzi siano certezze facili da scovare! di bello c’è sempre la fusione di due elementi da cui quotidianamente dipendo: libri e cibo, parole e cucina, romanzi e gastronomia. in rose ci ho trovato molto della paloma dell’eleganza del riccio. poi, malinconicamente, una che parla ore nelle aule coi piccoli si chiede: “chissà quante paloma/rose passano nelle classi senza che la maestra veda poi tanto di loro…”

“baciare george era un po’ come rotolarsi nel caramello dopo aver passato anni a sopravvivere a base di spaghetti di riso”
pag 270

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2 thoughts on “l’inconfondibile tristezza della torta al limone di aimee bender

  1. Pingback: la ragazza con la gonna in fiamme di aimee bender | dida

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