la siepe di ligustro di alberta vidal

ligustrodopo le violette, ieri sera son stata alla presentazione di questo libro, in una sala della libreria friuli. alla friuli venivamo a raccattare i volumetti sul nievo per passare l’epocale esame di letteratura italiana della mirmina. ci son capitata un po’ per caso perché non avevo la minima idea di cosa potesse esser presentato. anzi, a dirla tutta, son andata senza nessuna aspettativa, se non quella di aver a tiro un sacco di posti dove far aperitivo. somma gioia e grandissima sorpresa: una presentazione fuori dai soliti canoni, con don ugo a santificare il tutto e la terza fila [tutte amiche vedove, con messa in piega fresca e perfetta, di wanda e wilma] in agitazione per quelli che a -noi- son sembrati lunghi silenzi fuori programma (ma non lo sapremo mai) di un intervento colto ma non leggero. poi c’è stato un violoncello che suonava alternato a letture dal libro, un intervento spassoso (forse non voleva esserlo) del surreale editore e, dulcis in fundo, l’autrice che ha messo ordine a tutto quello che, detto con il grande affetto che rimane dopo una immensa passione, era rimasto nell’aria. ho letto il libro stanotte: e dico che la signora alberta è una ragazza bellissima, al di là degli occhi veri, della bella stretta di mano, del filo di perle, la gonna scozzese e la camicetta che ieri mi son tanto piaciuti. il libro racconta la sua storia, nel ’68 a palmanova, aveva 12 anni, gli anni ’70 l’hanno portata ai margini delle BR e dentro una grande storia d’amore e contro suo padre e attraverso ospedali. arrivata all’ultima pagina chiudo, guardo la copertina, e penso a quanto coraggio ci vuole per scrivere un libro così e farlo leggere a chi ancora di quella tua vita fa parte. perché, nonostante i numeri non mi appoggino, i vivi sono molto più dei morti. la scrittura è precisa e asciutta e certe parti restano irrimediabilmente un pensiero riassunto, oppure castrato, perché non si può sempre dire tutto, dei morti, ai vivi. questo libro ha bisogno di essere comprato, ha bisogno di tam-tam e pubblicità perché è molto bello, perché è vero, perché è fatto da un editore piccolo che nonostante un pessimismo cosmico (in confronto leopardi era ottimista) è stato brillante e deve continuare a proporre cose belle, perché è un’ingiustizia che questo venderà meno (per dirne uno) di quel libercolo:  io e te di ammaniti.

alla fine aperitivo c’è stato: cin cin ad alberta vidal!

la siepe di ligustro di alberta vidal, campanotto narrativa www.campanottoeditore.it  o alla libreria friuli a udine a € 10.00

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6 thoughts on “la siepe di ligustro di alberta vidal

  1. Mi ricordo vagamente di aver sentito parlare di lei e delle sue scelte di vita; era parente di una mia vicina di casa. E’ dei Vidal di Sevegliano. Se avessi saputo… leggerò il libro per saperne di più dalla protagonista.

      • Ciao sono Alberta, grazie per questi commenti così favorevoli…sono d’accordo con la sconosciuta Dida Ghini sul fatto che l’editore è una persona pessimista ma vitale, ha il pregio di dire cose fuori dagli schemi in una totale assenza di omologazione, è sorprendente come il suo discorrere per quanto inequivocabilmente pessimista faccia ridere le persone anzi in qualche caso sbellicare dalle risa. Sul mio libro voglio dire che la figura di mio padre viene comunque e sempre salvata. E’ stato un rapporto conflittuale ma di grande amore reciproco. Gli amori, è difficile che siano perfetti: possono essere ingombranti, ansiogeni, talvolta opprimenti ma ci sostengono e ci nutrono lo stesso, ci tengono in vita e ci permettono di progettare o soltanto sognare una vita migliore. Sono la linfa che permette all’albero di ramificarsi e crescere. Il tepore e la tana. Certamente vi era stata per me la necessità di scontrarmi, di intraprendere un cammino “contro”, di questo nel libro ho parlato. I rapporti tra padri e figli, tra mamme e figli, tra amanti, tra amici sono difficili perchè trovare la misura giusta tra lo stare vicini e stare distanti e è difficile e nascono conflitti e c’è tutto il mondo fuori che entra dentro ai rapporti per arricchirli o per farli esplodere…gli amori perfetti sono quelli della mamma con il suo cucciolo o degli innamorati…ma durano pochi mesi e il resto è un’arte da imparare.

      • grazie alberta!

        che straordinaria cosa è poter aver un contatto con l’autore! :)
        “gli amori perfetti […] durano pochi mesi e il resto è un’arte da imparare” questa è una delle più sacrosante verità..
        dovrei tatuarmelo sulle braccia

        grazie ancora alberta

        dd.

  2. eh, lo conosco bene questo editore… anni di vicinanza nello stesso stand alla Fiera del libro di Bologna con in mezzo un Livio Sossi come sempre strabordante, unico e ingombrante. Ho visitato spesso la sede della casa editrice, al seguito di mio marito a caccia di copie dei suoi libri. Mission impossible. Non ho mai pubblicato con Campanotto, per farlo bisogna essere duri e puri e io sono sicuramente dura, ma molto poco pura e ho questa fissa di essere letta da più gente possibile, tipo quello che diceva Twain: i miei libri sono acqua, quelli dei grandi geni della letteratura, vino. L’acqua la bevono tutti.
    Questo libro deve essere bellissimo e come sempre le tue recensioni sono un attentato alla tenuta della mia libreria.

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