leggo per legittima difesa

post dedicato agli amici seguaci di d’orrico.

il discorso nasce da uno scambio bello intenso su un gruppo fb che frequento con sommo godimento. dopo l’articolo di citati  (e tutti i commenti seguiti) e quello su vanity di laura pezzino. quello che leggo lo sapete, volo non lo leggo. punto.

1. rubo la frase meravigliosa a francesco loseto “quelli intelligenti fanno altro, io che sono una persona solitaria e poco intelligente sono costretto a leggere.”
2. mi ricordo benissimo quando ho iniziato a “leggere”. mi sono laureata a marzo di anni fa e ad aprile ho iniziato a leggere. prima leggevo solo a scopo didattico, e se avevo in mano altro ero presa da imponenti sensi di colpa. all’università mi ricordo di aver rubato una copia di petrolio di pasolini dal banco di una libreria, era uscito il girono prima, ero in bici, passando l’ho preso e messo nel cestino. dopo la laurea son partita per torino e ho iniziato a leggere. son partita per l’aMMerica dopo la laurea con tutti i ramses (i miti mondadori ve li ricordate?) e me li sono spazzolati in breve poi son seguiti una tonnellata di libretti leggeri (anche wilbur smith, follet, grisham, reichs, elizabeth george, connelly e compagnia cantanti) che mi hanno accompagnata ed è stato un crescendo. dopo un anno di letture furibonde e indiscriminate son approdata a p.d.james. e le cose hanno iniziato a girare (ci sono lei e la christie), contemporaneamente all’estate passata a far la sguattera in una libreria del centro di udine. non ci ho mai più speso una lira.. [presente in pretty woman quando lei entra con seimila borse nella boutique da cui l’hanno cacciata? ecco così.] quell’estate mi son resa conto di che gente legge cosa. son partita da marai e non mi sono fermata, ho continuato a prendere adelphi che mi hanno molto di rado delusa.
3. scuola: faccio la maestra, e la letteratura per l’infanzia è straordinaria. fantastica, costa anche cifrone ma merita nella maniera più assoluta e ci sono dei libretti da 30 pagine che a livello di poesia fanno a gara con i Poeti. (e le maiuscole che non uso mai, qui hanno un gran senso). le cose peggiorano dalla quinta elementare, se non prima. in quinta all’apice del moccianesimo giravano più copie.. ho cercato anche di leggerlo per poter parlare con le fanciulle, ma no. a pag. 50 ho abbandonato l’impresa. resto del’opinione che moccia abbia scritto quando davvero era un paninaro e al momento giusto, 20?30? anni dopo l’ha ben piazzato.
ho letto harry potter ed è la più grande avventura che ho avuto negli occhi fin’ora. l’ultimo volume non era ancora stato tradotto ufficialmente in italia e non mi ricordo come mi è arrivata la traduzione stampata, neanche rilegata a fogli svolazzanti e stampati con inchiostro leggero leggero che si faceva fatica a leggere.  se i fanciulli mi chiedono libri li presto, con una bella etichetta “maestra dida”. i piccoli non si capacitano che la maestra abbia, e abbia letto tutto harry potter.
4. libri hanno influito sulla mia vita: liquidato uno che mi aveva molto molto presa ma che, una volta a casa mia, si è messo davanti alle mie scaffalature e ha detto “ma li hai letti tutti?”. ciao caro.
quello che è seguito, dopo mesi di frequentazioni felici, di libri passati davanti agli occhi, mi ha regalato la profezia di celestino. ciao caro2.
5.fino ad una certa età si deve leggere per imparare, poi si inizia a far sul serio. c’è chi fa sul serio e chi no. ho provato a leggere l’ultimo della littizzetto e franca valeri, mi son fermata a pag.30 perchè mi sono chiesta.. a che libro sto rubando tempo? e avevo a portata di mano il saper vivere di donna letizia (1960).

per la foto ringraziamento sentito alla libreria fogola di pisa

3 thoughts on “leggo per legittima difesa

  1. E se io ti consigliassi Il Male Oscuro di Giuseppe Berto? Ciao caro n.3 ? ;-) (No, davvero: insieme a Narciso e Boccadoro di Hesse fa parte del duetto che più mi ha colpito: il primo nella adolescenza, il secondo nella maturità)

  2. dev’essere di una pesantezza epica… ma non conosco :)

    dovrei in effetti parlare dei libri che mi hanno colpita e che ho regalato ai miei uomini.
    o di quegli uomini che mi hanno sedotta con un libro?

    ;)

    dd.

  3. “Il male oscuro” è un libro stupendo, di quelli che ti fanno fare le tre di notte sveglio come un grillo, che neanche in milonga. Uno dei migliori italiani del dopoguerra, naturalmente sottovalutato in questo paese di mocciosi. Lasciati sedurre dalla proposta – assoluzione garantita. Dal proponente è affar tuo e non voglio sapere, che Chéri mi sta simpatico.

    Hai fatto coraggiosamente outing, e non fosse che per questo, meriti l’assoluzione. D’altra parte anch’io ho letto Follet – “Il caso Modigliani”, trama del Kaiser e scritto coi piedi. Che poi fossero quelli di Mariana sarebbe tutto da leggere, ma sono i suoi e non va proprio. C’è da chiederersi come possa esser diventato uno scrittore di pest-sellers. Ed ho fatto di peggio – molto peggio. Wilbur Smith. “Come il mare”. C’eran di mezzo delle navi, che mi hanno sempre affascinato, fin da bambino – ma avrei dovuto fermarmi alla prima – allucinante? ridicola? plastificata? scena di sesso. Invece no. Sono andato fino in fondo. E’ che avevo letto tutte le etichette della roba in dispensa e nel frigo, anche se questo non mi scusa, come un “Ma je no ma la dava” non giustifica una violenza carnica. Ci sono casi in cui l’astinenza non è una virtù, ma un dovere. Ecco. L’ho detto. Ora mi sento più leggero, e vicino a l’Hacedor. Adoremus.

    don Ugo

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