stoner di john williams

è un libro assolutamente scontato dove se una cosa può andare male, sappiate in anticipo, lo farà. è un libro incredibilmente avvincente e scritto con il bisturi che, solo chi sa scrivere davvero, usa al posto della penna. primi anni del 1900 william stoner parte con un carretto dalla povera fattoria dei suoi e  si iscrive all’università. da quel momento non si muove da lì. muore nel 1956, attraversa due guerre senza farne parte. si sposta semplicemente dall’altro lato della cattedra: quando ha terminato gli studi, smette di sedersi davanti e si siede sul lato opposto. prende casa e la risistema per quella che si sposa -edith- che prenderemmo a sberle ogni minuto e lascia affondare la figlia. figlia che li abbandona per cercare di sopravvivere altrove. arrivata all’ultima pagina non ho capito se stoner è un uomo perfetto davvero old style (c’è sempre da considerare la collocazione storica del romanzo) o un mostro di inedia. quello che ho imparato invece è di non lasciar nulla di intentato e di fare sempre, di muoversi, di agire, probabilmente a discapito di quelli che ci stanno in giro. che sarebbero comunque destinati a soffrire, stando noi ingabbiati. molto bello. consigliato.

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3 thoughts on “stoner di john williams

  1. Pingback: benedizione di kent haruf | dida

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