la banda delle casse da morto di nick laird

libretto da portarsi sotto l’ombrellone. da come era partito pensavo meglio, mi ha fato sperare per le prime 100 pagine in un nuovo eureka street (amatissimo) ma è più vicino alla banda dei brocchi. a proposito di brocchi: ho amato tantissimo coe ma come al solito mi accade mi entusiasmo per i primi libri e precipito sui seguenti, tranne rarissime eccezioni.  di coe ho letto anche la banda dei brocchi perché avevo divorato la sua famiglia e -soprattutto- la casa del sonno (riamatissimo). la banda delle casse da morto mi ha fatto fare le strade che di londra conosco, esattamente quelle.. ha quasi dell’incredibile! amici che si incontrano a londra da grandi, dopo averne fatte di ogni colore in irlanda del nord. uno è diventato avvocato e l’altro è diventato ancora più idiota di com’era vent’anni prima. la politica e tutto l’affaire IRA sfiora la storia, troppo poco per  riuscire a dar un sapore deciso. senza infamia e senza lode, sebbene la minimum fax di rado deluda, sarà amato da chi ama l’happy end senza troppo impegno.

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