50 sfumature di nero di e.l. james

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AVVISO DI SPOILER! perseverare è diabolico. lo so. finito adesso, vi scrivo la trama quindi occhio se volete la sorpresa non proseguite con il post. 50 sfumature di grigio anche anche. questo anche no. inizia esattamente dove finisce il grigio e diventa tutto rosa melenso: 50 sfumature di rosa. ana aveva mollato christian dopo una sculacciata. lui la richiama dopo qualche giorno di sofferenza per entrambi (sempre di mezzo una domenica che è il giorno peggiore) e puf, si scoprono innamoratissimi e qui c’è l’happy end con un anticipo di quello che succederà nel rosso, cenerentola senza tutto il trambusto della ricerca del piede giusto per la scarpetta di cristallo. qui nessuna scarpa di cristallo solo louboutin, armadi pieni di abiti e biancheria scelti da una personal shopper che non si ricorda di togliere le targhette con i prezzi. chi di noi non vorrebbe una situazione del genere alzi la mano! questo christian fa di tutto e di più. per 500 pagine si ripetono quanto sono belli, quanto si amano, quanto non possono fare l’uno a meno dell’altra e fanno sesso un po’ ovunque e si mandano sms e mail di continuo. le suocere vogliono bene ai generi, i suoceri adorano le nuore, le/i cognate/i adorano la nuova entrata in famiglia, la servitù adora i padroni. se cercate eros, qui non c’è. scene di una noia mortale che non serve leggere e si va avanti veloci veloci. a rendere meno roseo il menage -ma attenua di poco- ci son due ex di lui che son le più interessanti del libro, leila un’ex sottomessa che sclera ma soprattutto elena una regina cattiva ridotta tristemente in lacrime da un martini lanciatole addosso. regina cattiva che non sa giocar bene la sua parte. i cattivi son più interessanti dei buoni e leggere più di 500 pagine di tiamononpossoviveresenzaditeseituttalamiavita porta a sfinimento chiunque e ci si augura che almeno nel finale arrivi una tragedia a risistemare sorprendentemente le cose.  non c’è. e se c’è dura poco, tranquille. a sentir parlare tanto di sadomaso mi è tornato in mente uno con cui uscivo,  a cui avevo regalato 5 metri di nastro di raso rosso per sentirmi dire: “cosa dovrei farci? i pacchetti a natale?”. probabilmente ci ha fatto i pacchetti a natale.

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9 thoughts on “50 sfumature di nero di e.l. james

    • Il nastro di raso rosso è sempre un tocco di classe.
      Io sto leggendo le 50 sfumature grigie e penso che andrò all’inferno perché continuerò a leggere anche le nere per, come dire, studio professionale e mi sa che passerò pure al rosso per le ragioni di cui sopra. Onestamente pensavo peggio.
      Il libro non è scritto per niente male, è scritto semplice e c’è una bella differenza. L’autrice ha confezionato il best seller perfetto a partire dalla narrazione tutta al presente (trucco stilistico che ho imparato lavorando per Confidenze) e sfruttando la fantasia femminile più gettonata, quella della sottomissione.

      • l’occhio di chi è del mestiere è sempre più preciso. io son solo un cliente che compra.la signora james, su di me ha vinto, se non altro perché l’ho pagata. ha fatto un gran bel colpo. nel secondo libro c’è la mia fantasia più gettonata che non è quella della sottomissione ma è di avere chi, con immense potenzialità, mi toglie tutti i problemi quotidiani: dalla spesa, al parcheggio, al dubbio su cosa mettermi, alla palestra alla cena,all’elicottero a disposizione se voglio andare a mangiare una granita alle mandorle a noto. ripeto: quello è il pornografico dell’intera faccenda :D
        tanto per amor di cifre: le visite al blog sono triplicate grazie alle sfumature del grigio, in biblioteca son le signore un pochino più agè che chiedono “te gà quel libro pornografico?”. direi che la mondadori è a posto con i conti alla faccia dei numeri primi e del premio strega.

      • e pure l’autrice ha sistemato i suoi conti! Probabilmente la sua fantasia segreta era proprio questa.

  1. Pingback: 50 sfumature di rosso di e.l. james | Dida

  2. Pienamente d’accordo: se il primo libro della trilogia poteva scatenare qualche curiosità ed essere condivisibile oppure no, il nero e rosso (sequel) si prestano ad una noia tripudians che mi fanno rimpiangere i soldi mal spesi (voi ditemi poi quale donna alla sua prima volta ha goduto come Anastasia…caso più unico che raro!!!): è tutto uno zuccheroso amarsi e fare sesso più volte al giorno tanto da diventare irreale. Inoltre, noto troppa “pubblicità” sospetta (le auro Audi e Saab come migliori per sicurezza o le marche di abiti e lingerie) che lasciano riflettere sulla possibilità di qualche ritorno all’autrice. Infine, parliamo di plagio: chi ha letto “Undici minuti” di Paulo Cohelo può rendere testimonianza di un percorso della protagonista “simile” ma molto più veritiero a quello di Anastasia. Insomma, scene già lette.

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