strano ma londra di mattia bernardo bagnoli

se volete trasferirvi a londra questo libretto vi spiega come fare le cose basiche e fondamentali che nessuno vi dirà: come cercarsi un lavoro, come trovare una stanza, come aprire un conto in banca, come gestire l’abbonamento dei mezzi. non ho nessuna intenzione di trasferirmi, il mio pessimo inglese me lo impedisce, ma me lo son letto per diletto, in croazia con i piedi a mollo e sotto un pino, e mi son divertita moltissimo. utile anche per chi londra la conosce già o dovrà conoscerla: la parte finale è una sommaria descrizione delle zone, spassosa e curiosa che ha confermato quello che ho sentito io di londra. mi son considerata sempre più parigina che londinese, l’anno scorso ci son capitata, non dico per caso ma quasi. appena ho messo il piede fuori da victoria station son rimasta ferma immobile dieci minuti a sentire la vita che mi scorreva da tutti i lati e bum fu amore. più che londra il british in tutta la sua pura essenza, idealizzata e idolatrata come si fa con le cose irraggiungibili. son cresciuta con lady d. matrimonio, funerale, funerale della regina madre, seconde nozze di carlo, matriagio di kate  e nudismi di harry, mi son fatta andar giù camilla e voglio un corgie che scavi buche sotto le mie rose (inglesi ovviamente) e che azzanni lo yorkshire della vicina. lascio da parte tutti i protagonisti considerati minori, ma per me determinanti, uno su tutti la civiltà di chi ti chiede che gin vuoi nel gin&tonic.   il tutto grazie alla zia evelina che a furia di gente, oggi, stop, confidenze e intimità mi ha regalato anche la famiglia inglese tutta e a rosamunde pilcher che mi ha fatto bere la storia che gli inglesi hanno tutti una casa in campagna con la siepe di bosso, una cabrio, un giardiniere vecchio che lavora gratis, vestito solo di tweed col cane ancora più vecchio e la moglie che tutto il giorno fa marmellata e regala mazzi di fiori.  god save the queen!

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2 thoughts on “strano ma londra di mattia bernardo bagnoli

  1. Di “Strano ma Londra” avevo già sentito parlare e qualche giorno fa l’ho comprato on line. Sto aspettando che riesca a districarsi dai lacci di spedizioni e corrieri e giunga fino a me! Le tue parole sul libro di Bagnoli sono state una conferma di tutto ciò che ho letto fino ad ora sul manuale per cervelli in fuga. Sono state anche una sorpresa, però: a partire da quelle ho scoperto un blog irriverente, frizzante, piacevolissimo. E pieno di libri, che meraviglia!! Le avventure di cherìe poi!! Mi piace. Mi piace. Mi piace.

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